L’Internet of Things, ovvero l’Internet delle Cose, quasi sempre chiamato con l’acronimo IoT, è un mercato che solamente in Italia vale quasi 3 miliardi di euro con una crescita del 40% solo nell’ultimo anno. L’IoT è un termine coniato nel 1999 da Kevin Ashton, classe 1968, un pioniere e visionario tecnologico, fondatore del consorzio di ricerca Auto-ID Center con sede al MIT. Mentre lavorava sulla RFID, l’identificazione a radiofrequenza, concepì un sistema di sensori che collegavano il mondo fisico alla rete estrapolando informazioni da oggetti e rendendole utilizzabili digitalmente. Nell’IoT troveremo sempre tre componenti di base: strumenti dotati di sensori + un software di integrazione + internet per la connessione al mondo esterno (ed eventualmente anche software di AI e/o soft cloud per servizi ulteriori). Gli “oggetti” si rendono identificabili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni da remoto. Da qui i processi e i fenomeni che si avvieranno sono infiniti, dai processi produttivi, alla logistica fino all’assistenza remota. Un esempio su tutti può essere quello del flacone delle medicine che ti avvisa se hai dimenticato di prendere un farmaco, oppure invia un alert ad un tuo familiare o al medico curante. In questo GreenVulcano è da sempre impegnata nella ricerca e nello sviluppo delle migliori soluzioni, come il software di integrazione per l’healthcare che raccoglie ed elabora tutte le informazioni.
In un ambito cittadino invece, altro esempio di IoT può essere il rilevatore collocato su di un lampione stradale che segnala il giusto funzionamento della lampada, ma anche la qualità dell’aria.
L’obiettivo dell’IoT è fare in modo che il mondo connesso tracci una mappa di quello reale, dando un’identità “elettronica” alle cose.
I numeri dell’Internet of Things in Italia nell’ultimo triennio registrano un vero e proprio boom. Il mercato del settore è stato trainato per lo più da contatori gas che misurano i consumi, Smart Metering e dalle flotte aziendali connesse, Smart Car .
Alcuni dati principali emergono da una ricerca promossa dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. Da questa ricerca emerge che le città diventano sempre più delle Smart City, con il 60% dei comuni italiani che ha già avviato progetti per una gestione della mobilità connessa e per un’illuminazione intelligente.
Altra grande fetta del mercato di soluzioni “smart” IoT in Italia è caratterizzato dagli Smart Asset Management nelle utility, che permettono la gestione in remoto e il rilevamento di guasti e molte altre cose ancora.
In un futuro “fantascientifico” ci siamo già dentro e lo scenario attuale è solamente l’inizio di una rivoluzione che nel giro di poco tempo cambierà sempre di più le nostre abitudini e la realtà industriale. In uno scenario futuristico ma non molto lontano, auto, autobus e veicoli commerciali saranno senza guidatore, tutti elettrici e saranno in grado di ricaricarsi senza neanche il bisogno di fermarsi per un pit-stop; i postini non ci saranno più ma al loro posto dei droni per consegnare dei pacchi, etc etc…