internet of things

Ormai l’ IoT, acronimo di Internet of things è un concetto alla portata di tutti. Ma qualora ci fosse ancora qualcuno che non conosce il suo significato specifichiamo che quando si parla di IoT si intende quel complesso di tecnologie avanzate che permettono agli oggetti, anche i più comuni, di essere costantemente connessi alla rete.

I campi in cui queste tecnologie vengono già applicate sono molteplici:

  • Trasporti
  • Risorse naturali
  • Manifattura
  • Energie rinnovabili
  • Smart Cities

Ormai non è un segreto, si stima che nel 2020 i dispositivi connessi saranno circa 50 miliardi, un numero esorbitante se paragonato al numero degli abitanti sul pianeta che nel 2015 erano circa 7.2 miliardi.

Ognuno di questi dispositivi può raccogliere e mettere a disposizione un’enorme quantità di dati, dal valore economico impressionante per le aziende capaci di utilizzarli al meglio (per esempio per conoscere meglio i propri clienti e anticiparne desideri).

L’anno appena iniziato sarà segnato da una significativa percentuale di dati, circa il 40% che verranno raccolti direttamente dai sensori connessi ai nostri smartphone, alle nostre auto o ai dispositivi domestici. Le realtà aziendali più grandi e internazionali hanno già iniziato a usufruire di questi dati utilizzando sensori collocati su (es. aereoplani, piattaforme petrolifere e reti elettriche).

Il mercato dell’hardware IoT è in forte espansione e ci si aspetta che nel 2020 toccherà circa i 300 miliardi di dollari.

Ma perché le tecnologie IoT sono così richieste?

Il motivo principale è legato ai benefici che queste tecnologie possono apportare alle aziende. Ecco qualche esempio:

  • Risparmio: più aumentano i dati, più aumenta l’efficienza, senza contare le tecnologie di automazione che permetteranno di rendere più efficiente ogni il processo produttivo
  • Semplicità d’uso: i vecchi processi sono complessi e dispendiosi in termini di tempo. Con le tecnologie attuali si possono automatizzare nascondendo tutte le azioni necessarie dietro un solo clic di bottone ,(si pensi al dash button di Amazon, accolto molto positivamente dalle aziende per la loro parte vendite).
  • Identificare gli errori: i sistemi predittivi permettono di identificare subito errori nella produzione e, con il tempo, anche di prevederli, evitando rallentamenti nell’ambito produttivo.
  • Aumento della produttività: non soltanto grazie all’identificazione di errori nei flussi, ma anche grazie all’eliminazione di importati gap nei sistemi di produzione con un conseguente guadagno di tempo prezioso.

Ma le aziende sono davvero pronte a questi cambiamenti?

La risposta è: non tutte. Alcune aziende mostrano ancora difficoltà nell’organizzare la mole di dati provenienti dall’ IoT e nel pianificare strategie efficaci per la gestione di quest’ultimi.

Una recente ricerca condotta dall’ IDG mostra come il 70% delle aziende stia ancora considerando la possibilità di adottare soluzioni IoT mentre solo il 30% può essere considerato un early adopter già in fase di test delle novità proposte dalle tecnologie dell’ “Internet delle cose”.

Da cosa dipende questa resistenza alle nuove tecnologie?

A rendere complicato il salto verso l’IOT per molte piccole e medie aziende è la raccolta e gestione di dati che necessita di una riorganizzazione della struttura interna aziendale, ed è reso complicato dai costi delle nuove infrastrutture, del mantenimento di grosse moli di dati, e dal reperimento di skills interne che sappiano usare i dati grezzi per ottenere informazioni strategiche per l’azienda.La grande diversità dei diversi prodotti, servizi e piattaforme IoT risulta essere ad oggi la barriera principale. Le soluzioni più diffuse al momento sono, infatti, studiate appositamente per specifici utilizzi con un hardware predefinito.

A questo proposito è interessante segnalare la diffusione di sistemi di integrazione nati apposta per integrare diversi servizi e hardware in modo da farli interagire tra loro. I flussi derivanti sono molto più agevoli e usabili anche da parte dell’utente meno esperto in materia di programmazione.

Hai già provato Claudio – business automation tool?

Come hai potuto capire da questo post, scegliere l’IOT per la tua azienda non è più una scelta che puoi posticipare. La tua azienda ha bisogno di nuove armi per combattere al meglio la competizione globale, scegli quelle che possono esserti più utili.

Se sei interessato ad avere più informazioni sui programmi di integrazione IOT, scrivici: claudio@greenvulcano.com. Avrai la possibilità di utilizzare Claudio in anteprima!

 

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