I Laboratori R&D di GreenVulcano sono una delle oasi di sperimentazione più attive del Made In Italy tech: da oltre 20 anni infatti il gruppo è sul campo nel mercato dell’innovazione tecnologica, con un forte orientamento all’integrazione e al mondo IoT.

Oggi intervistiamo Mario Stefanutti: CTO di GreenVulcano da 3 anni, è al comando anche del R&D Lab di Roma. Figura carismatica con oltre 20 anni d’esperienza, vanta successi che hanno contribuito alla crescita di grandi gruppi come Telecom Italia e Reply.

Ciao Mario, benvenuto e grazie per questa intervista.

Nonostante a fine 2019 i trend previsti da Gartner ed altri per il 2020 fossero tutti incentrati su Automazione, Tracciabilità, Intelligenza Artificiale, Profilazione Personale, Medicina Digitale, Esperienze Aumentate, l’improvvisa pandemia globale del Covid-19 ha comunque trovato alcune grandi realtà impreparate. Un’azienda d’avanguardia come GreenVulcano quanto e come ha colto l’opportunità dell’applicazione pratica di tante tecnologie e paradigmi innovativi in un contesto improvvisamente trasformato in digitale?

Ricordo distintamente che già negli anni ‘90 si parlava di smart working, e di come il mondo del lavoro sarebbe cambiato velocemente da lì a poco. Questo cambiamento allora non si verificò e negli anni successivi era diffusa la convinzione che comunque lo smart working non avrebbe funzionato su vasta scala.
La pandemia ha purtroppo imposto al mondo questa scelta obbligata, nello stesso momento e su scala globale per tutti. Ci siamo resi conto che di fatto eravamo già pronti tecnicamente da qualche anno al cambiamento: abbiamo le piattaforme di comunicazione audio/video, gli strumenti di lavoro collaborativo online, mezzi ormai maturi ed efficienti che hanno giocato un ruolo molto importante.
L’uomo farà necessariamente buon uso di questa esperienza di smart working, e lo smart working diventerà sempre più uno strumento utile e presente anche nel post emergenza.
Per GreenVulcano, con sedi a Napoli, Roma e Boston, già da qualche tempo avevamo sperimentato ed adottato diversi strumenti di collaborazione: la condizione di lockdown ha solo accelerato il processo di adozione e ha reso tutti più consapevoli riguardo l’importanza degli strumenti.

C’è stato un impatto in particolare sul branch statunitense e come sta evolvendo l’attività sotto l’era Trump?

É ancora presto per dirlo. I numeri della pandemia sono ancora alti negli Stati Uniti e nel mondo. Non dobbiamo dimenticarci che sono molti i settori impattati dal Covid19: trasporti, turismo, ristorazione, eventi, fiere, convegni, sicurezza e tantissimi altri. Come società di servizi lavoriamo anche per questi settori, in un mondo iperconnesso e con complesse dipendenze.
GreenVulcano per ora non ha avuto impatti negativi troppo evidenti, ma bisognerà attendere ancora un po’ per valutare bene le conseguenze dalla pandemia. Credo che la chiave per vivere in modo sano in questo contesto sia la capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti.
Per quel che riguarda le questioni politiche, nel momento storico attuale tutti i leader mondiali sono chiamati a scelte molto difficili, che hanno conseguenze enormi sull’economia e sul benessere delle persone.

All’interno di GreenVulcano, il “ramo nerd” dei reparti R&D è stato toccato in qualche modo dai cambiamenti dei processi interni dei clienti?

Il cambiamento è stato grande ed ha impattato quasi tutti trasversalmente, anche sui fronti dei clienti e dei fornitori. Tutti ci siamo adattati alla nuova situazione, al nuovo modo di condividere e confrontarci, e le persone hanno reagito bene al cambiamento.
Per quel che riguarda il “ramo nerd” dei reparti R&D… beh sono stati i meno colpiti: credo che qualcuno li dovrà avvertire che c’è stato un cambiamento in questi mesi!
Scherzo naturalmente, la domanda che riguardava il “ramo nerd” mi ha fatto pensare all’antica accezione di persona nerd: storicamente si indicava chi è “tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione”.
Oggi è tutto molto diverso, ma certe categorie professionali sono da sempre più propense all’uso di certi strumenti.

Riguardo le linee di servizio – Mobilità, Utility e Telecomunicazioni – pandemia e lockdown hanno comportato una maggiore operatività del reparto tecnico a seguito di nuove richieste dei clienti?

In generale c’è stata una maggiore operatività dovuta principalmente al cambiamento in sé portato la pandemia: per adattare i sistemi in uso alle nuove condizioni, o le persone al nuovo modo di lavorare e condividere informazioni.
Diversi settori sono stati impattati in diverso modo. Per il settore Mobilità, a parte il riassetto iniziale dei sistemi e il quasi fermo totale durante la fase di lockdown, bisognerà capire come evolverà la situazione. Facciamo un esempio sul car sharing o in generale la mobilità sharing. In questi ultimi anni il settore stava esplodendo con una crescita esponenziale e stava invadendo tutte le città. Come continuerà da settembre in poi? Quanto possono sopravvivere le grandi aziende e le start-up che hanno investito sulla mobilità in condizioni di lockdown prolungato o con regimi di servizio limitato? Ci saranno differenze se si parla di mezzi diversi, magari elettrici – auto, scooter, monopattini, biciclette?
Crediamo che, una volta terminata l’emergenza, la mobilità sharing tornerà ad essere importantissima, ma le società dovranno ben valutare i costi di mantenimento dei servizi dotandosi di soluzioni efficienti e flessibili. Anche i costi d’installazione e manutenzione dovranno diventare flessibili.

Attualmente GAIA, la base ESB delle integrazioni di GreenVulcano, è pubblicato in OpenSource alla versione 4.0. Ci sono novità in arrivo lato sviluppo? Quali nuove feature sono in studio per la prossima release?

Abbiamo fatto evolvere nel tempo il prodotto, sempre al fine di anticipare molti dei cambiamenti imminenti del settore IT: il cloud, i microservizi e l’Internet delle Cose – settore quest’ultimo su cui stiamo puntando molto come azienda.
Nella versione 4 abbiamo lavorato sulla miniaturizzazione del prodotto per poterlo usare nei contesti cloud su architetture a microservizi – Docker, Kubernetes – ed anche per poter deployare l’ESB GAIA nello strato Edge delle architetture IoT, in cui l’uso ottimale della CPU e della memoria è fondamentale.
Nella prossima versione l’IoT e l’AI guideranno ancora l’evoluzione del prodotto. Ma c’è ancora molto altro nella roadmap di GAIA, riguardo diversi aspetti della piattaforma: ad esempio la disponibilità del prodotto come iPaaS, con un modello di erogazione del servizio pay-per-use; un’evoluzione dei modelli di “hybrid pattern” che consentono alle nuove infrastrutture di dialogare con quelle più legacy, ancora fortemente presenti in diverse grandi realtà.

Uscendo dalla fase critica della pandemia, cosa vorrebbe portare con sé professionalmente per il futuro?

Tra tante cose, porterò con me la maturità e la capacità di adattamento al cambiamento che ho visto in tutti i miei colleghi: pur nelle difficoltà di gestire gli equilibri casa/ufficio, hanno sempre agito in modo professionale con colleghi e clienti durante tutto questo difficile periodo.

Grazie mille Mario! 

Mario Stefanutti he’s a CTO with more than 20 years of experience with complex IT infrastructures and systems. Experience gained on major companies like Telecom and Reply, where he’s covered roles from Solution Architect to Technical Project Leader.
At GreenVulcano he manages the R&D Lab in Rome and he’s responsible for the strategic definition of technical developments of all GreenVulcano products.