Ciao Davide, di cosa ti occopi in GreenVulcano? Come è cominciato il tuo percorso?

Sono entrato in GreenVulcano a Marzo 2019. Avevo subito voglia di mettermi in gioco così ho iniziato a lavorare ad un progetto in qualità di Software tester. L’obiettivo di questo ruolo è quello di certificare la qualità di un prodotto (evoluzioni su sito mobile o desktop, test su terminali di gioco, integrazioni di servizi o elementi funzionali/grafici, migliorie di UX/UI, etc) prima che venga rilasciato in produzione (e quindi realizzato per l’utente finale). Scriviamo casi di test, partecipiamo costantemente a riunioni di kickoff o, in casi di progetti agile, a Sprint Planning o Daily Scrum.

Quindi, in casi di progetti agile, partecipate a Sprint Planning o Daily Scrum. Sai dirmi qualcosa in più? Ci sono differenze e/o vantaggi in merito alla gestione di un progetto con tali metodologie? 

I vantaggi afferenti a queste metodologie sono legate principalmente a due fattori principali: velocità/qualità. Non sempre riescono ad andare di pari passo ma se le metodologie vengono rispettate da tutti gli stakeholder è più probabile che venga massimizzato il risultato. Questo, rispetto a progetti gestiti in waterfall dove spesso si viene a conoscenza di criticità solo alla fine, quando ormai non c’è più tempo per risolverle come si vorrebbe. Inoltre, c’è sicuramente più coinvolgimento da parte di tutti per tutta la durata del progetto.

Quali sono le peculiarità del tuo lavoro?

Da premettere che non sono un ingegnere informatico. Sono laureato in Economia, ma ho da sempre avuto la passione per l’informatica e per la tecnologia in generale; e – anche e soprattutto – per tutte quelle tecnologie legate al gaming, alla grafica e alla telefonia.

Da questo mese non faccio più parte del team di test factory, ma sono passato in area Demand come Innovation & Product Owner. Non mi occupo più solo della fase di test (non ho più in mano l’esecuzione ma è una fase da controllare) ma anche della fase progettuale di un prodotto con focus generale sul progetto. Dall’idea con le rispettive analisi (swot, risk etc) fino alla fase di rollout e gestione per il cliente finale (nello specifico, errori in produzioni, migliorie, etc). 

Hai detto che, in qualità di Innovation & Product Owner, segui tutta la fase progettuale di un prodotto. Di cosa si tratta? Come avviene nello specifico?

Si parte dall’idea – con la presentazione della stessa al reparto IT – fino alla messa in produzione. Se questa viene dichiarata fattibile, se ne parla con i product coivolti e, successivamente, dopo loro approvazione si scrive il progetto (gli RU) e si richiede una stima all’IT, in modo da esportare i dati. Scritti gli RU, inizia la fase di sviluppo con stato avanzamento lavori costante. Dopodichè, si passa alla fase di test dove – anche noi – siamo coinvolti per DEMO e supporto al team di test, che procede al riscontro di eventuali criticità. Terminata questa fase, viene effettuato un UAT (User Acceptance Testing) con l’intento di confermare le funzionalità testate e passarle in produzione per il cosiddetto go live, secondo determinate tempistiche e modalità da noi definite. Resta, infine, la gestione di eventuali errori che emergono nella messa in produzione con successiva clusterizzazione e ingaggio di sviluppo per la risoluzione.

Cosa serve secondo te, per fare questo lavoro? Quali le skills tecniche e non necessarie 

Per svolgere questo ruolo sicuramente, come punto di partenza, occorrono tanta voglia di imparare e tanta curiosità; avere sempre lo sguardo puntato verso l’innovazione e il voler migliorare anche qualcosa che, in realtà, già funziona. È molto importante adottare questo approccio. 

Per quanto riguarda le skills tecniche, sicuramente sono fondamentali quelle legate alla gestione dei processi (ITIL,PMI, etc), insieme a una buona conoscenza di user experience e del prodotto in se, utile a individuare tutte le interazioni che ci possono essere tra sistemi di back-end e di front-end. Anche basi di digital marketing possono essere molto utili, unite a una buone capacità comunicativa per la parte di presentazione dell’idea e del progetto.

Inoltre, penso sia indispensabile aver “fame” di conoscenza e voglia di informarsi sempre su più cose per migliorarsi continuamente.

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere questo “percorso”?

A chi vuole intraprendere questo lavoro dico che non è facile perchè bisogna sempre stare al passo con l’evoluzione che è diventata più veloce che mai; che si ha a che fare con tante tipologie di persone e gruppi di lavoro, quindi bisogna saper adattarsi, essere anche un pò camaleontici e non buttarsi mai giù se qualcosa va storto. Poi, cercare di farsi aiutare dai colleghi che – se si è fortunati come me – sono fondamentali.