È passato oltre un decennio da quando il termine Internet of Things è stato coniato per la prima volta da Kevin Ashton. Da allora, si è diffuso interessando  un gruppo sempre più fitto e diversificato di industrie. Questo perché è indubbio che in molti modi rende più efficiente la nostra vita di tutti i giorni, colmando il divario tra oggetti fisici e l’uomo con la raccolta e la condivisione di dati su Internet.

Questa tecnologia ha spianato la strada affinché gli oggetti interagiscano prima tra di loro senza la necessità di una gestione da parte delle persone. Le decisioni vengono prese in tempo reale, supportate dai dati, istantaneamente per aiutare a rilevare eventuali cambiamenti nell’ambiente circostante.

Le potenzialità di questo settore all’interno delle città urbane sono sempre più evidenti e ci sono molte realtà pronte ad investire in questo tipo di innovazione. Nonostante i tanti dibattiti sulle potenziali ricadute che questa nuova era tecnologica potrebbe portare, una cosa è certa: le nuove tecnologie stanno abilitando nuove opportunità in aree che non avremmo mai immaginato solo pochi anni fa.

La ricaduta delle nuove tecnologie si può notare soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove si stanno migliorando sia i processi esistenti che rendendo più efficienti quei settori che necessitano di nuove soluzioni per problemi vecchi e tipici del luogo.

I paesi in via di sviluppo hanno sempre affrontato sfide legate alla distribuzione dell’acqua e al miglioramento delle condizioni sanitarie. Le tecnologie IoT hanno creato una metodologia con che ha permesso a diversi paesi di affrontare questo problema in modi innovativi.

La startup CityTaps ha iniziato un esperimento a Niamey, in Nigeria, in collaborazione con l’azienda idrica locale, per mantenere, operare e gestire la lettura dei barometri con una riduzione dei costi e diminuzione delle necessità di manutenzione.

La soluzione proposta da CityTaps è incentrata su partnership selettive con le utility e sulla creazione di un network di sensori IoT supportati da una rete a bassa potenza che consente al sistema di creare pagamenti e rilevare malfunzionamenti in tempo reale. Sfruttando i dati provenienti dai sensori, possono essere rilevate le misurazioni precise e quindi prestazioni più accurate.

Il consumatore pre-paga i servizi idrici ovunque sia, attraverso un dispositivo mobile, sfruttando la maggiore diffusione dei cellulari rispetto ai computer.

In India, la startup SmarterHomes lavora nel campo del consumo dell’acqua con i sistemi di monitoraggio domestico. In risposta a una crisi idrica del 2014 a Bengaluru e in seguito alla crescita della popolazione, la divisione IoT di IBM ha collaborato con il Bangalore Water Supply and Sewerage Board nella creazione di un centro di comando in cui sono in grado di monitorare il flusso e la pressione dell’acqua e attraverso l’IBM Intelligent Water Software mandare allarmi ai responsabili su eventuali discrepanze nel sistema.

L’assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo è un altro settore che l’IoT sta innovando. La tecnologia Nexleaf portato valore nello stato di salute generale rendendo le condizioni per le vaccinazioni migliori. Usando un sistema di monitoraggio remoto della temperatura chiamato Cold trace vengono inviate la temperatura di archiviazione e lo stato di alimentazione elettrica al personale tramite SMS ogni volta che si verificano cambiamenti nell’ambiente. I sensori IoT in questi contenitori monitorano costantemente la temperatura, l’umidità e la luce.

L’IoT è anche un mezzo per sviluppare tattiche di risposta alle emergenze quando le catastrofi colpiscono queste regioni; dove le infrastrutture carenti e l’alta densità di popolazione giocano un ruolo significativo nel modo in cui gli effetti si manifestano.

Un esempio è il Messico dove si  utilizza un sistema di allerta precoce chiamato SkyAlert che rileva l’attività sismica 120 secondi prima dell’impatto in base alla distanza dell’epicentro. Fornendo così maggiori opportunità alle persone di rifugiarsi prima che il terremoto colpisca.

Il Brasile ha lanciato nel 2010 un primo centro di intelligence all’avanguardia nel suo genere, in risposta alle frane che si sono verificate in primavera. I sensori di movimento generano feed di dati sul traffico, meteo, polizia e servizi medici in tempo reale. Una volta che i dati sono stati generati, i problemi anticipati vengono rilevati e le difese vengono posizionate. Se emergono potenziali emergenze, i cittadini vengono allertati tramite sms e altre piattaforme multimediali. Quelli maggiormente a rischio, in aree più pericolose, ricevono addirittura una chiamata  per le istruzioni di evacuazione.

I paesi in via di sviluppo stanno vivendo un nuovo progresso tecnologico ed è indubbio il contributo fornito dall’IoT. Chissà, forse l’Internet of Things sarà una possibile soluzione per velocizzare i processi necessari a questi paesi per superare le loro difficoltà.

Per ulteriori informazioni, si prega di visitare il link sottostante per visitare la guida del Forum economico mondiale per costruire una società più sostenibile utilizzando l’Internet delle cose.

http://www3.weforum.org/docs/IoTGuidelinesforSustainability.pdf


Nel primo post relativo alla piattaforma IoT abbiamo parlato di alcuni aspetti introduttivi:

  • L’importanza dell’uso di una piattaforma IoT per la previsione dei disastri, mostrando un vero progetto per monitorare la struttura di ponti e gallerie (partner NTSG)
  • Il significato di data storm o tempesta di dati IoT, cioè la quantità dati che le piattaforme IoT in genere devono trattare
  • L’importanza di scegliere una piattaforma IoT appropriata e un fornitore di servizi esperto prima di iniziare un progetto IoT.

In questo e nei prossimi articoli, descriveremo molti aspetti del mondo IoT e come la piattaforma GV IoT li indirizza, utilizzando come scenario reale per la discussione un progetto per monitorare le deformazioni strutturali di un tunnel autostradale soggetto a smottamenti. Questo scenario verrà utilizzato come sfondo per la narrazione per tutti i post successivi relativi a questo argomento.

Per semplificare l’esposizione della piattaforma GV IoT, in termini di ciò che è e in che modo affronta alcuni dei principali problemi dell’IoT (quantità di dati da elaborare, sicurezza, scalabilità, archiviazione e analisi), descriveremo il viaggio di una singola misurazione che parte dal sensore (oggetto=thing) ed arriva fino agli umani. 

 

In seguito descriveremo il viaggio di ritorno di un comando dagli umani agli “oggetto”.

Cominciamo ora a descrivere lo scenario di monitoraggio e subito dopo inizieremo la descrizione dall’“oggetto”, il vero protagonista di questa storia.

Lo scenario

Il nostro scenario di riferimento sarà il monitoraggio della deformazione strutturale di un tunnel.

La tematica consiste nel monitorare la salute di un tunnel, in termini di deformazioni strutturali che potrebbero danneggiare il tunnel stesso e mettere in pericolo le persone.

 

Tra le cause naturali che influenzano la struttura di un tunnel ci sono:

  • Frane
  • Terremoti
  • Vento
  • Infiltrazioni
  • Temperatura
  • Ecc..

Problemi possono nascere anche da cause umane che influenzano la struttura di un tunnel, come ad esempio:

  • Traffico
  • Veicoli pesanti
  • Incidenti
  • Ecc..

Ma come si prepara effettivamente un tunnel per monitorare le deformazioni.

Nel nostro caso abbiamo utilizzato un BraggMETER industriale FS22 (figura 1 – https://www.hbm.com/en) ed è stato cablato l’intero tunnel con il cavo in fibra (figura 2) e sensori di deformazione e temperatura (figura 3).

Prendiamo come referenza, l’attività svolta con il nostro partner NTSG per il monitoraggio della Val di Sambro: “Sono state installate 3 linee di sensori lungo tutto il tunnel, mentre i sensori termici sono stati installati a distanze precedentemente studiate per consentire il monitoraggio della deformazione dell’intera struttura. I sensori termici sono stati inseriti per compensare gli effetti, sulle letture, delle variazioni termiche (cicli giorno/notte e stagionali) e ottenere informazioni della sola deformazione meccanica. Con questi sensori, è possibile controllare i movimenti longitudinali del tunnel e verificare se il tunnel mantiene la forma iniziale come progettato.”

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Cablaggio: 30 km di fibra ottica
  • Dimensione pacchetto: 6 byte (sensore singolo) – 30 byte di intestazione per tutti
  • PLE: 4 (piattaforma di lavoro, sollevamento)
  • Orario di lavoro: 24 / 24h, 365 giorni all’anno

 

così da avere:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 byte * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
  • ~ 46 Kb al secondo
  • 161,7 MB all’ora
  • 3,78 GB al giorno
  • 10 messaggi (~ 4,6 kb per messaggio) al secondo da inviare su Internet


Molte informazioni sulla tecnologia IoT utilizzata possono essere trovate qui: https://www.hbm.com/en.

 

(1) FS22: Industrial BraggMETER

(2) Fibre cable: can be very long

(3) Strain sensor

(4) BraggMONITOR application

(5) BraggMONITOR application

(6) Other sensors

 

L’immagine 4 dell’applicazione BraggMONITOR (applicazione per finestre che si collega via LAN all’Industrial BraggMETER) mostra tutti i sensori di deformazione che partono dall’Industrial BraggMETER, che in questo caso ha quattro porte per i cavi in fibra.

 

(7) The tunnel from one of the working platform (PLE)

(8) The FS22 + switches

(9) The fibre cable

(10) Wiring elements

(11) Switch + wiring elements

(12) Wiring elements

Il viaggio dalle “cose” agli “umani”: dati rilevati e analisi. Punto di partenza: le cose (passaggio 1)

Come anticipato la nostra storia inizia con un sensore di deformazione SS01 che misura una lunghezza d’onda di 1572,52 nm (nanometro = un miliardesimo di metro). In realtà non è solo quel sensore che misura la lunghezza d’onda in ogni istante, ma tutti i 780 sensori a una frequenza comune di 10 Hz.

 

 

At 2018-Set-10 10:10:20.1 (.1 = 1/10 of a sec)

Wavelength = 1572.52 nm

 

Ecco alcune domande iniziali a cui abbiamo dovuto rispondere per poter utilizzare la sensoristica in fibra ottica offerta dal BraggMETER:

  • Come possiamo leggere queste importazioni da BraggMETER?
  • Come sono codificate le informazioni? Binario, ASCII?
  • Possiamo leggere un singolo valore alla volta o possiamo leggere in modalità continua (a 10 Hz)?
  • Ho bisogno di un protocollo di comunicazione speciale per usare il BraggMETER?
  • ecc..

Fortunatamente il BraggMETER ha una porta ethernet e un manuale utente che vi invitiamo a leggere per capire le reali problematiche di interfacciamento agli “oggetti”:

 

In breve, ecco le risposte:

Se si apre un socket con la porta di comando e si invia un comando specifico, il BraggMETER può inviare informazioni in modalità continua su un’altra porta. Si può anche decidere se si vogliono le informazioni in modalità binaria o ascii.

L’FS22 parla infatti la lingua “skippy”:

      • telnet <FS22 ip> <command port>
      • Command                                  Responses
      • :SYST:TIME? →                       :ACK:15:33:56
      • :STAT? →                                   :ACK:2
      • :SYST:NTPS? →                       :ACK:1:0.489:0.345
      • :ACQU:CONF:RATE:500 → :ACK

Ogni pacchetto (binario in questo esempio) che si riceve ha un’intestazione di 30 byte e 6 byte per ciascun sensore. In totale (780 sensori * 6 byte) + 30 byte = 4710 byte

Uscita del BraggMETER (ogni 1/10 di secondo = 10 Hz):

  • “<header><ch0:s1>,1572.52,…,<ch0:sn>,…,<ch3:s1>,<ch3:s2>,…,<ch3:sn>”

 

Queste sono tutte le informazioni che vi servono per poter integrare le informazioni dei sensori. Si conclude qui la prima parte del nostro viaggio.

Conclusioni

Nei seguenti Blog posts vedremo come si programma lo strato di Edge computing e come il dato del sensore (la nostra misura) può lasciare il sensore e viaggiare in tutte le sue fasi fino ad arrivare alla visualizzazione da parte dall’essere umano.

Se volete approfondire alcuni argomenti non esitare a lasciarci un commento qui sotto,  anche solo per farci sapere la vostra opinione.

“Un sistema di controllo … avrebbe permesso di capire subito le condizioni di strutture soggette a possibili catastrofi, ed oggi avrebbe permesso di prevenire molti dei disastri avvenuti negli ultimi tempi”.

Queste sono le parole dell’ing. Paolo Persi del Marmo CEO di NTSG, società partner di GreenVulcano.

La soluzione di cui parla, basata su OF (acronimo di fibre ottiche), nasce proprio dall’esigenza di verificare lo stato di salute di una struttura durante la sua vita, un sistema brevettato da NTSG per monitorare le deformazioni 3D e 2D di un elemento di forma generica, utilizzando le fibre ottiche come mezzo di misura, sistema che trova la sua maggiore applicazione nel controllo di grandi opere (ponti, gallerie, strade, ferrovie, dighe) ed edifici: aspetto di stretta attualità visti i tragici eventi che hanno colpito l’Italia.

I dati una volta acquisiti passano alla piattaforma IoT di GreenVulcano, dove vengono analizzati per redigere report e statistiche, e ad un’intelligenza artificiale che li utilizza per fare manutenzione predittiva e prevenire possibili danni strutturali futuri.

 

Molto probabilmente avrai già sentito parlare del termine Internet of Things.

 

Anche se su internet ci sono ottime descrizioni se hai qualche curiosità sull’argomento ti suggeriamo di iniziare a leggere alcuni dei post del nostro blog per poi approfondire gli argomenti che ti interessano di più:

 

Ma cos’è una piattaforma IoT e quali sono le sue caratteristiche? In questa serie di articoli cercheremo di dare una risposta più completa possibile spiegandone la crescente necessità per ogni azienda che abbia intenzione di far partire progetti IoT e come la società GreenVulcano Technologies, con il suo solido background tecnico, può aiutare le aziende ad affrontare i molti aspetti impegnativi della rivoluzione IoT.

2 – Una “tempesta di dati IoT” sta arrivando. Preparati

Dopo l’Hype iniziale dell’IoT e la fase della disillusione, siamo arrivati all’inizio della fase dell’adozione diffusa della tecnologia e della produttività. I clienti riconoscono l’IoT come un elemento fondamentale per la trasformazione digitale e sono pronti ad intraprendere i giusti passi per farne parte.

Sensori e attuatori di tutti i tipi, vengono aggiunti a Internet ad una velocità inimmaginabile e il mercato IoT continuerà a essere uno dei migliori mercati in crescita esponenziale dei prossimi anni.

I clienti faranno sempre più attenzione alla stima e i risultati di ogni investimento in questo campo.

La quantità di dati che gli “oggetti” generano e scaricano su Internet ogni giorno non è mai stata affrontata prima e avrà bisogno di nuove tecnologie e nuovi paradigmi per poter essere in grado di raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il flusso di dati IoT.

Ma di quanti dati stiamo parlando quando diciamo “tempesta di dati”?

Solo per fare un esempio su uno scenario di monitoraggio reale, vi mostriamo quello di una galleria, per il controllo della convergenza e delle deformazioni longitudinali, quando questa è situata su di un terreno soggetto a smottamenti.

Di seguito alcune foto che mostrano una delle attività fondamentali dell’IoT, cioè quella abilitare gli oggetti a “parlare” per comunicare informazioni. In questo si tratta delle pareti della galleria per tutta la loro lunghezza:

Monitoraggio di una galleria:

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Wiring: 30 km di fibra ottica (galleria Val di Sambro)
  • Dimensione del pacchetto: 6 bytes (ogni sensor) + 30 bytes di header
  • Orario di esercizio: 24/24 ore, 365 giorni/anno

ne consegue:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 bytes * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
    • ~46 Kb per secondo
    • 161,7 MB per ora
    • 3,78 GB per giorno
    • 10 messaggi (~4,6 kb each message) per secondo

 

Questo è uno scenario semplice, ma ci sono situazioni di monitoraggio che necessitano di frequenze di campionamento a 1000 Hz, che potrebbero richiedere quindi il trasferimento di 1000 misurazioni al secondo su internet.

Per un’idea generale, consideriamo questa tabella, che mostra le gamme di dati relativi a un gruppo di sensori di un ipotetico progetto IoT:

 

Quantità di dati di un ipotetico progetto IoT Numero di byte da trasferire su Internet
Piccolo < 100 MB al giorno
Medio < 1-10 GB al giorno
Alto < 50-500 GB al giorno
Enorme > 500 GB > 1 TB > 100 TB > …?

 

Questa tabella è oggi abbastanza realistica quando classifica il traffico come piccolo, medio, alto ed enorme, e dato che nel prossimo futuro i numeri sono destinati ad aumentare esponenzialmente, l’effetto che si avrà è che la longevità della soluzioni IoT sarà sempre più breve, quindi (di nuovo) è importante adottare soluzioni aperte, modulari e scalabili e, soprattutto, un corretto approccio metodologico che sappia tenere conto di tale crescita se si vuole riuscire a sfruttare questa rivoluzione al meglio.

Qui a GreenVulcano ne siamo ben consapevoli essendo già dovuti troppe volte intervenire su soluzioni e configurazioni che non erano adeguate e che hanno richiedevano la progettazione del sistema ripartendo da zero. Queste situazioni portano come conseguenza diretta l’affrontare un ulteriore spesa, con il principale danno di tenere inoperativa, o operativa solo in una parte, la struttura su cui già si era speso.

3 – Conclusione

Le soluzioni dell’IoT saranno sempre più utilizzate questo perchè trasmettono conoscenze importanti per aiutare la trasformazione digitale e si stanno rivelando un elemento basilare in ogni settore e divisione del mercato. Il cloud, l’analisi e l’IoT miglioreranno straordinariamente le aziende operative comandate dalla tecnologia e conferiranno maggiore produttività, sicurezza, intelligenza e redditività all’impresa. Purtroppo la maggior parte delle associazioni IT non ha quasi nessuna conoscenza o formazione su strutture operative come i sistemi di supervisione controllo e acquisizione dati (SCADA).

Quindi se sei seriamente intenzionato a iniziare un progetto IoT per la tua organizzazione, la scelta di una piattaforma IoT adeguata e la scelta di un fornitore di servizi con esperienza sono estremamente importanti e delicate.

Questo è solo il primo passo perché poi bisogna passare ad un’analisi di nuove caratteristiche che saranno basilari nei prossimi anni quali :

  • intelligenza artificiale
  • edge computing..
  • ecc..

Cose che scopriremo e approfondiremo meglio nel prossimo articolo.

 

Facciamoci una domanda. Come si risolve di solito un problema aziendale utilizzando l’IoT? La risposta è semplice:

  • si distribuiscono i sensori IoT in tutto l’edificio, tra la forza lavoro e i campi;
  • si installano gateway e lettori in tutto lo spazio per raccogliere dati dai sensori e inviarli al cloud;
  • infine si utilizza l’apprendimento automatico o un’intelligenza artificiale per ottenere le risposte che risolvono il problema aziendale.

Ora, formuliamo la domanda in modo diverso. Se i problemi sono facili da identificare e risolvere, perché l’IoT non è quasi mai la soluzione completa a questi problemi? La realtà della risposta è: qualsiasi problema di business che può essere risolto dall’ IoT appare facile sulla carta ma difficile da implementare.

 

Questo, perchè, fare in modo che l’IoT funzioni per le masse è più una sfida sui dati che un problema di connettività del dispositivo. Per prima cosa dobbiamo estrarre i dati dai dispositivi e in seguito capire il loro significato. Finora, il mercato si è concentrato su come avere gadget intelligenti online, ma abbiamo visto poche innovazioni per aiutarci ad utilizzare tutti i dati raccolti. Di conseguenza, molte soluzioni IoT soffrono del problema dell’ultimo miglio.

 

Riguardo questo argomento Marco D’Ambrosio, Responsabile R&D della GreenVulcano Tecnology s.r.l. ha le idee molto chiare:

“ Prima del diffondersi della cultura dell’informatizzazione ciò che oggi viene realizzato con un semplice programma software, veniva realizzato con schede elettroniche fisiche che talvolta gestivano meccaniche. Basti pensare alle aziende di produzione industriale che ancora oggi ne fanno largo utilizzo. Oggi tutti parlano di IoT ma pochi hanno percorso l’ultimo miglio colmando il GAP tra la parte immateriale “software” e la parte materiale “Device”. Anche se il passo sembra breve, in realtà rappresenta l’unione di due mondi, quello dell’elettronica e della meccanica da un lato e quello dell’informatica dall’altro. “

 

In altre parole, queste soluzioni stanno raccogliendo dati, ma non riescono ad aiutare le persone a comprenderli.

 

Abbiamo allora chiesto a Marco cosa può facilitare l’adozione di questo processo.

“La road map di questo procedimento è dettata fortemente dai fondi e dagli strumenti messi in campo dagli enti preposti, infatti possiamo notare che tutto il mondo sta spingendo verso l’industria 4.0, che non è nient’altro che unire questi due mondi che hanno trainato lo sviluppo di tutte le maggiori economie mondiali degli ultimi 60 anni.

Va sottolineato che il device è un fattore abilitante e non lo scopo ultimo dell’innovazione, che invece si spinge verso la profonda comprensione di quelle correlazioni che rendono profittevole una procedura.”

È quando i dati dell’IoT iniziano a guidare le decisioni che la percezione degli oggetti intelligenti passa dall’essere solo fantastici gadget che portano segnali, ad essere agenti di empowerment che trasformano le organizzazioni.

È così che chiudiamo il gap dell’ultimo miglio.

 

E questo è solo l’inizio. Quando i dispositivi avranno avuto una diffusione più ampia, le cose diventeranno sempre più interessanti, tutto a patto che riusciamo a  decodificare ciò che i dispositivi hanno da dire.

 

Ma qual è la caratteristica fondamentale di questa nuova prospettiva?

“Questo nuovo approccio genererà conoscenza condivisa.

Mentre prima una visione del genere era appannaggio degli esperti, che riuscivano a vedere le sacche di inefficienza annidate nel processo, grazie ad un fattore di “data analysis naturale” dettato dall’esperienza, l’IoT e la deep analysis renderanno più democratico ed accessibile raggiungere l’eccellenza.

Chi vincerà questa grande sfida sono le aziende che riusciranno a realizzare piattaforme iot aperte, per la realizzazione di applicazioni volte a risolvere problemi veri, preoccupandosi della sicurezza e della filiera del dato.”

 

Saremo, quindi, in grado di prendere decisioni più intelligenti sul nostro benessere personale, le nostre prestazioni professionali e il mondo che condividiamo.

 

Con sensori sempre più a basso costo, connettività ovunque e la crescita sempre più rapida

del volume di dati, l’Internet delle cose rischia di rimodellare il mondo come lo conosciamo. Secondo Gartner, Inc., ci saranno quasi 26 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. Dai dispositivi indossabili all’automazione domestica, all’ottimizzazione della produzione, le possibilità sono enormi, ma lo sono anche le sfide.

 

“A mio avviso questa è una vera e propria rivoluzione industriale che farà una selezione naturale delle aziende veramente Innovative e quelle che invece dichiarano di esserlo ma che in realtà sono conservative e faranno molta fatica ad andare avanti.”

 

Se non vuoi farti sfuggire l’opportunità che questa trasformazione digitale porta contattaci per una consulenza gratuita a questa email : marketing@greenvulcano.com

Appena possibile fisseremo un incontro dove potrai risolvere i tuoi dubbi e avrai gli strumenti necessari per affrontare questa rivoluzione.

L’Internet of things sta rivoluzionando le industrie. Questo network di devices con la loro capacità di connettersi e scambiare dati sta dimostrando di essere uno strumento efficace quando viene integrato in una strategia business come anche nella vita del consumatore.

Fino ad ora, l’ IOT è stato maggiormente conosciuto per i benefici apportati all’industria manifatturiera. In particolare i vantaggi di queste tecnologie hanno reso possibile un’integrazione tra la produzione e gli uffici amministrativi di un’azienda raggiungendo un livello di efficienza che ha radicalmente cambiato il modo di produrre.

Ma ora l’ IOT sta estendendo le sue funzionalità anche ad altre industrie come, in questo caso, quella dell’ Healthcare.  Parliamo di un settore industriale molto esteso ma la tecnologia sta riuscendo a raggiungerne diversi aspetti.

Personal Healthcare

Attualmente la maggior parte degli investimenti IOT in questo ambito sono destinati al monitoraggio delle principali funzioni vitali. Sono tanti i dispositivi progettati per i consumatori: da quello per la somministrazione di insulina a ciclo chiuso integrato con un’app per il diabete, a quello che verifica la velocità con cui coagula il sangue tramite Bluetooth.  Esiste anche, ad esempio, un dispositivo che traccia gli effetti di differenti terapie per il cancro o un’applicazione per Apple watch che monitora le funzioni cognitive e rileva i segnali della depressione.

Molte sono le scoperte in questo campo. Ad esempio, alcuni ricercatori hanno sviluppato delle lenti a contatto con all’interno dei sensori che sono in grado di misurare i livelli di glucosio e correggere la presbiopia, una condizione di deterioramento del focus oculare. Questi dispositivi, insieme alla vasta gamma di sensori wearable, hanno dato la possibilità ai consumatori di potersi controllare nella comodità della propria casa. I benefici per i pazienti sono tanti. Tuttavia, stiamo diventando sempre più un mondo guidato dalle imprese e queste hanno scoperto come utilizzare l’IOT al meglio delle loro capacità.

Farmaceutica

Ogni anno, come afferma l’Internet of Things Institute, ci sono 125.000 morti negli Stati Uniti dovute all’assunzione sbagliata di medicinali da parte dei pazienti. Oltre 100.000 persone sono morte per questi errori e sono molte di più le persone che finiscono ricoverate per lo stesso motivo. I software IOT offrono una soluzione: confezioni di pillole intelligenti. Questi contenitori monitorano il dosaggio che viene assunto. Questa tecnologia rappresenta un modo per pazienti e dottori di tenere sotto controllo i trattamenti e garantire che essi vengano seguiti responsabilmente.

Il settore farmaceutico non si ferma qui e ha ormai introdotto la tecnologia nel suo ciclo di produzione proprio come nella manifattura: monitorando le macchine, controllando la sicurezza e collezionando dati in modo da garantire la massima efficienza.

Strutture sanitarie

È iniziata fase cruciale per l’IOT che ha un impatto positivo sui consumatori in termini di assistenza sanitaria alle imprese del settore. Gli effetti dell’ IOT si possono riscontrare soprattutto negli uffici di ospedali e dottori. Le tecnologie connettive hanno creato una nuova era di “ospedali smart”, luoghi pieni di attrezzature avanzate e manutenzione predittiva. Come scrive il sito i-scoop, “se c’è un posto dove i diversi parametri strutturali…temperature, umidità, regolazione dell’aria, controllo specifico dell’ambiente, sicurezza necessità di essere ottimale è l’ospedale.”

L’affidabilità è vitale per un ospedale e le tecnologie IOT sono una garanzia in questo senso. Dotare le stanze dell’ospedale con sensori integrati ai letti per i pazienti significa monitorare costantemente le funzioni vitali e segnalare quando è necessario l’intervento del personale ospedaliero. Gli ospedali avranno un giorno sensori in grado di individuare la temperatura della stanza e riportarla ai valori ottimali per ogni singolo paziente. Le sale operatorie avranno le stesse caratteristiche; potranno anche controllare gli strumenti operatorie rendendoli idonei alle condizioni degli interventi. Questa tecnologia è smart, efficiente e salva delle vite.

Assicurazione sanitaria

Di pari passo con il salvataggio delle vite va anche il risparmio economico. La combinazione tra IOT e l’assicurazione sanitaria permette proprio questo. I software IOT collezionano dati e i dati sono estremamente importanti per le compagnie assicurative. Come afferma Forbes, queste tecnologie “ridurranno le inefficienze e gli sprechi nel sistema sanitario”. Le compagnie potranno usare i dati per sorvegliare sul comportamento clinico dei pazienti e potranno fornire dei report veritieri ai pazienti stessi.

Questi dati forniti continuamente e in tempo reale faranno risparmiare alle compagnie assicurative molto denaro perché esse di si dimostreranno efficaci nella prevenzione e nel controllo precoce di trattamenti e malattie. In più, dispositivi come i contenitori di farmaci con i sensori permetteranno alle compagnie di risparmiare sulle spese dei ricoveri dovuti a terapie condotte in maniera sbagliata.

La natura autodiagnostica di questi software elimina visite mediche e spese ospedaliere non necessarie, favorendo sia il paziente che le compagnie assicurative che altrimenti avrebbero dovuto pagare il conto.

Il futuro di Healthcare e IOT

Secondo il KAA Project, la spesa per le soluzioni IOT nel settore sanitario raggiungerà $ 1 trilione entro il 2025. I-Scoop dichiara che entro il 2019, l’87% delle organizzazioni sanitarie avrà adottato le tecnologie IOT. Perché questa proiezione è così grande? I software IOT rendono l’assistenza sanitaria “personalizzata, accessibile e puntuale”. Il denaro, il tempo e le vite vengono salvate proprio grazie a questi dispositivi. In questo modo l’ IOT sta cambiando il volto della salute, un dispositivo connesso alla volta.

 

 

Leave your mail to get pdf version

IoT, o Internet of Things, sta rivoluzionando il mondo della tecnologia. La tecnologia è ovunque e il futuro è digitale. Il futuro è più di quanto la tecnologia possa fare ma la tecnologia ha preso piede in molti aspetti della nostra vita. Come si svilupperò l’Internet of Thing rispetto alla tecnologia che lo ha prodotto? In questo articolo scopriamo come l’Internet of Things sta impattando sulle industrie.

Industria manifatturiera

L’ IOT sta lavorando per ottimizzare due delle principali aree dell’ industria manifatturiera: il business e la produzione. Questi ambiti saranno completamente rinnovati. Alla base di questo cambiamento c’è la possibilità di implementare queste nuove tecnologie su macchinari aumentandone così l’efficienza e le prestazioni. Fa parte di questa tecnologia la possibilità di prevedere malfunzionamenti che richiedono molte risorse in termini di costo e tempo se non affrontati adeguatamente e con le giuste tempistiche.

I sensori usati nelle tecnologie IoT possono prevedere e segnalare anomalie riguardanti, tra le tante cose quelle relative alla sicurezza. Per scoprire di più su cosa l’ IoT può fare in ambito manifatturiero clicca qui.

L’industria manifatturiera sarà completamente trasformata. Come afferma il Tech Company Sensohive, “L’ IIoT consente ai produttori di avere nuovi “occhi e orecchie” sulla loro produzione.” Le nuove tecnologie saranno in grado di preservare e monitorare l’efficienza dei macchinari e gli uffici esecutivi avranno avranno a disposizione molti più dati. Questi dati saranno fondamentali per l’ottimizzazione dell’efficienza e dei costi di produzione. Queste tecnologie saranno in grado di connettere il reparto produzione con gli uffici esecutivi, e consentiranno a questi ultimi di prendere decisioni e avere una visione completa del lavoro dell’azienda.

Retail

Non è facile vendere ad un completo sconosciuto. Con le tecnologie IOT nessun cliente è completamente estraneo.

Le tecnologie IOT sono un eccellente modo per accumulare dati di ogni tipo. Cosa può fare l’ IOT per il retail? Tantissimo, attualmente. Ricevere dati relativi ad un cliente è estremamente utile per capire come poter vendere a quel determinato cliente. Come rivela il sito I-Scoop, “l’89% degli early-movers nel retail hanno aumentato le statistiche relative a preferenze e comportamenti dei clienti grazie all’ Internet of Things.”

I sistemi IOT sono usati in ambito retail per collezionare dati dei clienti a partire dalla loro zona, dall’età, dall’area del negozio dove spendono più tempo e per quanto tempo ci rimangono in rapporto a quanto comprano. Implementare tecnologie IOT nel commercio non vuol dire solo capire meglio i propri clienti ma anche offrire esperienze d’acquisto personalizzate. Prodotti e servizi possono essere suggeriti ai clienti a partire dai dati acquisiti.

Usare tecnologie IOT in ambito retail significa anche consentire alle aziende di usare sensori per rilevare quando l’inventario in un magazzino necessita di rifornimenti o sapere quali articoli sono disponibili. Questa tecnologia può essere utilizzata anche per tracciare spedizioni in maniera più efficiente e notificare al cliente lo stato della spedizione.

Anche per i clienti diventa più semplice, monitorare un articolo tramite smartphone e ricevere istantaneamente informazioni sui prodotti, i prezzi e le recensioni. Un cliente che ha più informazioni su di un prodotto è più portato ad acquistarlo.

Health Care

L’utilizzo dell’ IOT nell’ industria dell’ Health Care rappresenta un’interessante opportunità non solo per risparmiare sui costi ma anche per la possibilità di salvare delle vite.

L’integrazione dell’ Internet of Things nell’ Health Care non è ancora molto diffusa, ma le opportunità di integrazione sono tante. Come dichiara Bernard Marr di Forbes, “il mercato dell’ IOT in ambito Health Care raggiungerà i $136.8  miliardi complessivi nel 2021.”

Le implicazioni dell’ IOT riguardano sia il paziente che l’ambito sanitario. Il principale obiettivo dell’ IOT in questo senso è di sviluppare tecnologie wearable che possano comunicare tra loro monitorando le funzioni vitali di una persona come la frequenza cardiaca, il livello di glucosio nel sangue ed altro. IOT Agenda suggerisce che questi sensori sono in grado di “raccogliere dati che prima non erano accessibili”.

L’ IOT consente ai diversi dispositivi di comunicare e interpretare, in base ai dati che stanno raccogliendo, se c’è un problema e di comunicarlo tempestiva al paziente. Questi dispositivi offrono ai pazienti l’opportunità di monitorare la propria salute comodamente da casa propria.

L’ Internet of Things si può applicare anche al settore delle assicurazioni mediche. Consentendo al paziente di monitorare la propria salute a tutte le ore, le compagnie assicurative potranno avere dati accurati e veritieri. In più questi dati consentono ai dottori di essere proattivi e diagnosticare e curare malattie semplici prima che arrivino ad un livello di gravità maggiore.

Clicca qui per sapere di più sui sistemi IOT che possono essere utilizzati nel settore health care.

Trasporti

L’ Internet of Things ha le potenzialità per cambiare radicalmente l’industria dei trasporti e le altre industrie che le sono collegate.

Il sito Supply Chain 247 afferma che “che siano tramite aria, terra o mare i trasporti e la logistica sono componenti essenziali della produttività di tante aziende, l’accesso in tempo reale ai dati in questo ambito resta un aspetto critico.” Con i software IOT, le automobili possono essere dotate di sensori che monitorano e programmano la manutenzione, ottimizzano la benzina e possono persino addestrare i loro conducenti. I sensori possono inoltre monitorare l’afflusso di traffico, prevedere ostacoli che potrebbero rallentare i processi di consegna, consentendo alle aziende di avvisare i propri clienti o addirittura decidere in anticipo se utilizzare mezzi di consegna alternativi. Questo approccio potrebbe far risparmiare costi importanti alle aziende e potenziare le relazioni con i clienti. In aggiunta questi software potrebbero direttamente guidare i mezzi di trasporto permettendo alle aziende di risparmiare ulteriormente sui costi.

Per sapere di più su come questo business può beneficiare delle tecnologie IOT clicca qui e qui.

Energie

Anche nell’industria dell’energia elettrica l’ IOT può avere un forte impatto, aiutando sia il benessere della terra che il risparmio per le aziende.

Implementare software IOT nelle strategie industriali ha effetti positivi in tutti i tipi di business, che siano focalizzati sull’energia o no. Come dicevamo una delle principali caratteristiche delle tecnologie IOT è la capacità di collezionare e utilizzare i dati attraverso i sensori. Questi sensori giocano un ruolo fondamentale per le aziende dell’energia.  Collocando i sensori sulle macchine è possibile monitorarne il funzionamento in maniera tale che esso rispetti anche i parametri ambientali e permetta di risparmiare sui costi.

I sensori IOT posizionati su termostati intelligenti possono essere utilizzati per spegnere automaticamente i dispositivi ad alta potenza durante i loro picchi di utilizzo.

Come sottolinea IOT Innovation, “Solo negli Stati Uniti, il 30% dell’energia utilizzata in un edificio commerciale medio è sprecato.” I dati collezionati dai sensori possono aiutare a risolvere eventuali problemi e identificare le aree con più efficienza. Tenere sotto controllo attrezzature e forniture in questo modo aiuta ad evitare interruzioni, utilizzare la loro potenza ed identificare i rischi per la sicurezza, risparmiando energia e denaro per tutte le aziende. Clicca qui per saperne su energia e IOT.

 

 

Lasciaci una mail per ricevere il tuo pdf

Ormai l’ IoT, acronimo di Internet of things è un concetto alla portata di tutti. Ma qualora ci fosse ancora qualcuno che non conosce il suo significato specifichiamo che quando si parla di IoT si intende quel complesso di tecnologie avanzate che permettono agli oggetti, anche i più comuni, di essere costantemente connessi alla rete.

I campi in cui queste tecnologie vengono già applicate sono molteplici:

  • Trasporti
  • Risorse naturali
  • Manifattura
  • Energie rinnovabili
  • Smart Cities

Ormai non è un segreto, si stima che nel 2020 i dispositivi connessi saranno circa 50 miliardi, un numero esorbitante se paragonato al numero degli abitanti sul pianeta che nel 2015 erano circa 7.2 miliardi.

Ognuno di questi dispositivi può raccogliere e mettere a disposizione un’enorme quantità di dati, dal valore economico impressionante per le aziende capaci di utilizzarli al meglio (per esempio per conoscere meglio i propri clienti e anticiparne desideri).

L’anno appena iniziato sarà segnato da una significativa percentuale di dati, circa il 40% che verranno raccolti direttamente dai sensori connessi ai nostri smartphone, alle nostre auto o ai dispositivi domestici. Le realtà aziendali più grandi e internazionali hanno già iniziato a usufruire di questi dati utilizzando sensori collocati su (es. aereoplani, piattaforme petrolifere e reti elettriche).

Il mercato dell’hardware IoT è in forte espansione e ci si aspetta che nel 2020 toccherà circa i 300 miliardi di dollari.

Ma perché le tecnologie IoT sono così richieste?

Il motivo principale è legato ai benefici che queste tecnologie possono apportare alle aziende. Ecco qualche esempio:

  • Risparmio: più aumentano i dati, più aumenta l’efficienza, senza contare le tecnologie di automazione che permetteranno di rendere più efficiente ogni il processo produttivo
  • Semplicità d’uso: i vecchi processi sono complessi e dispendiosi in termini di tempo. Con le tecnologie attuali si possono automatizzare nascondendo tutte le azioni necessarie dietro un solo clic di bottone ,(si pensi al dash button di Amazon, accolto molto positivamente dalle aziende per la loro parte vendite).
  • Identificare gli errori: i sistemi predittivi permettono di identificare subito errori nella produzione e, con il tempo, anche di prevederli, evitando rallentamenti nell’ambito produttivo.
  • Aumento della produttività: non soltanto grazie all’identificazione di errori nei flussi, ma anche grazie all’eliminazione di importati gap nei sistemi di produzione con un conseguente guadagno di tempo prezioso.

Ma le aziende sono davvero pronte a questi cambiamenti?

La risposta è: non tutte. Alcune aziende mostrano ancora difficoltà nell’organizzare la mole di dati provenienti dall’ IoT e nel pianificare strategie efficaci per la gestione di quest’ultimi.

Una recente ricerca condotta dall’ IDG mostra come il 70% delle aziende stia ancora considerando la possibilità di adottare soluzioni IoT mentre solo il 30% può essere considerato un early adopter già in fase di test delle novità proposte dalle tecnologie dell’ “Internet delle cose”.

Da cosa dipende questa resistenza alle nuove tecnologie?

A rendere complicato il salto verso l’IOT per molte piccole e medie aziende è la raccolta e gestione di dati che necessita di una riorganizzazione della struttura interna aziendale, ed è reso complicato dai costi delle nuove infrastrutture, del mantenimento di grosse moli di dati, e dal reperimento di skills interne che sappiano usare i dati grezzi per ottenere informazioni strategiche per l’azienda.La grande diversità dei diversi prodotti, servizi e piattaforme IoT risulta essere ad oggi la barriera principale. Le soluzioni più diffuse al momento sono, infatti, studiate appositamente per specifici utilizzi con un hardware predefinito.

A questo proposito è interessante segnalare la diffusione di sistemi di integrazione nati apposta per integrare diversi servizi e hardware in modo da farli interagire tra loro. I flussi derivanti sono molto più agevoli e usabili anche da parte dell’utente meno esperto in materia di programmazione.

Hai già provato Claudio – business automation tool?

Come hai potuto capire da questo post, scegliere l’IOT per la tua azienda non è più una scelta che puoi posticipare. La tua azienda ha bisogno di nuove armi per combattere al meglio la competizione globale, scegli quelle che possono esserti più utili.

Se sei interessato ad avere più informazioni sui programmi di integrazione IOT, scrivici: claudio@greenvulcano.com. Avrai la possibilità di utilizzare Claudio in anteprima!

 

Lascia la tua mail per ricevere il pdf

Introduzione

Il campo dei sistemi di gestione delle flotte aziendali e dei veicoli connessi è un microcosmo dello IoT dinamico e molto attuale.

Utilizzando il potenziale dei dispositivi intelligenti e della connettività IoT, un sistema di fleet management connesso al veicolo non solo può determinare velocità, posizione e temperatura, ma può anche interagire con strade, edifici e altri veicoli circostanti per fornire informazioni in tempo reale, migliorare la sicurezza ed evitare il traffico.

Negli ultimi anni le aspettative dei consumatori sono state profondamente cambiate dalla diffusione di smartphone e tablet. 

Continua a leggere