“Un sistema di controllo … avrebbe permesso di capire subito le condizioni di strutture soggette a possibili catastrofi, ed oggi avrebbe permesso di prevenire molti dei disastri avvenuti negli ultimi tempi”.

Queste sono le parole dell’ing. Paolo Persi del Marmo CEO di NTSG, società partner di GreenVulcano.

La soluzione di cui parla, basata su OF (acronimo di fibre ottiche), nasce proprio dall’esigenza di verificare lo stato di salute di una struttura durante la sua vita, un sistema brevettato da NTSG per monitorare le deformazioni 3D e 2D di un elemento di forma generica, utilizzando le fibre ottiche come mezzo di misura, sistema che trova la sua maggiore applicazione nel controllo di grandi opere (ponti, gallerie, strade, ferrovie, dighe) ed edifici: aspetto di stretta attualità visti i tragici eventi che hanno colpito l’Italia.

I dati una volta acquisiti passano alla piattaforma IoT di GreenVulcano, dove vengono analizzati per redigere report e statistiche, e ad un’intelligenza artificiale che li utilizza per fare manutenzione predittiva e prevenire possibili danni strutturali futuri.

 

Molto probabilmente avrai già sentito parlare del termine Internet of Things.

 

Anche se su internet ci sono ottime descrizioni se hai qualche curiosità sull’argomento ti suggeriamo di iniziare a leggere alcuni dei post del nostro blog per poi approfondire gli argomenti che ti interessano di più:

 

Ma cos’è una piattaforma IoT e quali sono le sue caratteristiche? In questa serie di articoli cercheremo di dare una risposta più completa possibile spiegandone la crescente necessità per ogni azienda che abbia intenzione di far partire progetti IoT e come la società GreenVulcano Technologies, con il suo solido background tecnico, può aiutare le aziende ad affrontare i molti aspetti impegnativi della rivoluzione IoT.

2 – Una “tempesta di dati IoT” sta arrivando. Preparati

Dopo l’Hype iniziale dell’IoT e la fase della disillusione, siamo arrivati all’inizio della fase dell’adozione diffusa della tecnologia e della produttività. I clienti riconoscono l’IoT come un elemento fondamentale per la trasformazione digitale e sono pronti ad intraprendere i giusti passi per farne parte.

Sensori e attuatori di tutti i tipi, vengono aggiunti a Internet ad una velocità inimmaginabile e il mercato IoT continuerà a essere uno dei migliori mercati in crescita esponenziale dei prossimi anni.

I clienti faranno sempre più attenzione alla stima e i risultati di ogni investimento in questo campo.

La quantità di dati che gli “oggetti” generano e scaricano su Internet ogni giorno non è mai stata affrontata prima e avrà bisogno di nuove tecnologie e nuovi paradigmi per poter essere in grado di raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il flusso di dati IoT.

Ma di quanti dati stiamo parlando quando diciamo “tempesta di dati”?

Solo per fare un esempio su uno scenario di monitoraggio reale, vi mostriamo quello di una galleria, per il controllo della convergenza e delle deformazioni longitudinali, quando questa è situata su di un terreno soggetto a smottamenti.

Di seguito alcune foto che mostrano una delle attività fondamentali dell’IoT, cioè quella abilitare gli oggetti a “parlare” per comunicare informazioni. In questo si tratta delle pareti della galleria per tutta la loro lunghezza:

Monitoraggio di una galleria:

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Wiring: 30 km di fibra ottica (galleria Val di Sambro)
  • Dimensione del pacchetto: 6 bytes (ogni sensor) + 30 bytes di header
  • Orario di esercizio: 24/24 ore, 365 giorni/anno

ne consegue:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 bytes * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
    • ~46 Kb per secondo
    • 161,7 MB per ora
    • 3,78 GB per giorno
    • 10 messaggi (~4,6 kb each message) per secondo

 

Questo è uno scenario semplice, ma ci sono situazioni di monitoraggio che necessitano di frequenze di campionamento a 1000 Hz, che potrebbero richiedere quindi il trasferimento di 1000 misurazioni al secondo su internet.

Per un’idea generale, consideriamo questa tabella, che mostra le gamme di dati relativi a un gruppo di sensori di un ipotetico progetto IoT:

 

Quantità di dati di un ipotetico progetto IoT Numero di byte da trasferire su Internet
Piccolo < 100 MB al giorno
Medio < 1-10 GB al giorno
Alto < 50-500 GB al giorno
Enorme > 500 GB > 1 TB > 100 TB > …?

 

Questa tabella è oggi abbastanza realistica quando classifica il traffico come piccolo, medio, alto ed enorme, e dato che nel prossimo futuro i numeri sono destinati ad aumentare esponenzialmente, l’effetto che si avrà è che la longevità della soluzioni IoT sarà sempre più breve, quindi (di nuovo) è importante adottare soluzioni aperte, modulari e scalabili e, soprattutto, un corretto approccio metodologico che sappia tenere conto di tale crescita se si vuole riuscire a sfruttare questa rivoluzione al meglio.

Qui a GreenVulcano ne siamo ben consapevoli essendo già dovuti troppe volte intervenire su soluzioni e configurazioni che non erano adeguate e che hanno richiedevano la progettazione del sistema ripartendo da zero. Queste situazioni portano come conseguenza diretta l’affrontare un ulteriore spesa, con il principale danno di tenere inoperativa, o operativa solo in una parte, la struttura su cui già si era speso.

3 – Conclusione

Le soluzioni dell’IoT saranno sempre più utilizzate questo perchè trasmettono conoscenze importanti per aiutare la trasformazione digitale e si stanno rivelando un elemento basilare in ogni settore e divisione del mercato. Il cloud, l’analisi e l’IoT miglioreranno straordinariamente le aziende operative comandate dalla tecnologia e conferiranno maggiore produttività, sicurezza, intelligenza e redditività all’impresa. Purtroppo la maggior parte delle associazioni IT non ha quasi nessuna conoscenza o formazione su strutture operative come i sistemi di supervisione controllo e acquisizione dati (SCADA).

Quindi se sei seriamente intenzionato a iniziare un progetto IoT per la tua organizzazione, la scelta di una piattaforma IoT adeguata e la scelta di un fornitore di servizi con esperienza sono estremamente importanti e delicate.

Questo è solo il primo passo perché poi bisogna passare ad un’analisi di nuove caratteristiche che saranno basilari nei prossimi anni quali :

  • intelligenza artificiale
  • edge computing..
  • ecc..

Cose che scopriremo e approfondiremo meglio nel prossimo articolo.

 

Facciamoci una domanda. Come si risolve di solito un problema aziendale utilizzando l’IoT? La risposta è semplice:

  • si distribuiscono i sensori IoT in tutto l’edificio, tra la forza lavoro e i campi;
  • si installano gateway e lettori in tutto lo spazio per raccogliere dati dai sensori e inviarli al cloud;
  • infine si utilizza l’apprendimento automatico o un’intelligenza artificiale per ottenere le risposte che risolvono il problema aziendale.

Ora, formuliamo la domanda in modo diverso. Se i problemi sono facili da identificare e risolvere, perché l’IoT non è quasi mai la soluzione completa a questi problemi? La realtà della risposta è: qualsiasi problema di business che può essere risolto dall’ IoT appare facile sulla carta ma difficile da implementare.

 

Questo, perchè, fare in modo che l’IoT funzioni per le masse è più una sfida sui dati che un problema di connettività del dispositivo. Per prima cosa dobbiamo estrarre i dati dai dispositivi e in seguito capire il loro significato. Finora, il mercato si è concentrato su come avere gadget intelligenti online, ma abbiamo visto poche innovazioni per aiutarci ad utilizzare tutti i dati raccolti. Di conseguenza, molte soluzioni IoT soffrono del problema dell’ultimo miglio.

 

Riguardo questo argomento Marco D’Ambrosio, Responsabile R&D della GreenVulcano Tecnology s.r.l. ha le idee molto chiare:

“ Prima del diffondersi della cultura dell’informatizzazione ciò che oggi viene realizzato con un semplice programma software, veniva realizzato con schede elettroniche fisiche che talvolta gestivano meccaniche. Basti pensare alle aziende di produzione industriale che ancora oggi ne fanno largo utilizzo. Oggi tutti parlano di IoT ma pochi hanno percorso l’ultimo miglio colmando il GAP tra la parte immateriale “software” e la parte materiale “Device”. Anche se il passo sembra breve, in realtà rappresenta l’unione di due mondi, quello dell’elettronica e della meccanica da un lato e quello dell’informatica dall’altro. “

 

In altre parole, queste soluzioni stanno raccogliendo dati, ma non riescono ad aiutare le persone a comprenderli.

 

Abbiamo allora chiesto a Marco cosa può facilitare l’adozione di questo processo.

“La road map di questo procedimento è dettata fortemente dai fondi e dagli strumenti messi in campo dagli enti preposti, infatti possiamo notare che tutto il mondo sta spingendo verso l’industria 4.0, che non è nient’altro che unire questi due mondi che hanno trainato lo sviluppo di tutte le maggiori economie mondiali degli ultimi 60 anni.

Va sottolineato che il device è un fattore abilitante e non lo scopo ultimo dell’innovazione, che invece si spinge verso la profonda comprensione di quelle correlazioni che rendono profittevole una procedura.”

È quando i dati dell’IoT iniziano a guidare le decisioni che la percezione degli oggetti intelligenti passa dall’essere solo fantastici gadget che portano segnali, ad essere agenti di empowerment che trasformano le organizzazioni.

È così che chiudiamo il gap dell’ultimo miglio.

 

E questo è solo l’inizio. Quando i dispositivi avranno avuto una diffusione più ampia, le cose diventeranno sempre più interessanti, tutto a patto che riusciamo a  decodificare ciò che i dispositivi hanno da dire.

 

Ma qual è la caratteristica fondamentale di questa nuova prospettiva?

“Questo nuovo approccio genererà conoscenza condivisa.

Mentre prima una visione del genere era appannaggio degli esperti, che riuscivano a vedere le sacche di inefficienza annidate nel processo, grazie ad un fattore di “data analysis naturale” dettato dall’esperienza, l’IoT e la deep analysis renderanno più democratico ed accessibile raggiungere l’eccellenza.

Chi vincerà questa grande sfida sono le aziende che riusciranno a realizzare piattaforme iot aperte, per la realizzazione di applicazioni volte a risolvere problemi veri, preoccupandosi della sicurezza e della filiera del dato.”

 

Saremo, quindi, in grado di prendere decisioni più intelligenti sul nostro benessere personale, le nostre prestazioni professionali e il mondo che condividiamo.

 

Con sensori sempre più a basso costo, connettività ovunque e la crescita sempre più rapida

del volume di dati, l’Internet delle cose rischia di rimodellare il mondo come lo conosciamo. Secondo Gartner, Inc., ci saranno quasi 26 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. Dai dispositivi indossabili all’automazione domestica, all’ottimizzazione della produzione, le possibilità sono enormi, ma lo sono anche le sfide.

 

“A mio avviso questa è una vera e propria rivoluzione industriale che farà una selezione naturale delle aziende veramente Innovative e quelle che invece dichiarano di esserlo ma che in realtà sono conservative e faranno molta fatica ad andare avanti.”

 

Se non vuoi farti sfuggire l’opportunità che questa trasformazione digitale porta contattaci per una consulenza gratuita a questa email : marketing@greenvulcano.com

Appena possibile fisseremo un incontro dove potrai risolvere i tuoi dubbi e avrai gli strumenti necessari per affrontare questa rivoluzione.

L’Internet of Things è un settore in rapido sviluppo. L’IoT è un concetto abbastanza nuovo, eppure ha già conquistato numerose industrie. Secondo il sito Vision Critical, la spesa globale per IoT nel 2016 è stata di 737 miliardi di dollari e in rapida crescita ogni anno. Questo settore in via di sviluppo ha bisogno di profili moderni e brillanti come il concetto stesso, ma qual è il percorso migliore per un lavoro sul campo? Scoprilo con noi.

Conoscere il settore

Per lavorare nel settore bisogna conoscere i suoi mille risvolti. Inoltre, avere una comprensione del lavoro IoT e delle opportunità attualmente disponibili consente di prepararsi al meglio e in modo più specifico.

L’Internet of Things può essere suddiviso in due categorie: IoT dei consumatori e IoT industriale.

Il Consumer IoT è esattamente ciò che sembra: una rete che si adatta al consumatore e che arriva a coinvelgere tutti i prodotti di uso quotidiano: dai Fit Bits ai frigoriferi intelligenti.

Include dispositivi domestici e gadget lifestyle che raccolgono dati rilevanti per il consumatore specifico e servono a trarne beneficio.

L’IoT industriale, invece, è una scala più grande di tecnologia. È l’Internet of Things progettato per aziende e società. Si concentra su sensori, miglioramenti della macchina e dispositivi di sicurezza.

Quindi, quali posti di lavoro si possono avere in una di queste aree? Le possibilità sono molte. L’Internet of Things, e tutto ciò che lo circonda, ha creato opportunità di lavoro per sviluppatori Web, Web Designers, Business Development Manager, Embedded Engineers, Mechanical Engineers e altro.

Capire su quale area si vuole lavorare e quale lavoro specifico si vorrebbe soddisfare può aiutare a preparare e sviluppare le competenze necessarie.

Conoscere le abilità richieste

Per preparare e sviluppare le abilità, devi conoscerle. Una volta che hai scelto una direzione, è utile capire le abilità necessarie per renderti più interessante sul mercato.

Ci sono due diversi set di abilità fondamentali per una carriera nell’IoT: le competenze tecniche e le competenze personali.

  • Le Competenze Tecniche sono esattamente come suonano. Sono il set di abilità concrete e concrete che rendono capace persino di avere successo in un lavoro in tecnologia. Alcune competenze tecniche necessarie alle società IoT riguardano la creazione di reti, la programmazione di computer e la gestione dei dati. È anche importante conoscere i sistemi di incorporamento, in linea con le tecnologie mobili e in grado di gestire i dati. Le aziende sono alla ricerca di persone con conoscenze di elettronica e programmazione e con almeno alcune conoscenze di base di HTML, CSS o JS.
  • Altrettanto importanti sono le competenze personali, comunemente chiamate soft skills. Queste abilità sono fondamentali perchè una persona riesca a lavorare al meglio all’interno di un’azienda, e per eccellere nei lavori che il settore IoT mette a disposizione. L’Internet of Things ha, infatti, bisogno di eccellenti comunicatori, sia per la componente verbale che scritta. Questo campo si sta estendendo oltre il settore tecnico, essere quindi un buon collaboratore che può presentare adeguatamente le idee è un vantaggio importante. Infine, a causa della complessità della materia, alla conoscenza va obbligatoriamente abbinata una buona dose di determinazione.

iot career

Conoscere il set di competenze ideale di un lavoro è sempre importante, specialmente per questo campo. Il mondo della tecnologia è intenso e frenetico, e le società IoT sono alla costante ricerca di profili che si adattino facilmente ai cambi di ritmo e focalizzati ad eccellere.

Preparare la propria crescita

L’esperienza spicca in questo campo. Una volta che hai messo a fuoco le abilità e focalizzato una direzione, la prossima cosa che puoi fare per perseguire il successo è acquisire esperienza.

Molti ambiti dell’IoT sono abbastanza nuovi, quindi l’esperienza è un bene prezioso. Gli utenti senior di Quora consigliano, per esempio, di cercare posti che permettano di imparare.

Ci sono molti siti di formazione online disponibili, o luoghi come jB Hubs (che nell’ultimo ha anche organizzato il suo primo IoT Boot Camp).

Una volta che le basi sono state preparate, ci si dovrebbe focalizzare per acquisire esperienza sopratutto su tecnologie emergenti, sia per la parte di sviluppo web che di sviluppo mobile. E’ consigliabile inoltre l’esperienza nell’uso di dati su larga scala e sugli algoritmi, sempre più spesso usati per aiutare a interpretare la realtà che ci circonda, in modo da sviluppare anche la  capacità di analisi e comprensione dei dati.

Ci sono molti altri modi in cui qualcuno può prepararsi per un lavoro in IoT.

TechBeacon raccomanda di lavorare a progetti collaterali oltre a collaborare con le principali aziende dell’IoT per ottenere una comprensione più approfondita. Ci si può preparare per diventare “fluenti” nei principali linguaggi di programmazione. Ciò significa avere sia la conoscenza che l’esperienza con più linguaggi e sistemi di programmazione al fine di renderti un profilo più completo e con una visione a 360° del tuo settore.

Avere esperienze aggiuntive, oltre alla pura esperienza IoT, è diventato molto allettante per le aziende. Un candidato che ha rafforzato le proprie competenze in corsi di informatica di base o ha imparato a conoscere l’hardware per ottenere una nuova prospettiva su come funzionano i dispositivi IoT è un candidato che spicca.

Continua a sviluppare te stesso, continuamente

Ciò che rende l’Internet of Things così all’avanguardia e di successo è che è in costante e rapido cambiamento e sviluppo. Un settore così dinamico ha bisogno di profili e pensatori altrettanto dinamici.

Se gli ingegneri del software, esperti e con determinate soft skills, sono l’ideale, TechBeacon sottolinea che questi ingegneri devono anche essere “studenti per tutta la vita”.

È importante studiare e tenersi al passo con ciò che è attuale con l’IoT. Un lavoratore ideale è aggiornato su ciò che sta accadendo nel mondo dell’Internet of Things, mentre allo stesso tempo cerca consapevolmente di migliorare se stesso e approfondire le proprie conoscenze.

Pensi di avere tutto ciò che serve per avere successo nell’IoT? Contattaci per un feedback e per maggiori informazioni sull’argomento.

 

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