COS’è L’Industrial IoT?

Per comprendere cosa sia l’Industrial IoT (solitamente abbreviato con IIoT) è necessario fare un passo “indietro” e raccontare innanzitutto, e in estrema sintesi, cosa intendiamo quando parliamo di Internet of Things.

Kevin Ashton, ricercatore del MIT di Boston ha descritto l’Internet of Things come quell’insieme di tecnologie che permette di controllare, monitorare e trasferire informazioni collegando un dispositivo ad Internet.

L’Industrial Internet of Things è quindi una verticalizzazione del concetto di IoT, focalizzata sull’ecosistema industriale e abilitata da tecnologie come cyber-security, cloud e edge computing, analisi di big-data, intelligenza artificiale e machine learning.

MERCATO DELL’ IIOT

Secondo un report elaborato da IndustryARC, il mercato dell’Industrial IoT raggiungerà i 124 miliardi di dollari  entro il 2021 e dovrebbe superare i 771 miliardi di dollari entro il 2026. Il CAGR (tasso annuo di crescita composto), nel periodo di previsione 2018-2026, viene invece stimato al 24,3%.

La chiave di questa crescita risiede nel fatto che dati ottenuti in ​​tempo reale non solo consentono una migliore gestione del processo produttivo, ma anche un miglior governo di tutti gli asset aziendali, offrendo un quadro chiaro e immediato dell’andamento dell’impresa in tutti i suoi ambiti.

ARCHITETTURA DI UN SISTEMA IIOT

L’ordinaria struttura di un sistema IIoT è un’architettura modulare articolata in 4 livelli :

  1. livello del dispositivo: è la componente fisica del sistema IIoT: hardware, macchine e sensori;
  2. livello di rete: è costituito da protocolli di comunicazione, cloud computing e reti wifi che raccolgono i dati e li trasferiscono al livello successivo;
  3. livello di servizio:  si compone di applicazioni e software funzionali all’analisi e alla trasformazione dei dati in informazioni che possono essere visualizzate sulla dashboard del driver;
  4. livello di contenuto: è l’ultimo strato dello stack ed è formato dai dispositivi di interfaccia utente;

VANTAGGI DELL’ IOT INDUSTRIALE

L’ampia disponibilità di dati rilevati rende possibile monitorare e manutenere (anche in maniera predittiva) infrastrutture strategiche, utilizzando l’IA e il machine learning per generare stime e previsioni sui possibili rischi e suggerendo misure da adottare prima che si verifichino guasti.

Ad esempio nel settore delle infrastrutture, i sensori IoT e gli algoritmi predittivi potrebbero consentire un continuo monitoraggio:

  • di tunnel: per valutarne le deformazioni e la convergenza;
  • di ponti: per controllarne le inclinazioni e le misure di deflessione; 
  • di costruzioni: per misurare le deformazioni statiche sugli edifici e verificarne l’integrità strutturale;
  • del sistema fognario: per valutare la velocità e il flusso delle onde;

Il risultato di progetti basati sull’Industrial IoT si concretizza nella riduzione dei costi energetici e di manutenzione, oltre che nel miglioramento generale della produttività aziendale e della qualità del lavoro. 

CRITICITÀ DELL’IIOT

  • Cyber security: le misure di sicurezza informatica esistenti per i dispositivi IoT sono di gran lunga inferiori, e i rischi talvolta sottovalutati, rispetto alle misure esistenti per computer e device più tradizionali. Il rischio di connettere alla rete un dispositivo è quindi quello di renderlo un potenziale bersaglio di un attacco informatico.
  • Mancanza di standardizzazione nei protocolli di comunicazione:  i protocolli di comunicazione industriale sono la conditio sine qua non per l’interconnessione e lo scambio dati tra un macchinario e un software. Nella maggior parte delle aziende l’hardware è estremamente variegato per età, produttore e tecnologia impiegata. Tale eterogeneità richiede spesso l’utilizzo di protocolli di comunicazione diversi rendendo quindi l’operazione di interconnessione complessa e costosa.

Queste criticità non devono però scoraggiare gli investimenti in progetti IIoT. I benefici apportati nel lungo termine sono estremamente superiori agli sforzi, in termini di risorse umane ed economiche, occorrenti nel breve termine.

IIOT IN GREENVULCANO

Ben prima che l’IoT diventasse un trend di ricerca, GreenVulcano già sviluppava una sua soluzione da proporre ai clienti.

Leader sul mercato dell’integrazione grazie ad un’esperienza di oltre 10 anni, ha recentemente messo sul mercato la propria piattaforma IoT: Sibyl. Si tratta di un servizio cloud (ma utilizzabile anche on premise), plug and play, dedicato alla gestione, al controllo da remoto e alla manutenzione predittiva di sistemi infrastrutturali complessi.

Scopri quale potrebbe essere la soluzione giusta per le esigenze della tua azienda e non esitare a scriverci per approfondimenti.

Per saperne di più sulla soluzione IoT di GreenVulcano visita il sito ufficiale e non perdere l’uscita del prossimo articolo.

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato. Con il continuo aumento delle temperature globali dovuto ai cambiamenti climatici, si stima che l’aumento di 1,5 gradi Celsius rappresenti il punto di non ritorno. Secondo alcune previsioni, per riuscire ad eliminare completamente le emissioni di carbonio è necessaria una riduzione del 45% entro il 2030.

Come l’Internet of Things può aiutarci

L’utilizzo di sensori e nuove tecnologie connesse a internet ha le potenzialità per rendere più efficienti le nostra attività, dalle più quotidiane a quelle aziendali.

Le stesse tecnologie possono essere utilizzate direttamente per ridurre le emissioni di gas nocivi o indirettamente, per aumentare l’efficienza energetica di processi aziendali e macchinari.

Si ipotizza anche che l’implementazione di tecnologie smart e di software predittivi potrebbero portare, a regime, a una riduzione delle emissioni di gas serra pari al 15% entro il 2030.

Abbiamo selezionato alcuni tra i settori economici più dinamici nell’implementazione di soluzioni IoT e che più di altri ne stanno beneficiando in termini di riduzione dei consumi.

  • IoT e Agricoltura

La raccolta e la trasmissione di dati tramite sensori specifici rende possibile la riduzione dell’utilizzo di acqua, pesticidi e fertilizzanti. 

In Australia, una situazione emergenziale di siccità senza precedenti è stata occasione per l’implementazione di soluzioni IoT: tramite wearables è stata monitorata la frequenza cardiaca, il ritmo respiratorio, la temperatura basale e la pressione sanguigna dei capi di bestiame.

L’installazione di stazioni meteorologiche per il monitoraggio delle condizioni climatiche ha invece aiutato gli agricoltori a prevedere il meteo, risparmiando sui consumi.

Si stima una crescita di questo mercato pari a 6,4 miliardi di dollari entro il 2025.

  • IoT e Viabilità

La ricerca di parcheggio è una delle cause di inquinamento maggiori nelle grandi città, motivo per cui queste sono alla costante ricerca di soluzioni per la decongestione del traffico, utile anche a diminuire lo stress dei cittadini grazie alla ridurre dei tempi alla guida. 

Per risolvere l’annoso problema GreenVulcano ha studiato la soluzione di mobilità integrata Sparta Project, nella quale i dati provenienti dalle vetture sono interpolati con i dati di semafori e parcheggi, permettendo di ridurre drasticamente i tempi di circolazione, e quindi anche i livelli di inquinamento.

Secondo Ken Washington, CTO di Ford Motors, l’introduzione dei veicoli senza conducente porterà ad un’ulteriore e sensibile riduzione dei problemi di congestione del traffico in grandi città come New York.

  • IoT e Prevenzione di deforestazione e stoccaggio illegali

Il disboscamento illegale e incontrollato è al secondo posto tra le cause del cambiamento climatico (rapporto di Rainforest Connection).

I dispositivi IoT ci consentono di rilevare e segnalare attività illecite di deforestazione e disboscamento. Il monitoraggio avviene utilizzando telefoni cellulari già destinati alla distruzione, per creare un sistema di monitoraggio acustico che rileva e riconosce le attività insolite, inviando ai ranger avvisi immediati.

  • IoT, Energy & Utilities

Uno dei settori tradizionalmente colpevole per la creazione di notevoli emissioni di anidride carbonica è proprio quello energetico.

I progetti IoT  pensati per le società energetiche sono molteplici:

  • Creazione di una rete energetica reattiva, dove l’energia viene erogata in base alle necessità, mentre algoritmi di intelligenza artificiale aiutano a prevedere i consumi futuri e i pattern di utilizzo per incanalare la creazione di nuova energia elettrica più sostenibile;
  • L’utilizzo di contatori smart, tra i consumatori, che consente di incoraggiare i consumi verso le fasce orarie dove l’offerta di energia è maggiore;
  • I materiali utilizzati nella realizzazione degli edifici è notevolmente migliorato, il che permette la riduzione della dispersione energetica, il monitoraggio efficiente della struttura e una manutenzione mirata e immediata.

Le tecnologie IoT sono attualmente utilizzate in grande scala all’interno delle aziende manifatturiere più strutturate per aumentare efficienza ed efficacia della loro produzione.

Anche in questo caso il monitoraggio di macchinari e infrastrutture permette di mantenere sotto controllo la spesa energetica, e conseguentemente anche l’inquinamento. A livello aziendale gli stessi processi possono essere razionalizzati con l’obiettivo, per le aziende più virtuose, di raggiungere l’obiettivo di sostenibilità della propria produzione.

  • Il nostro futuro

L’Internet of Things è ormai alla portata di tutti, a prescindere dal nostro ruolo nella società e dalla nostra capacità di spesa.

Per ottenere i risultati migliori e una drastica riduzione delle emissioni nocive nel mondo, è auspicabile avere una strategia complessiva e di lungo termine.

Ma anche a livello di singoli, cittadini o imprese, possiamo fare la differenza sfruttando le innovazioni tecnologiche che il mercato ci mette a disposizione e diventando più consapevoli degli effetti delle nostre azioni nel mondo circostante.

Raccontaci la tua esperienza tecnologica o contattaci per avere un chiarimento.

Quest’articolo è il continuo del precedente blog che trovate a questo link e che vi consigliamo di leggere prima di andare avanti.

Infatti se nel primo abbiamo visto l’importanza dei Big Data nel “nuovo marketing” in questo vedremo le potenzialità una volta utilizzati per addestrare un’intelligenza artificiale, prima fra tutti l’automazione dei processi di marketing.

D’Ambrosio sottolinea: “Il Marketing Automation è in forte crescita, è stato calcolato che già il 50% delle aziende utilizzano le automazioni ed è previsto un ampliamento del mercato nei prossimi mesi, ma l’analisi fatta tiene conto anche della semplice automazione delle mailing list, mentre a mio avviso il vero concetto della Marketing Automation sta nella segmentazione dei clienti, e l’invio di campagne mirate in base alla segmentazione“.

Il vantaggio aggiunto del Machine Learning nel predire determinati risultati dai pattern osservati dai Big data offre un modo in cui i compiti ripetitivi possono essere ridotti e si concentra maggiormente sul contenuto della campagna.

I recenti progressi dell’intelligenza artificiale e nell’apprendimento automatico hanno spianato la strada agli strumenti di automazione del marketing.

Sull’argomento GreenVulcano ha le idee chiare affermando con D’Ambrosio: “L’obiettivo che bisogna porsi è la personalizzazione predittiva. Nel senso che prima che l’utente ha la necessità di acquistare un prodotto, la “NUOVA MARKETING AUTOMATION” deve riuscire ad intercettarlo. È proprio questa l’innovazione che va perseguita nei prossimi anni, e le aziende che utilizzeranno strumenti del genere potranno acquisire clienti prima degli altri.”

L’analisi predittiva utilizza i dati per prevedere determinati risultati. Viene utilizzato principalmente per monitorare e segnalare lo sviluppo della strategia e della campagna. Il valore attribuito ai potenziali clienti nel punteggio di lead in base al comportamento e ad altri fattori viene preso in considerazione con i dati coinvolti. I dati devono essere abbastanza grandi in modo che il Machine Learning sia in grado di distinguere la differenza tra il modello sottostante e ciò che è semplicemente rumore.

Questo strumento intuitivo è un elemento essenziale per l’esperienza di acquisto umana. Le analisi sono in grado di segmentare i dati in modelli di cluster specifici che individuano modelli correlati ai precedenti comportamenti di acquisto del cliente e memorizzano tali informazioni per prevedere la possibilità di acquisti futuri. Tutto ciò fornisce alle aziende un miglior giudizio su dove indirizzare i loro fondi perché l’analisi è in grado di prevedere clienti di alto valore e con la maggiore propensione all’acquisto.

D’Ambrosio spiega “Inoltre in questo l’intelligenza artificiale può giocare un ruolo fondamentale, che è quello di predire il momento migliore per fare una campagna verso un determinato cliente, la IA deve aiutare a gestire i clienti come entità singole, e non più come cluster di clienti, così facendo tutti avranno delle comunicazioni mirate e solo quando ho la necessità (o la sto per avere) riceverò la giusta offerta per me, con comunicazioni fatte ad hoc per me e non le solite comunicazioni sparate tutte uguali.

La comunicazione live sui social media è un luogo perfetto per acquisire dati rilevanti e inviare messaggi personalizzati in tempo reale. I marketer utilizzano i dati raccolti per effettuare valutazioni del contenuto e adattare automaticamente la messaggistica.

Visto che i Big Data saranno sempre più disponibili e integrati nella vasta gamma di innovazioni tecnologiche che collegano il mondo oggi, i marketer devono trovare il modo di comprendere meglio ciò che questi dati stanno cercando di mostrare. L’automazione del mercato non funziona più inviando tonnellate di e-mail, o facendo continue chiamate, annunci o lo stesso monitoraggio di più siti Web non è sufficiente per capire veramente il consumatore.

Avere dati non è sufficiente senza capirne il significato. L’analisi predittiva può aiutarci a guardare oltre i dati e ad esaminare il valore trovato all’interno del modello sottostante del comportamento del consumatore. Insieme al Market Automation la Predictive Analytics è la forza trainante delle moderne strategie di mercato. L’esperienza umana sarà soddisfatta, rendendola una vittoria per il consumatore e allo stesso modo per le aziende che vedranno aumentare gli affari. GreenVulcano Technologies, una società dedicata a offrire soluzioni innovative per le aziende che utilizzano la tecnologia IOT, fornisce i propri servizi di analisi predittiva per soddisfare i propri obiettivi di marketing. Per ulteriori informazioni, visita questo link.

“Un sistema di controllo … avrebbe permesso di capire subito le condizioni di strutture soggette a possibili catastrofi, ed oggi avrebbe permesso di prevenire molti dei disastri avvenuti negli ultimi tempi”.

Queste sono le parole dell’ing. Paolo Persi del Marmo CEO di NTSG, società partner di GreenVulcano.

La soluzione di cui parla, basata su OF (acronimo di fibre ottiche), nasce proprio dall’esigenza di verificare lo stato di salute di una struttura durante la sua vita, un sistema brevettato da NTSG per monitorare le deformazioni 3D e 2D di un elemento di forma generica, utilizzando le fibre ottiche come mezzo di misura, sistema che trova la sua maggiore applicazione nel controllo di grandi opere (ponti, gallerie, strade, ferrovie, dighe) ed edifici: aspetto di stretta attualità visti i tragici eventi che hanno colpito l’Italia.

I dati una volta acquisiti passano alla piattaforma IoT di GreenVulcano, dove vengono analizzati per redigere report e statistiche, e ad un’intelligenza artificiale che li utilizza per fare manutenzione predittiva e prevenire possibili danni strutturali futuri.

 

Molto probabilmente avrai già sentito parlare del termine Internet of Things.

 

Anche se su internet ci sono ottime descrizioni se hai qualche curiosità sull’argomento ti suggeriamo di iniziare a leggere alcuni dei post del nostro blog per poi approfondire gli argomenti che ti interessano di più:

 

Ma cos’è una piattaforma IoT e quali sono le sue caratteristiche? In questa serie di articoli cercheremo di dare una risposta più completa possibile spiegandone la crescente necessità per ogni azienda che abbia intenzione di far partire progetti IoT e come la società GreenVulcano Technologies, con il suo solido background tecnico, può aiutare le aziende ad affrontare i molti aspetti impegnativi della rivoluzione IoT.

2 – Una “tempesta di dati IoT” sta arrivando. Preparati

Dopo l’Hype iniziale dell’IoT e la fase della disillusione, siamo arrivati all’inizio della fase dell’adozione diffusa della tecnologia e della produttività. I clienti riconoscono l’IoT come un elemento fondamentale per la trasformazione digitale e sono pronti ad intraprendere i giusti passi per farne parte.

Sensori e attuatori di tutti i tipi, vengono aggiunti a Internet ad una velocità inimmaginabile e il mercato IoT continuerà a essere uno dei migliori mercati in crescita esponenziale dei prossimi anni.

I clienti faranno sempre più attenzione alla stima e i risultati di ogni investimento in questo campo.

La quantità di dati che gli “oggetti” generano e scaricano su Internet ogni giorno non è mai stata affrontata prima e avrà bisogno di nuove tecnologie e nuovi paradigmi per poter essere in grado di raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il flusso di dati IoT.

Ma di quanti dati stiamo parlando quando diciamo “tempesta di dati”?

Solo per fare un esempio su uno scenario di monitoraggio reale, vi mostriamo quello di una galleria, per il controllo della convergenza e delle deformazioni longitudinali, quando questa è situata su di un terreno soggetto a smottamenti.

Di seguito alcune foto che mostrano una delle attività fondamentali dell’IoT, cioè quella abilitare gli oggetti a “parlare” per comunicare informazioni. In questo si tratta delle pareti della galleria per tutta la loro lunghezza:

Monitoraggio di una galleria:

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Wiring: 30 km di fibra ottica (galleria Val di Sambro)
  • Dimensione del pacchetto: 6 bytes (ogni sensor) + 30 bytes di header
  • Orario di esercizio: 24/24 ore, 365 giorni/anno

ne consegue:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 bytes * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
    • ~46 Kb per secondo
    • 161,7 MB per ora
    • 3,78 GB per giorno
    • 10 messaggi (~4,6 kb each message) per secondo

 

Questo è uno scenario semplice, ma ci sono situazioni di monitoraggio che necessitano di frequenze di campionamento a 1000 Hz, che potrebbero richiedere quindi il trasferimento di 1000 misurazioni al secondo su internet.

Per un’idea generale, consideriamo questa tabella, che mostra le gamme di dati relativi a un gruppo di sensori di un ipotetico progetto IoT:

 

Quantità di dati di un ipotetico progetto IoT Numero di byte da trasferire su Internet
Piccolo < 100 MB al giorno
Medio < 1-10 GB al giorno
Alto < 50-500 GB al giorno
Enorme > 500 GB > 1 TB > 100 TB > …?

 

Questa tabella è oggi abbastanza realistica quando classifica il traffico come piccolo, medio, alto ed enorme, e dato che nel prossimo futuro i numeri sono destinati ad aumentare esponenzialmente, l’effetto che si avrà è che la longevità della soluzioni IoT sarà sempre più breve, quindi (di nuovo) è importante adottare soluzioni aperte, modulari e scalabili e, soprattutto, un corretto approccio metodologico che sappia tenere conto di tale crescita se si vuole riuscire a sfruttare questa rivoluzione al meglio.

Qui a GreenVulcano ne siamo ben consapevoli essendo già dovuti troppe volte intervenire su soluzioni e configurazioni che non erano adeguate e che hanno richiedevano la progettazione del sistema ripartendo da zero. Queste situazioni portano come conseguenza diretta l’affrontare un ulteriore spesa, con il principale danno di tenere inoperativa, o operativa solo in una parte, la struttura su cui già si era speso.

3 – Conclusione

Le soluzioni dell’IoT saranno sempre più utilizzate questo perchè trasmettono conoscenze importanti per aiutare la trasformazione digitale e si stanno rivelando un elemento basilare in ogni settore e divisione del mercato. Il cloud, l’analisi e l’IoT miglioreranno straordinariamente le aziende operative comandate dalla tecnologia e conferiranno maggiore produttività, sicurezza, intelligenza e redditività all’impresa. Purtroppo la maggior parte delle associazioni IT non ha quasi nessuna conoscenza o formazione su strutture operative come i sistemi di supervisione controllo e acquisizione dati (SCADA).

Quindi se sei seriamente intenzionato a iniziare un progetto IoT per la tua organizzazione, la scelta di una piattaforma IoT adeguata e la scelta di un fornitore di servizi con esperienza sono estremamente importanti e delicate.

Questo è solo il primo passo perché poi bisogna passare ad un’analisi di nuove caratteristiche che saranno basilari nei prossimi anni quali :

  • intelligenza artificiale
  • edge computing..
  • ecc..

Cose che scopriremo e approfondiremo meglio nel prossimo articolo.

 

Facciamoci una domanda. Come si risolve di solito un problema aziendale utilizzando l’IoT? La risposta è semplice:

  • si distribuiscono i sensori IoT in tutto l’edificio, tra la forza lavoro e i campi;
  • si installano gateway e lettori in tutto lo spazio per raccogliere dati dai sensori e inviarli al cloud;
  • infine si utilizza l’apprendimento automatico o un’intelligenza artificiale per ottenere le risposte che risolvono il problema aziendale.

Ora, formuliamo la domanda in modo diverso. Se i problemi sono facili da identificare e risolvere, perché l’IoT non è quasi mai la soluzione completa a questi problemi? La realtà della risposta è: qualsiasi problema di business che può essere risolto dall’ IoT appare facile sulla carta ma difficile da implementare.

 

Questo, perchè, fare in modo che l’IoT funzioni per le masse è più una sfida sui dati che un problema di connettività del dispositivo. Per prima cosa dobbiamo estrarre i dati dai dispositivi e in seguito capire il loro significato. Finora, il mercato si è concentrato su come avere gadget intelligenti online, ma abbiamo visto poche innovazioni per aiutarci ad utilizzare tutti i dati raccolti. Di conseguenza, molte soluzioni IoT soffrono del problema dell’ultimo miglio.

 

Riguardo questo argomento Marco D’Ambrosio, Responsabile R&D della GreenVulcano Tecnology s.r.l. ha le idee molto chiare:

“ Prima del diffondersi della cultura dell’informatizzazione ciò che oggi viene realizzato con un semplice programma software, veniva realizzato con schede elettroniche fisiche che talvolta gestivano meccaniche. Basti pensare alle aziende di produzione industriale che ancora oggi ne fanno largo utilizzo. Oggi tutti parlano di IoT ma pochi hanno percorso l’ultimo miglio colmando il GAP tra la parte immateriale “software” e la parte materiale “Device”. Anche se il passo sembra breve, in realtà rappresenta l’unione di due mondi, quello dell’elettronica e della meccanica da un lato e quello dell’informatica dall’altro. “

 

In altre parole, queste soluzioni stanno raccogliendo dati, ma non riescono ad aiutare le persone a comprenderli.

 

Abbiamo allora chiesto a Marco cosa può facilitare l’adozione di questo processo.

“La road map di questo procedimento è dettata fortemente dai fondi e dagli strumenti messi in campo dagli enti preposti, infatti possiamo notare che tutto il mondo sta spingendo verso l’industria 4.0, che non è nient’altro che unire questi due mondi che hanno trainato lo sviluppo di tutte le maggiori economie mondiali degli ultimi 60 anni.

Va sottolineato che il device è un fattore abilitante e non lo scopo ultimo dell’innovazione, che invece si spinge verso la profonda comprensione di quelle correlazioni che rendono profittevole una procedura.”

È quando i dati dell’IoT iniziano a guidare le decisioni che la percezione degli oggetti intelligenti passa dall’essere solo fantastici gadget che portano segnali, ad essere agenti di empowerment che trasformano le organizzazioni.

È così che chiudiamo il gap dell’ultimo miglio.

 

E questo è solo l’inizio. Quando i dispositivi avranno avuto una diffusione più ampia, le cose diventeranno sempre più interessanti, tutto a patto che riusciamo a  decodificare ciò che i dispositivi hanno da dire.

 

Ma qual è la caratteristica fondamentale di questa nuova prospettiva?

“Questo nuovo approccio genererà conoscenza condivisa.

Mentre prima una visione del genere era appannaggio degli esperti, che riuscivano a vedere le sacche di inefficienza annidate nel processo, grazie ad un fattore di “data analysis naturale” dettato dall’esperienza, l’IoT e la deep analysis renderanno più democratico ed accessibile raggiungere l’eccellenza.

Chi vincerà questa grande sfida sono le aziende che riusciranno a realizzare piattaforme iot aperte, per la realizzazione di applicazioni volte a risolvere problemi veri, preoccupandosi della sicurezza e della filiera del dato.”

 

Saremo, quindi, in grado di prendere decisioni più intelligenti sul nostro benessere personale, le nostre prestazioni professionali e il mondo che condividiamo.

 

Con sensori sempre più a basso costo, connettività ovunque e la crescita sempre più rapida

del volume di dati, l’Internet delle cose rischia di rimodellare il mondo come lo conosciamo. Secondo Gartner, Inc., ci saranno quasi 26 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. Dai dispositivi indossabili all’automazione domestica, all’ottimizzazione della produzione, le possibilità sono enormi, ma lo sono anche le sfide.

 

“A mio avviso questa è una vera e propria rivoluzione industriale che farà una selezione naturale delle aziende veramente Innovative e quelle che invece dichiarano di esserlo ma che in realtà sono conservative e faranno molta fatica ad andare avanti.”

 

Se non vuoi farti sfuggire l’opportunità che questa trasformazione digitale porta contattaci per una consulenza gratuita a questa email : marketing@greenvulcano.com

Appena possibile fisseremo un incontro dove potrai risolvere i tuoi dubbi e avrai gli strumenti necessari per affrontare questa rivoluzione.

L’Internet of Things è un settore in rapido sviluppo. L’IoT è un concetto abbastanza nuovo, eppure ha già conquistato numerose industrie. Secondo il sito Vision Critical, la spesa globale per IoT nel 2016 è stata di 737 miliardi di dollari e in rapida crescita ogni anno. Questo settore in via di sviluppo ha bisogno di profili moderni e brillanti come il concetto stesso, ma qual è il percorso migliore per un lavoro sul campo? Scoprilo con noi.

Conoscere il settore

Per lavorare nel settore bisogna conoscere i suoi mille risvolti. Inoltre, avere una comprensione del lavoro IoT e delle opportunità attualmente disponibili consente di prepararsi al meglio e in modo più specifico.

L’Internet of Things può essere suddiviso in due categorie: IoT dei consumatori e IoT industriale.

Il Consumer IoT è esattamente ciò che sembra: una rete che si adatta al consumatore e che arriva a coinvelgere tutti i prodotti di uso quotidiano: dai Fit Bits ai frigoriferi intelligenti.

Include dispositivi domestici e gadget lifestyle che raccolgono dati rilevanti per il consumatore specifico e servono a trarne beneficio.

L’IoT industriale, invece, è una scala più grande di tecnologia. È l’Internet of Things progettato per aziende e società. Si concentra su sensori, miglioramenti della macchina e dispositivi di sicurezza.

Quindi, quali posti di lavoro si possono avere in una di queste aree? Le possibilità sono molte. L’Internet of Things, e tutto ciò che lo circonda, ha creato opportunità di lavoro per sviluppatori Web, Web Designers, Business Development Manager, Embedded Engineers, Mechanical Engineers e altro.

Capire su quale area si vuole lavorare e quale lavoro specifico si vorrebbe soddisfare può aiutare a preparare e sviluppare le competenze necessarie.

Conoscere le abilità richieste

Per preparare e sviluppare le abilità, devi conoscerle. Una volta che hai scelto una direzione, è utile capire le abilità necessarie per renderti più interessante sul mercato.

Ci sono due diversi set di abilità fondamentali per una carriera nell’IoT: le competenze tecniche e le competenze personali.

  • Le Competenze Tecniche sono esattamente come suonano. Sono il set di abilità concrete e concrete che rendono capace persino di avere successo in un lavoro in tecnologia. Alcune competenze tecniche necessarie alle società IoT riguardano la creazione di reti, la programmazione di computer e la gestione dei dati. È anche importante conoscere i sistemi di incorporamento, in linea con le tecnologie mobili e in grado di gestire i dati. Le aziende sono alla ricerca di persone con conoscenze di elettronica e programmazione e con almeno alcune conoscenze di base di HTML, CSS o JS.
  • Altrettanto importanti sono le competenze personali, comunemente chiamate soft skills. Queste abilità sono fondamentali perchè una persona riesca a lavorare al meglio all’interno di un’azienda, e per eccellere nei lavori che il settore IoT mette a disposizione. L’Internet of Things ha, infatti, bisogno di eccellenti comunicatori, sia per la componente verbale che scritta. Questo campo si sta estendendo oltre il settore tecnico, essere quindi un buon collaboratore che può presentare adeguatamente le idee è un vantaggio importante. Infine, a causa della complessità della materia, alla conoscenza va obbligatoriamente abbinata una buona dose di determinazione.

iot career

Conoscere il set di competenze ideale di un lavoro è sempre importante, specialmente per questo campo. Il mondo della tecnologia è intenso e frenetico, e le società IoT sono alla costante ricerca di profili che si adattino facilmente ai cambi di ritmo e focalizzati ad eccellere.

Preparare la propria crescita

L’esperienza spicca in questo campo. Una volta che hai messo a fuoco le abilità e focalizzato una direzione, la prossima cosa che puoi fare per perseguire il successo è acquisire esperienza.

Molti ambiti dell’IoT sono abbastanza nuovi, quindi l’esperienza è un bene prezioso. Gli utenti senior di Quora consigliano, per esempio, di cercare posti che permettano di imparare.

Ci sono molti siti di formazione online disponibili, o luoghi come jB Hubs (che nell’ultimo ha anche organizzato il suo primo IoT Boot Camp).

Una volta che le basi sono state preparate, ci si dovrebbe focalizzare per acquisire esperienza sopratutto su tecnologie emergenti, sia per la parte di sviluppo web che di sviluppo mobile. E’ consigliabile inoltre l’esperienza nell’uso di dati su larga scala e sugli algoritmi, sempre più spesso usati per aiutare a interpretare la realtà che ci circonda, in modo da sviluppare anche la  capacità di analisi e comprensione dei dati.

Ci sono molti altri modi in cui qualcuno può prepararsi per un lavoro in IoT.

TechBeacon raccomanda di lavorare a progetti collaterali oltre a collaborare con le principali aziende dell’IoT per ottenere una comprensione più approfondita. Ci si può preparare per diventare “fluenti” nei principali linguaggi di programmazione. Ciò significa avere sia la conoscenza che l’esperienza con più linguaggi e sistemi di programmazione al fine di renderti un profilo più completo e con una visione a 360° del tuo settore.

Avere esperienze aggiuntive, oltre alla pura esperienza IoT, è diventato molto allettante per le aziende. Un candidato che ha rafforzato le proprie competenze in corsi di informatica di base o ha imparato a conoscere l’hardware per ottenere una nuova prospettiva su come funzionano i dispositivi IoT è un candidato che spicca.

Continua a sviluppare te stesso, continuamente

Ciò che rende l’Internet of Things così all’avanguardia e di successo è che è in costante e rapido cambiamento e sviluppo. Un settore così dinamico ha bisogno di profili e pensatori altrettanto dinamici.

Se gli ingegneri del software, esperti e con determinate soft skills, sono l’ideale, TechBeacon sottolinea che questi ingegneri devono anche essere “studenti per tutta la vita”.

È importante studiare e tenersi al passo con ciò che è attuale con l’IoT. Un lavoratore ideale è aggiornato su ciò che sta accadendo nel mondo dell’Internet of Things, mentre allo stesso tempo cerca consapevolmente di migliorare se stesso e approfondire le proprie conoscenze.

Pensi di avere tutto ciò che serve per avere successo nell’IoT? Contattaci per un feedback e per maggiori informazioni sull’argomento.

 

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