Il 2019 è stato un anno importante per GreenVulcano Technologies! Abbiamo raggiunto la maggiore età e festeggiato 18 anni di successi.

Siamo cresciuti tantissimo grazie a una squadra magnifica e sempre più numerosa, costantemente a lavoro tra Roma, Napoli e Boston.

Abbiamo migliorato il core tecnologico dei nostri prodotti e li abbiamo sottoposti a un restyling significativo.

La nostra soluzione IoT per infrastrutture complesse è stata profondamente aggiornata dal punto di vista della sensoristica, della sicurezza, della piattaforma in cloud e delle sue numerose funzionalità ed è oggi sul mercato internazionale con il nome Sibyl!

Abbiamo poi lanciato GAIA: rebrand della nostra storica architettura ESB, giunta alla versione 4.0.

Insomma, è stato un 2019 intenso, pieno di cose fatte e di grandi soddisfazioni.

Quello in arrivo sarà un anno speciale per GreenVulcano, abbiamo tanto in pentola ma non vi anticipiamo nulla!

Ci teniamo però a farvi i nostri migliori auguri di buone feste!

Ci rivediamo nel 2020!

COS’è L’Industrial IoT?

Per comprendere cosa sia l’Industrial IoT (solitamente abbreviato con IIoT) è necessario fare un passo “indietro” e raccontare innanzitutto, e in estrema sintesi, cosa intendiamo quando parliamo di Internet of Things.

Kevin Ashton, ricercatore del MIT di Boston ha descritto l’Internet of Things come quell’insieme di tecnologie che permette di controllare, monitorare e trasferire informazioni collegando un dispositivo ad Internet.

L’Industrial Internet of Things è quindi una verticalizzazione del concetto di IoT, focalizzata sull’ecosistema industriale e abilitata da tecnologie come cyber-security, cloud e edge computing, analisi di big-data, intelligenza artificiale e machine learning.

MERCATO DELL’ IIOT

Secondo un report elaborato da IndustryARC, il mercato dell’Industrial IoT raggiungerà i 124 miliardi di dollari  entro il 2021 e dovrebbe superare i 771 miliardi di dollari entro il 2026. Il CAGR (tasso annuo di crescita composto), nel periodo di previsione 2018-2026, viene invece stimato al 24,3%.

La chiave di questa crescita risiede nel fatto che dati ottenuti in ​​tempo reale non solo consentono una migliore gestione del processo produttivo, ma anche un miglior governo di tutti gli asset aziendali, offrendo un quadro chiaro e immediato dell’andamento dell’impresa in tutti i suoi ambiti.

ARCHITETTURA DI UN SISTEMA IIOT

L’ordinaria struttura di un sistema IIoT è un’architettura modulare articolata in 4 livelli :

  1. livello del dispositivo: è la componente fisica del sistema IIoT: hardware, macchine e sensori;
  2. livello di rete: è costituito da protocolli di comunicazione, cloud computing e reti wifi che raccolgono i dati e li trasferiscono al livello successivo;
  3. livello di servizio:  si compone di applicazioni e software funzionali all’analisi e alla trasformazione dei dati in informazioni che possono essere visualizzate sulla dashboard del driver;
  4. livello di contenuto: è l’ultimo strato dello stack ed è formato dai dispositivi di interfaccia utente;

VANTAGGI DELL’ IOT INDUSTRIALE

L’ampia disponibilità di dati rilevati rende possibile monitorare e manutenere (anche in maniera predittiva) infrastrutture strategiche, utilizzando l’IA e il machine learning per generare stime e previsioni sui possibili rischi e suggerendo misure da adottare prima che si verifichino guasti.

Ad esempio nel settore delle infrastrutture, i sensori IoT e gli algoritmi predittivi potrebbero consentire un continuo monitoraggio:

  • di tunnel: per valutarne le deformazioni e la convergenza;
  • di ponti: per controllarne le inclinazioni e le misure di deflessione; 
  • di costruzioni: per misurare le deformazioni statiche sugli edifici e verificarne l’integrità strutturale;
  • del sistema fognario: per valutare la velocità e il flusso delle onde;

Il risultato di progetti basati sull’Industrial IoT si concretizza nella riduzione dei costi energetici e di manutenzione, oltre che nel miglioramento generale della produttività aziendale e della qualità del lavoro. 

CRITICITÀ DELL’IIOT

  • Cyber security: le misure di sicurezza informatica esistenti per i dispositivi IoT sono di gran lunga inferiori, e i rischi talvolta sottovalutati, rispetto alle misure esistenti per computer e device più tradizionali. Il rischio di connettere alla rete un dispositivo è quindi quello di renderlo un potenziale bersaglio di un attacco informatico.
  • Mancanza di standardizzazione nei protocolli di comunicazione:  i protocolli di comunicazione industriale sono la conditio sine qua non per l’interconnessione e lo scambio dati tra un macchinario e un software. Nella maggior parte delle aziende l’hardware è estremamente variegato per età, produttore e tecnologia impiegata. Tale eterogeneità richiede spesso l’utilizzo di protocolli di comunicazione diversi rendendo quindi l’operazione di interconnessione complessa e costosa.

Queste criticità non devono però scoraggiare gli investimenti in progetti IIoT. I benefici apportati nel lungo termine sono estremamente superiori agli sforzi, in termini di risorse umane ed economiche, occorrenti nel breve termine.

IIOT IN GREENVULCANO

Ben prima che l’IoT diventasse un trend di ricerca, GreenVulcano già sviluppava una sua soluzione da proporre ai clienti.

Leader sul mercato dell’integrazione grazie ad un’esperienza di oltre 10 anni, ha recentemente messo sul mercato la propria piattaforma IoT: Sibyl. Si tratta di un servizio cloud (ma utilizzabile anche on premise), plug and play, dedicato alla gestione, al controllo da remoto e alla manutenzione predittiva di sistemi infrastrutturali complessi.

Scopri quale potrebbe essere la soluzione giusta per le esigenze della tua azienda e non esitare a scriverci per approfondimenti.

Per saperne di più sulla soluzione IoT di GreenVulcano visita il sito ufficiale e non perdere l’uscita del prossimo articolo.

Nel primo post relativo alla piattaforma IoT abbiamo parlato di alcuni aspetti introduttivi:

  • L’importanza dell’uso di una piattaforma IoT per la previsione dei disastri, mostrando un vero progetto per monitorare la struttura di ponti e gallerie (partner NTSG)
  • Il significato di data storm o tempesta di dati IoT, cioè la quantità dati che le piattaforme IoT in genere devono trattare
  • L’importanza di scegliere una piattaforma IoT appropriata e un fornitore di servizi esperto prima di iniziare un progetto IoT.

In questo e nei prossimi articoli, descriveremo molti aspetti del mondo IoT e come la piattaforma GV IoT li indirizza, utilizzando come scenario reale per la discussione un progetto per monitorare le deformazioni strutturali di un tunnel autostradale soggetto a smottamenti. Questo scenario verrà utilizzato come sfondo per la narrazione per tutti i post successivi relativi a questo argomento.

Per semplificare l’esposizione della piattaforma GV IoT, in termini di ciò che è e in che modo affronta alcuni dei principali problemi dell’IoT (quantità di dati da elaborare, sicurezza, scalabilità, archiviazione e analisi), descriveremo il viaggio di una singola misurazione che parte dal sensore (oggetto=thing) ed arriva fino agli umani. 

 

In seguito descriveremo il viaggio di ritorno di un comando dagli umani agli “oggetto”.

Cominciamo ora a descrivere lo scenario di monitoraggio e subito dopo inizieremo la descrizione dall’“oggetto”, il vero protagonista di questa storia.

Lo scenario

Il nostro scenario di riferimento sarà il monitoraggio della deformazione strutturale di un tunnel.

La tematica consiste nel monitorare la salute di un tunnel, in termini di deformazioni strutturali che potrebbero danneggiare il tunnel stesso e mettere in pericolo le persone.

 

Tra le cause naturali che influenzano la struttura di un tunnel ci sono:

  • Frane
  • Terremoti
  • Vento
  • Infiltrazioni
  • Temperatura
  • Ecc..

Problemi possono nascere anche da cause umane che influenzano la struttura di un tunnel, come ad esempio:

  • Traffico
  • Veicoli pesanti
  • Incidenti
  • Ecc..

Ma come si prepara effettivamente un tunnel per monitorare le deformazioni.

Nel nostro caso abbiamo utilizzato un BraggMETER industriale FS22 (figura 1 – https://www.hbm.com/en) ed è stato cablato l’intero tunnel con il cavo in fibra (figura 2) e sensori di deformazione e temperatura (figura 3).

Prendiamo come referenza, l’attività svolta con il nostro partner NTSG per il monitoraggio della Val di Sambro: “Sono state installate 3 linee di sensori lungo tutto il tunnel, mentre i sensori termici sono stati installati a distanze precedentemente studiate per consentire il monitoraggio della deformazione dell’intera struttura. I sensori termici sono stati inseriti per compensare gli effetti, sulle letture, delle variazioni termiche (cicli giorno/notte e stagionali) e ottenere informazioni della sola deformazione meccanica. Con questi sensori, è possibile controllare i movimenti longitudinali del tunnel e verificare se il tunnel mantiene la forma iniziale come progettato.”

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Cablaggio: 30 km di fibra ottica
  • Dimensione pacchetto: 6 byte (sensore singolo) – 30 byte di intestazione per tutti
  • PLE: 4 (piattaforma di lavoro, sollevamento)
  • Orario di lavoro: 24 / 24h, 365 giorni all’anno

 

così da avere:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 byte * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
  • ~ 46 Kb al secondo
  • 161,7 MB all’ora
  • 3,78 GB al giorno
  • 10 messaggi (~ 4,6 kb per messaggio) al secondo da inviare su Internet


Molte informazioni sulla tecnologia IoT utilizzata possono essere trovate qui: https://www.hbm.com/en.

 

(1) FS22: Industrial BraggMETER

(2) Fibre cable: can be very long

(3) Strain sensor

(4) BraggMONITOR application

(5) BraggMONITOR application

(6) Other sensors

 

L’immagine 4 dell’applicazione BraggMONITOR (applicazione per finestre che si collega via LAN all’Industrial BraggMETER) mostra tutti i sensori di deformazione che partono dall’Industrial BraggMETER, che in questo caso ha quattro porte per i cavi in fibra.

 

(7) The tunnel from one of the working platform (PLE)

(8) The FS22 + switches

(9) The fibre cable

(10) Wiring elements

(11) Switch + wiring elements

(12) Wiring elements

Il viaggio dalle “cose” agli “umani”: dati rilevati e analisi. Punto di partenza: le cose (passaggio 1)

Come anticipato la nostra storia inizia con un sensore di deformazione SS01 che misura una lunghezza d’onda di 1572,52 nm (nanometro = un miliardesimo di metro). In realtà non è solo quel sensore che misura la lunghezza d’onda in ogni istante, ma tutti i 780 sensori a una frequenza comune di 10 Hz.

 

 

At 2018-Set-10 10:10:20.1 (.1 = 1/10 of a sec)

Wavelength = 1572.52 nm

 

Ecco alcune domande iniziali a cui abbiamo dovuto rispondere per poter utilizzare la sensoristica in fibra ottica offerta dal BraggMETER:

  • Come possiamo leggere queste importazioni da BraggMETER?
  • Come sono codificate le informazioni? Binario, ASCII?
  • Possiamo leggere un singolo valore alla volta o possiamo leggere in modalità continua (a 10 Hz)?
  • Ho bisogno di un protocollo di comunicazione speciale per usare il BraggMETER?
  • ecc..

Fortunatamente il BraggMETER ha una porta ethernet e un manuale utente che vi invitiamo a leggere per capire le reali problematiche di interfacciamento agli “oggetti”:

 

In breve, ecco le risposte:

Se si apre un socket con la porta di comando e si invia un comando specifico, il BraggMETER può inviare informazioni in modalità continua su un’altra porta. Si può anche decidere se si vogliono le informazioni in modalità binaria o ascii.

L’FS22 parla infatti la lingua “skippy”:

      • telnet <FS22 ip> <command port>
      • Command                                  Responses
      • :SYST:TIME? →                       :ACK:15:33:56
      • :STAT? →                                   :ACK:2
      • :SYST:NTPS? →                       :ACK:1:0.489:0.345
      • :ACQU:CONF:RATE:500 → :ACK

Ogni pacchetto (binario in questo esempio) che si riceve ha un’intestazione di 30 byte e 6 byte per ciascun sensore. In totale (780 sensori * 6 byte) + 30 byte = 4710 byte

Uscita del BraggMETER (ogni 1/10 di secondo = 10 Hz):

  • “<header><ch0:s1>,1572.52,…,<ch0:sn>,…,<ch3:s1>,<ch3:s2>,…,<ch3:sn>”

 

Queste sono tutte le informazioni che vi servono per poter integrare le informazioni dei sensori. Si conclude qui la prima parte del nostro viaggio.

Conclusioni

Nei seguenti Blog posts vedremo come si programma lo strato di Edge computing e come il dato del sensore (la nostra misura) può lasciare il sensore e viaggiare in tutte le sue fasi fino ad arrivare alla visualizzazione da parte dall’essere umano.

Se volete approfondire alcuni argomenti non esitare a lasciarci un commento qui sotto,  anche solo per farci sapere la vostra opinione.

“Un sistema di controllo … avrebbe permesso di capire subito le condizioni di strutture soggette a possibili catastrofi, ed oggi avrebbe permesso di prevenire molti dei disastri avvenuti negli ultimi tempi”.

Queste sono le parole dell’ing. Paolo Persi del Marmo CEO di NTSG, società partner di GreenVulcano.

La soluzione di cui parla, basata su OF (acronimo di fibre ottiche), nasce proprio dall’esigenza di verificare lo stato di salute di una struttura durante la sua vita, un sistema brevettato da NTSG per monitorare le deformazioni 3D e 2D di un elemento di forma generica, utilizzando le fibre ottiche come mezzo di misura, sistema che trova la sua maggiore applicazione nel controllo di grandi opere (ponti, gallerie, strade, ferrovie, dighe) ed edifici: aspetto di stretta attualità visti i tragici eventi che hanno colpito l’Italia.

I dati una volta acquisiti passano alla piattaforma IoT di GreenVulcano, dove vengono analizzati per redigere report e statistiche, e ad un’intelligenza artificiale che li utilizza per fare manutenzione predittiva e prevenire possibili danni strutturali futuri.

 

Molto probabilmente avrai già sentito parlare del termine Internet of Things.

 

Anche se su internet ci sono ottime descrizioni se hai qualche curiosità sull’argomento ti suggeriamo di iniziare a leggere alcuni dei post del nostro blog per poi approfondire gli argomenti che ti interessano di più:

 

Ma cos’è una piattaforma IoT e quali sono le sue caratteristiche? In questa serie di articoli cercheremo di dare una risposta più completa possibile spiegandone la crescente necessità per ogni azienda che abbia intenzione di far partire progetti IoT e come la società GreenVulcano Technologies, con il suo solido background tecnico, può aiutare le aziende ad affrontare i molti aspetti impegnativi della rivoluzione IoT.

2 – Una “tempesta di dati IoT” sta arrivando. Preparati

Dopo l’Hype iniziale dell’IoT e la fase della disillusione, siamo arrivati all’inizio della fase dell’adozione diffusa della tecnologia e della produttività. I clienti riconoscono l’IoT come un elemento fondamentale per la trasformazione digitale e sono pronti ad intraprendere i giusti passi per farne parte.

Sensori e attuatori di tutti i tipi, vengono aggiunti a Internet ad una velocità inimmaginabile e il mercato IoT continuerà a essere uno dei migliori mercati in crescita esponenziale dei prossimi anni.

I clienti faranno sempre più attenzione alla stima e i risultati di ogni investimento in questo campo.

La quantità di dati che gli “oggetti” generano e scaricano su Internet ogni giorno non è mai stata affrontata prima e avrà bisogno di nuove tecnologie e nuovi paradigmi per poter essere in grado di raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il flusso di dati IoT.

Ma di quanti dati stiamo parlando quando diciamo “tempesta di dati”?

Solo per fare un esempio su uno scenario di monitoraggio reale, vi mostriamo quello di una galleria, per il controllo della convergenza e delle deformazioni longitudinali, quando questa è situata su di un terreno soggetto a smottamenti.

Di seguito alcune foto che mostrano una delle attività fondamentali dell’IoT, cioè quella abilitare gli oggetti a “parlare” per comunicare informazioni. In questo si tratta delle pareti della galleria per tutta la loro lunghezza:

Monitoraggio di una galleria:

  • Numero di sensori: 780
  • Frequenza di campionamento: 10 Hz
  • Wiring: 30 km di fibra ottica (galleria Val di Sambro)
  • Dimensione del pacchetto: 6 bytes (ogni sensor) + 30 bytes di header
  • Orario di esercizio: 24/24 ore, 365 giorni/anno

ne consegue:

  • 780 sensori * 10 Hz * 10 bytes * 60 secondi * 60 minuti * 24 ore
    • ~46 Kb per secondo
    • 161,7 MB per ora
    • 3,78 GB per giorno
    • 10 messaggi (~4,6 kb each message) per secondo

 

Questo è uno scenario semplice, ma ci sono situazioni di monitoraggio che necessitano di frequenze di campionamento a 1000 Hz, che potrebbero richiedere quindi il trasferimento di 1000 misurazioni al secondo su internet.

Per un’idea generale, consideriamo questa tabella, che mostra le gamme di dati relativi a un gruppo di sensori di un ipotetico progetto IoT:

 

Quantità di dati di un ipotetico progetto IoT Numero di byte da trasferire su Internet
Piccolo < 100 MB al giorno
Medio < 1-10 GB al giorno
Alto < 50-500 GB al giorno
Enorme > 500 GB > 1 TB > 100 TB > …?

 

Questa tabella è oggi abbastanza realistica quando classifica il traffico come piccolo, medio, alto ed enorme, e dato che nel prossimo futuro i numeri sono destinati ad aumentare esponenzialmente, l’effetto che si avrà è che la longevità della soluzioni IoT sarà sempre più breve, quindi (di nuovo) è importante adottare soluzioni aperte, modulari e scalabili e, soprattutto, un corretto approccio metodologico che sappia tenere conto di tale crescita se si vuole riuscire a sfruttare questa rivoluzione al meglio.

Qui a GreenVulcano ne siamo ben consapevoli essendo già dovuti troppe volte intervenire su soluzioni e configurazioni che non erano adeguate e che hanno richiedevano la progettazione del sistema ripartendo da zero. Queste situazioni portano come conseguenza diretta l’affrontare un ulteriore spesa, con il principale danno di tenere inoperativa, o operativa solo in una parte, la struttura su cui già si era speso.

3 – Conclusione

Le soluzioni dell’IoT saranno sempre più utilizzate questo perchè trasmettono conoscenze importanti per aiutare la trasformazione digitale e si stanno rivelando un elemento basilare in ogni settore e divisione del mercato. Il cloud, l’analisi e l’IoT miglioreranno straordinariamente le aziende operative comandate dalla tecnologia e conferiranno maggiore produttività, sicurezza, intelligenza e redditività all’impresa. Purtroppo la maggior parte delle associazioni IT non ha quasi nessuna conoscenza o formazione su strutture operative come i sistemi di supervisione controllo e acquisizione dati (SCADA).

Quindi se sei seriamente intenzionato a iniziare un progetto IoT per la tua organizzazione, la scelta di una piattaforma IoT adeguata e la scelta di un fornitore di servizi con esperienza sono estremamente importanti e delicate.

Questo è solo il primo passo perché poi bisogna passare ad un’analisi di nuove caratteristiche che saranno basilari nei prossimi anni quali :

  • intelligenza artificiale
  • edge computing..
  • ecc..

Cose che scopriremo e approfondiremo meglio nel prossimo articolo.

 

Facciamoci una domanda. Come si risolve di solito un problema aziendale utilizzando l’IoT? La risposta è semplice:

  • si distribuiscono i sensori IoT in tutto l’edificio, tra la forza lavoro e i campi;
  • si installano gateway e lettori in tutto lo spazio per raccogliere dati dai sensori e inviarli al cloud;
  • infine si utilizza l’apprendimento automatico o un’intelligenza artificiale per ottenere le risposte che risolvono il problema aziendale.

Ora, formuliamo la domanda in modo diverso. Se i problemi sono facili da identificare e risolvere, perché l’IoT non è quasi mai la soluzione completa a questi problemi? La realtà della risposta è: qualsiasi problema di business che può essere risolto dall’ IoT appare facile sulla carta ma difficile da implementare.

 

Questo, perchè, fare in modo che l’IoT funzioni per le masse è più una sfida sui dati che un problema di connettività del dispositivo. Per prima cosa dobbiamo estrarre i dati dai dispositivi e in seguito capire il loro significato. Finora, il mercato si è concentrato su come avere gadget intelligenti online, ma abbiamo visto poche innovazioni per aiutarci ad utilizzare tutti i dati raccolti. Di conseguenza, molte soluzioni IoT soffrono del problema dell’ultimo miglio.

 

Riguardo questo argomento Marco D’Ambrosio, Responsabile R&D della GreenVulcano Tecnology s.r.l. ha le idee molto chiare:

“ Prima del diffondersi della cultura dell’informatizzazione ciò che oggi viene realizzato con un semplice programma software, veniva realizzato con schede elettroniche fisiche che talvolta gestivano meccaniche. Basti pensare alle aziende di produzione industriale che ancora oggi ne fanno largo utilizzo. Oggi tutti parlano di IoT ma pochi hanno percorso l’ultimo miglio colmando il GAP tra la parte immateriale “software” e la parte materiale “Device”. Anche se il passo sembra breve, in realtà rappresenta l’unione di due mondi, quello dell’elettronica e della meccanica da un lato e quello dell’informatica dall’altro. “

 

In altre parole, queste soluzioni stanno raccogliendo dati, ma non riescono ad aiutare le persone a comprenderli.

 

Abbiamo allora chiesto a Marco cosa può facilitare l’adozione di questo processo.

“La road map di questo procedimento è dettata fortemente dai fondi e dagli strumenti messi in campo dagli enti preposti, infatti possiamo notare che tutto il mondo sta spingendo verso l’industria 4.0, che non è nient’altro che unire questi due mondi che hanno trainato lo sviluppo di tutte le maggiori economie mondiali degli ultimi 60 anni.

Va sottolineato che il device è un fattore abilitante e non lo scopo ultimo dell’innovazione, che invece si spinge verso la profonda comprensione di quelle correlazioni che rendono profittevole una procedura.”

È quando i dati dell’IoT iniziano a guidare le decisioni che la percezione degli oggetti intelligenti passa dall’essere solo fantastici gadget che portano segnali, ad essere agenti di empowerment che trasformano le organizzazioni.

È così che chiudiamo il gap dell’ultimo miglio.

 

E questo è solo l’inizio. Quando i dispositivi avranno avuto una diffusione più ampia, le cose diventeranno sempre più interessanti, tutto a patto che riusciamo a  decodificare ciò che i dispositivi hanno da dire.

 

Ma qual è la caratteristica fondamentale di questa nuova prospettiva?

“Questo nuovo approccio genererà conoscenza condivisa.

Mentre prima una visione del genere era appannaggio degli esperti, che riuscivano a vedere le sacche di inefficienza annidate nel processo, grazie ad un fattore di “data analysis naturale” dettato dall’esperienza, l’IoT e la deep analysis renderanno più democratico ed accessibile raggiungere l’eccellenza.

Chi vincerà questa grande sfida sono le aziende che riusciranno a realizzare piattaforme iot aperte, per la realizzazione di applicazioni volte a risolvere problemi veri, preoccupandosi della sicurezza e della filiera del dato.”

 

Saremo, quindi, in grado di prendere decisioni più intelligenti sul nostro benessere personale, le nostre prestazioni professionali e il mondo che condividiamo.

 

Con sensori sempre più a basso costo, connettività ovunque e la crescita sempre più rapida

del volume di dati, l’Internet delle cose rischia di rimodellare il mondo come lo conosciamo. Secondo Gartner, Inc., ci saranno quasi 26 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020. Dai dispositivi indossabili all’automazione domestica, all’ottimizzazione della produzione, le possibilità sono enormi, ma lo sono anche le sfide.

 

“A mio avviso questa è una vera e propria rivoluzione industriale che farà una selezione naturale delle aziende veramente Innovative e quelle che invece dichiarano di esserlo ma che in realtà sono conservative e faranno molta fatica ad andare avanti.”

 

Se non vuoi farti sfuggire l’opportunità che questa trasformazione digitale porta contattaci per una consulenza gratuita a questa email : marketing@greenvulcano.com

Appena possibile fisseremo un incontro dove potrai risolvere i tuoi dubbi e avrai gli strumenti necessari per affrontare questa rivoluzione.

IoT, o Internet of Things, sta rivoluzionando il mondo della tecnologia. La tecnologia è ovunque e il futuro è digitale. Il futuro è più di quanto la tecnologia possa fare ma la tecnologia ha preso piede in molti aspetti della nostra vita. Come si svilupperò l’Internet of Thing rispetto alla tecnologia che lo ha prodotto? In questo articolo scopriamo come l’Internet of Things sta impattando sulle industrie.

Industria manifatturiera

L’ IOT sta lavorando per ottimizzare due delle principali aree dell’ industria manifatturiera: il business e la produzione. Questi ambiti saranno completamente rinnovati. Alla base di questo cambiamento c’è la possibilità di implementare queste nuove tecnologie su macchinari aumentandone così l’efficienza e le prestazioni. Fa parte di questa tecnologia la possibilità di prevedere malfunzionamenti che richiedono molte risorse in termini di costo e tempo se non affrontati adeguatamente e con le giuste tempistiche.

I sensori usati nelle tecnologie IoT possono prevedere e segnalare anomalie riguardanti, tra le tante cose quelle relative alla sicurezza. Per scoprire di più su cosa l’ IoT può fare in ambito manifatturiero clicca qui.

L’industria manifatturiera sarà completamente trasformata. Come afferma il Tech Company Sensohive, “L’ IIoT consente ai produttori di avere nuovi “occhi e orecchie” sulla loro produzione.” Le nuove tecnologie saranno in grado di preservare e monitorare l’efficienza dei macchinari e gli uffici esecutivi avranno avranno a disposizione molti più dati. Questi dati saranno fondamentali per l’ottimizzazione dell’efficienza e dei costi di produzione. Queste tecnologie saranno in grado di connettere il reparto produzione con gli uffici esecutivi, e consentiranno a questi ultimi di prendere decisioni e avere una visione completa del lavoro dell’azienda.

Retail

Non è facile vendere ad un completo sconosciuto. Con le tecnologie IOT nessun cliente è completamente estraneo.

Le tecnologie IOT sono un eccellente modo per accumulare dati di ogni tipo. Cosa può fare l’ IOT per il retail? Tantissimo, attualmente. Ricevere dati relativi ad un cliente è estremamente utile per capire come poter vendere a quel determinato cliente. Come rivela il sito I-Scoop, “l’89% degli early-movers nel retail hanno aumentato le statistiche relative a preferenze e comportamenti dei clienti grazie all’ Internet of Things.”

I sistemi IOT sono usati in ambito retail per collezionare dati dei clienti a partire dalla loro zona, dall’età, dall’area del negozio dove spendono più tempo e per quanto tempo ci rimangono in rapporto a quanto comprano. Implementare tecnologie IOT nel commercio non vuol dire solo capire meglio i propri clienti ma anche offrire esperienze d’acquisto personalizzate. Prodotti e servizi possono essere suggeriti ai clienti a partire dai dati acquisiti.

Usare tecnologie IOT in ambito retail significa anche consentire alle aziende di usare sensori per rilevare quando l’inventario in un magazzino necessita di rifornimenti o sapere quali articoli sono disponibili. Questa tecnologia può essere utilizzata anche per tracciare spedizioni in maniera più efficiente e notificare al cliente lo stato della spedizione.

Anche per i clienti diventa più semplice, monitorare un articolo tramite smartphone e ricevere istantaneamente informazioni sui prodotti, i prezzi e le recensioni. Un cliente che ha più informazioni su di un prodotto è più portato ad acquistarlo.

Health Care

L’utilizzo dell’ IOT nell’ industria dell’ Health Care rappresenta un’interessante opportunità non solo per risparmiare sui costi ma anche per la possibilità di salvare delle vite.

L’integrazione dell’ Internet of Things nell’ Health Care non è ancora molto diffusa, ma le opportunità di integrazione sono tante. Come dichiara Bernard Marr di Forbes, “il mercato dell’ IOT in ambito Health Care raggiungerà i $136.8  miliardi complessivi nel 2021.”

Le implicazioni dell’ IOT riguardano sia il paziente che l’ambito sanitario. Il principale obiettivo dell’ IOT in questo senso è di sviluppare tecnologie wearable che possano comunicare tra loro monitorando le funzioni vitali di una persona come la frequenza cardiaca, il livello di glucosio nel sangue ed altro. IOT Agenda suggerisce che questi sensori sono in grado di “raccogliere dati che prima non erano accessibili”.

L’ IOT consente ai diversi dispositivi di comunicare e interpretare, in base ai dati che stanno raccogliendo, se c’è un problema e di comunicarlo tempestiva al paziente. Questi dispositivi offrono ai pazienti l’opportunità di monitorare la propria salute comodamente da casa propria.

L’ Internet of Things si può applicare anche al settore delle assicurazioni mediche. Consentendo al paziente di monitorare la propria salute a tutte le ore, le compagnie assicurative potranno avere dati accurati e veritieri. In più questi dati consentono ai dottori di essere proattivi e diagnosticare e curare malattie semplici prima che arrivino ad un livello di gravità maggiore.

Clicca qui per sapere di più sui sistemi IOT che possono essere utilizzati nel settore health care.

Trasporti

L’ Internet of Things ha le potenzialità per cambiare radicalmente l’industria dei trasporti e le altre industrie che le sono collegate.

Il sito Supply Chain 247 afferma che “che siano tramite aria, terra o mare i trasporti e la logistica sono componenti essenziali della produttività di tante aziende, l’accesso in tempo reale ai dati in questo ambito resta un aspetto critico.” Con i software IOT, le automobili possono essere dotate di sensori che monitorano e programmano la manutenzione, ottimizzano la benzina e possono persino addestrare i loro conducenti. I sensori possono inoltre monitorare l’afflusso di traffico, prevedere ostacoli che potrebbero rallentare i processi di consegna, consentendo alle aziende di avvisare i propri clienti o addirittura decidere in anticipo se utilizzare mezzi di consegna alternativi. Questo approccio potrebbe far risparmiare costi importanti alle aziende e potenziare le relazioni con i clienti. In aggiunta questi software potrebbero direttamente guidare i mezzi di trasporto permettendo alle aziende di risparmiare ulteriormente sui costi.

Per sapere di più su come questo business può beneficiare delle tecnologie IOT clicca qui e qui.

Energie

Anche nell’industria dell’energia elettrica l’ IOT può avere un forte impatto, aiutando sia il benessere della terra che il risparmio per le aziende.

Implementare software IOT nelle strategie industriali ha effetti positivi in tutti i tipi di business, che siano focalizzati sull’energia o no. Come dicevamo una delle principali caratteristiche delle tecnologie IOT è la capacità di collezionare e utilizzare i dati attraverso i sensori. Questi sensori giocano un ruolo fondamentale per le aziende dell’energia.  Collocando i sensori sulle macchine è possibile monitorarne il funzionamento in maniera tale che esso rispetti anche i parametri ambientali e permetta di risparmiare sui costi.

I sensori IOT posizionati su termostati intelligenti possono essere utilizzati per spegnere automaticamente i dispositivi ad alta potenza durante i loro picchi di utilizzo.

Come sottolinea IOT Innovation, “Solo negli Stati Uniti, il 30% dell’energia utilizzata in un edificio commerciale medio è sprecato.” I dati collezionati dai sensori possono aiutare a risolvere eventuali problemi e identificare le aree con più efficienza. Tenere sotto controllo attrezzature e forniture in questo modo aiuta ad evitare interruzioni, utilizzare la loro potenza ed identificare i rischi per la sicurezza, risparmiando energia e denaro per tutte le aziende. Clicca qui per saperne su energia e IOT.

 

 

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L’Industrial IoT rappresenta un cambiamento così radicale per le industrie produttive da essere considerato dagli analisti come la quarta rivoluzione industriale.

Le modifiche alla struttura produttiva e i benefici derivanti per il business dall’IIoT sono infatti equiparati alle innovazioni apportate dall’introduzione dei primi strumenti meccanici (fine ‘700), dall’invenzione delle prime linee di produzione (inizio ‘900) e dalle prime automazioni industriali all’inizio degli anni ’70.

Cos’è l’IIoT?

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Il MIT Sloan CIO Symposium è la più importante conferenza al mondo per CIO e Digital business Executives, un appuntamento imperdibile e dall’alto valore strategico, che ogni anno si ripropone a Boston da ben 14 anni. Per una giornata gli Executives hanno modo di scoprire le migliori innovazioni nel settore IT e possono confrontarsi con altri esperti nel settore per migliorare il proprio know-how ed esser pronti a superare le sfide del domani. Combinando lo spirito accademico del prestigioso MIT con l’esperienza maturata sul campo dai più riconosciuti esperti del settore, il Symposium offre un’opportunità davvero unica. Anche quest’anno l’evento ha visto una rigorosa selezione a cui hanno  partecipato centinaia di start-up da tutto il mondo: GreenVulcano può vantare il riconoscimento del MIT per l’alta innovatività dei servizi IOT offerti ai propri clienti e di essere l’unica azienda a rappresentare l’Italia. Continua a leggere