Abbiamo visto il mese scorso come potevamo trarre un riepilogo del 2020 appena concluso.

Negli scorsi giorni Alfredo Adamo, membro storico della grande famiglia GreenVulcano Technologies, e CEO di AlanAdvatage ci ha mandato un suo pensiero benaugurante.

“Molti di voi mi avranno sentito dire spesso: “Siamo fortissimi! Solo la salute ci può fermare… e non lo sta facendo”. Credo che in fondo tocchi un po’ tutti i temi che abbiamo affrontato come azienda e come grande famiglia nel 2020.

Ho più volte definito quella frase come il “mio motto” e, per fortuna e per bravura di tutte le persone che lavorano con noi, in questi ultimi anni ho potuto ripeterlo spesso: mese dopo mese quello che chiamiamo il nostro network di aziende è cresciuto in dimensioni, numero di persone, fatturati, in definitiva di valore complessivo. Oggi il nostro network fattura oltre 30 milioni di Euro, e la nostra reputazione è in continua crescita.

Mai come nello scorso anno però la nostra salute è stata messa a dura prova da questo subdolo virus! Purtroppo ha colpito alcuni di noi direttamente ed altri indirettamente, perché hanno perso cari, familiari, amici. É a tutti quanti i nostri cari che ci hanno lasciato durante questo anno terribile, a causa del virus o per altri motivi, che dedichiamo i nostri affettuosi pensieri.

Ma quello che abbiamo continuato a seminare e raccogliere nel 2020 siamo sicuri che sboccerà nel 2021. Abbiamo tutte le possibilità di fare sempre meglio, grazie al grande lavoro che tutti noi stiamo svolgendo. Sono sicuro che il famoso verde di GreenVulcano Technologies sia anche un segnale di speranza per l’anno nuovo da poco iniziato.

Vorrei ricordare ancora una volta la storia del professor Randy Pausch, scomparso nel 2008. Nel settembre del 2006 Randy Pausch è un brillante professore di informatica della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha una moglie, tre bambini ed ama appassionatamente il suo lavoro, i suoi colleghi, i suoi studenti. Improvvisamente i medici gli diagnosticano un cancro al pancreas in stadio ormai avanzato. Un anno dopo, il 18 settembre del 2007, Pausch tiene la sua ultima lezione pubblica, la “Last Lecture”, davanti a un pubblico di quattrocento persone, lasciando ad amici e colleghi il suo ultimo messaggio: “Realizzate i vostri sogni d’infanzia”.

Randy Pausch Last Lecture: “Achieving Your Childhood Dreams” – Carnagie Mellon University – Sept. 18, 2007

Entriamo quindi in questo nuovo anno 2021, pieno di obiettivi ambiziosi e di nuovi progetti, cercando di essere vicini, solidali, compatti. Cercate un aiuto nel collega e lo troverete, ricordate che siamo tutti a distanza di una video-call, sono solo pochi secondi uno dall’altro… non perdiamoci d’animo.”

“É emozionante realizzare i sogni della propria infanzia, ma invecchiando, è possibile scoprire che aiutare i sogni altrui è ancora più bello.” Randy Pausch.

Con questo augurio di Alfredo Adamo vogliamo dunque cominciare il 2021: partendo da una realtà molto complessa degli ultimi mesi ma senza dimenticare le qualità che il gruppo ha saputo dimostrare in questo periodo, con una capacità di adattamento eccezionale.

Le novità per il 2021 aziendale non mancheranno, e la prima del 2021 è molto importante: l’arrivo di Gaetano Rossi come nuovo Vice President – General Director. L’ingresso di Gaetano nel team GreenVulcano Technologies rappresenta la naturale prosecuzione della traiettoria volta alla crescita e al potenziamento del gruppo e di tutto il network per estensione.

Gaetano comincia la sua esperienza professionale in ambito Telco e Telecomunicazioni a partire dal 1991 in Telesoft per 8 anni col ruolo di Project Manager. Prosegue successivamente nel corso in diverse aziende della galassia Telecom Italia: nel periodo 2005-2013 in Shared Services ad esempio, in cui ricopre vari ruoli di management fino a concludere come Responsabile Sviluppo e Gestione OSS.

Dal 2013 al 2017 importantissima la sua esperienza in TI.IT (Telecom Italia Information Technology): fino al 2014 Responsabile ADM integration & Testing, dal 2014 al 2017 Responsabile Sistemi BSS Mass Market e poi Delivery Manager Digital BSS.

Sotto il suo coordinamento, e grazie al supporto di oltre 300 dipendenti e 500 consulenti, nel corso degli anni si è riusciti a rendere TIM un vero colosso multinazionale. Un colosso che tutt’ora è un modello di riferimento, oltre che un orgoglio Italiano nel mondo.

Il target a cui puntiamo tutti è chiaro e semplice da comprendere: aiutare il Team GVT a realizzare una crescita in termini professionali, tecnici, organizzativi, economici e soprattutto umani.

Già durante l’intervista di agosto scorso avevamo affrontato il tema della mobilità sostenibile come prospettiva di business futuro. Arrivati ora a fine 2020 è giusto riprendere il tema e tratte le analisi sull’anno in chiusura.

Considerando il mercato italiano della mobilità condivisa, il 2020 ha visto un aumento esponenziale degli iscritti ai vari servizi, come il car sharing o lo scooter sharing.

Basti pensare che su base nazionale per il primo c’è stato un aumento del 48% rispetto al 2019, mentre il secondo del 45%; anche il bike sharing che si posizione a +8% rispetto all’anno precedente.

Come numero assoluto dei mezzi condivisi circolanti, le biciclette formano ovviamente la flotta più numerosa, ma l’aumento del 554% del numero di monopattini elettrici è chiaramente indicativo della progressione del mercato in quella direzione.

Se pensiamo poi che l’industria della mobilità, anche in chiave “anti-Covid19”, è stata al centro di iniziative istituzionali e politiche importanti fin dal 2019, con incentivi all’acquisto di mezzi di trasporto più ecosostenibili e facili da manovrare nel contesto urbano, non si può che essere ottimisti per il 2021.

Insomma, tutti i dati e le nuovissime caratteristiche tecnologiche presenti nel settore della mobilità portano ad un solo plausibile risultato: il 2021 sarà un buon anno per la mobilità condivisa.

La recente pandemia ha rappresentato infatti una sfida inizialmente complessa per il settore dello sharing, specialmente per il pooling tra privati, cioè la condivisione contemporanea di un mezzo – come ad esempio un veicolo Uber o una macchina privata iscritta ad un servizio come il famoso BlaBlaCar.

Tuttavia, la pandemia e le sue conseguenze sul mercato hanno portato dei profondi cambiamenti, crediamo duraturi nel tempo. Se il settore è cresciuto con numeri così importanti nel bel mezzo della crisi sanitaria, possiamo solo immaginare di quanto ancora potrebbe crescere una volta terminata la fase emergenziale e risolti i possibili limiti burocratici e tecnici all’espansione.

In particolare, fra i vari segmenti del mercato, quello che ha un potenziale di crescita estremo è quello della micromobilità urbana.

La micromobilità si differenzia da altri servizi di condivisione mezzi poiché – come dice il nome – include mezzi più piccoli, facilmente manovrabili nello spazio urbano e che coprono distanze minori.

Solo 10 anni fa, per andare a fare una piccola spesa avremmo forse preso la macchina. Oggi possiamo affittare una bicicletta o un monopattino elettrico a pochi passi da casa e “restituire” il mezzo una volta finita la commissione, non solo contribuendo alla riduzione di traffico e inquinamento (ambientale ed acustico), ma anche al nostro stesso benessere, con attività motoria e aria più pulita.

GreenVulcano Technologies ha esattamente questa missione: fare di tutto per sviluppare tecnologie più pulite, più efficienti e più efficaci. Per questo abbiamo collaborato con aziende leader nel settore della mobilità e dell’automotive come Octo Telematics e PopMove, per ricercare soluzioni migliori ai vari problemi che affliggono la nostra vita cittadina. 

Ad oggi, il settore della mobilità non è mai stato così tanto in esplosione, specialmente in Italia, dove tutte le grandi città offrono questi tipi di soluzioni, con un tasso di conversione sempre più alto.

GreenVulcano Technologies è quindi pienamente all’interno del mondo della mobilità e delle nuove soluzioni disponibili. Dobbiamo assolutamente diminuire gli effetti negativi di una mobilità obsoleta, attraverso l’implementazione di metodi di spostamento urbano che possano occupare sempre meno spazio e inquinare sempre meno, sia in caso di emissioni nocive che di rumori incessanti.

Dati alla mano, crediamo che il 2021 sarà un anno positivo per la micromobilità. La sperimentazione istituzionale per i veicoli di micromobilità è stata prorogata fino al 27 Luglio 2022, con un mercato sempre più propenso all’adozione di questo tipo di soluzione per gli spostamenti urbani, e da più parti stiamo raccogliendo manifestazioni di interesse ad aprire nuovi progetti di micromobilità in tutto il Paese

Crediamo che la micromobilità sia un mercato in ascesa, che non abbia ancora raggiunto il suo picco, e nel quale la capacità di sperimentare nuove soluzioni, con nuovi prodotti e servizi, ci permetterà di muoverci in avanti verso una società e un’urbanizzazione più sostenibile e a misura d’uomo.

Mario Stefanutti

Mario Stefanutti he’s a CTO with more than 20 years of experience with complex IT infrastructures and systems. Experience gained on major companies like Telecom and Reply, where he’s covered roles from Solution Architect to Technical Project Leader.
At GreenVulcano he manages the R&D Lab in Rome and he’s responsible for the strategic definition of technical developments of all GreenVulcano products.

I Laboratori R&D di GreenVulcano sono una delle oasi di sperimentazione più attive del Made In Italy tech: da oltre 20 anni infatti il gruppo è sul campo nel mercato dell’innovazione tecnologica, con un forte orientamento all’integrazione e al mondo IoT.

Oggi intervistiamo Mario Stefanutti: CTO di GreenVulcano da 3 anni, è al comando anche del R&D Lab di Roma. Figura carismatica con oltre 20 anni d’esperienza, vanta successi che hanno contribuito alla crescita di grandi gruppi come Telecom Italia e Reply.

Ciao Mario, benvenuto e grazie per questa intervista.

Nonostante a fine 2019 i trend previsti da Gartner ed altri per il 2020 fossero tutti incentrati su Automazione, Tracciabilità, Intelligenza Artificiale, Profilazione Personale, Medicina Digitale, Esperienze Aumentate, l’improvvisa pandemia globale del Covid-19 ha comunque trovato alcune grandi realtà impreparate. Un’azienda d’avanguardia come GreenVulcano quanto e come ha colto l’opportunità dell’applicazione pratica di tante tecnologie e paradigmi innovativi in un contesto improvvisamente trasformato in digitale?

Ricordo distintamente che già negli anni ‘90 si parlava di smart working, e di come il mondo del lavoro sarebbe cambiato velocemente da lì a poco. Questo cambiamento allora non si verificò e negli anni successivi era diffusa la convinzione che comunque lo smart working non avrebbe funzionato su vasta scala.
La pandemia ha purtroppo imposto al mondo questa scelta obbligata, nello stesso momento e su scala globale per tutti. Ci siamo resi conto che di fatto eravamo già pronti tecnicamente da qualche anno al cambiamento: abbiamo le piattaforme di comunicazione audio/video, gli strumenti di lavoro collaborativo online, mezzi ormai maturi ed efficienti che hanno giocato un ruolo molto importante.
L’uomo farà necessariamente buon uso di questa esperienza di smart working, e lo smart working diventerà sempre più uno strumento utile e presente anche nel post emergenza.
Per GreenVulcano, con sedi a Napoli, Roma e Boston, già da qualche tempo avevamo sperimentato ed adottato diversi strumenti di collaborazione: la condizione di lockdown ha solo accelerato il processo di adozione e ha reso tutti più consapevoli riguardo l’importanza degli strumenti.

C’è stato un impatto in particolare sul branch statunitense e come sta evolvendo l’attività sotto l’era Trump?

É ancora presto per dirlo. I numeri della pandemia sono ancora alti negli Stati Uniti e nel mondo. Non dobbiamo dimenticarci che sono molti i settori impattati dal Covid19: trasporti, turismo, ristorazione, eventi, fiere, convegni, sicurezza e tantissimi altri. Come società di servizi lavoriamo anche per questi settori, in un mondo iperconnesso e con complesse dipendenze.
GreenVulcano per ora non ha avuto impatti negativi troppo evidenti, ma bisognerà attendere ancora un po’ per valutare bene le conseguenze dalla pandemia. Credo che la chiave per vivere in modo sano in questo contesto sia la capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti.
Per quel che riguarda le questioni politiche, nel momento storico attuale tutti i leader mondiali sono chiamati a scelte molto difficili, che hanno conseguenze enormi sull’economia e sul benessere delle persone.

All’interno di GreenVulcano, il “ramo nerd” dei reparti R&D è stato toccato in qualche modo dai cambiamenti dei processi interni dei clienti?

Il cambiamento è stato grande ed ha impattato quasi tutti trasversalmente, anche sui fronti dei clienti e dei fornitori. Tutti ci siamo adattati alla nuova situazione, al nuovo modo di condividere e confrontarci, e le persone hanno reagito bene al cambiamento.
Per quel che riguarda il “ramo nerd” dei reparti R&D… beh sono stati i meno colpiti: credo che qualcuno li dovrà avvertire che c’è stato un cambiamento in questi mesi!
Scherzo naturalmente, la domanda che riguardava il “ramo nerd” mi ha fatto pensare all’antica accezione di persona nerd: storicamente si indicava chi è “tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione”.
Oggi è tutto molto diverso, ma certe categorie professionali sono da sempre più propense all’uso di certi strumenti.

Riguardo le linee di servizio – Mobilità, Utility e Telecomunicazioni – pandemia e lockdown hanno comportato una maggiore operatività del reparto tecnico a seguito di nuove richieste dei clienti?

In generale c’è stata una maggiore operatività dovuta principalmente al cambiamento in sé portato la pandemia: per adattare i sistemi in uso alle nuove condizioni, o le persone al nuovo modo di lavorare e condividere informazioni.
Diversi settori sono stati impattati in diverso modo. Per il settore Mobilità, a parte il riassetto iniziale dei sistemi e il quasi fermo totale durante la fase di lockdown, bisognerà capire come evolverà la situazione. Facciamo un esempio sul car sharing o in generale la mobilità sharing. In questi ultimi anni il settore stava esplodendo con una crescita esponenziale e stava invadendo tutte le città. Come continuerà da settembre in poi? Quanto possono sopravvivere le grandi aziende e le start-up che hanno investito sulla mobilità in condizioni di lockdown prolungato o con regimi di servizio limitato? Ci saranno differenze se si parla di mezzi diversi, magari elettrici – auto, scooter, monopattini, biciclette?
Crediamo che, una volta terminata l’emergenza, la mobilità sharing tornerà ad essere importantissima, ma le società dovranno ben valutare i costi di mantenimento dei servizi dotandosi di soluzioni efficienti e flessibili. Anche i costi d’installazione e manutenzione dovranno diventare flessibili.

Attualmente GAIA, la base ESB delle integrazioni di GreenVulcano, è pubblicato in OpenSource alla versione 4.0. Ci sono novità in arrivo lato sviluppo? Quali nuove feature sono in studio per la prossima release?

Abbiamo fatto evolvere nel tempo il prodotto, sempre al fine di anticipare molti dei cambiamenti imminenti del settore IT: il cloud, i microservizi e l’Internet delle Cose – settore quest’ultimo su cui stiamo puntando molto come azienda.
Nella versione 4 abbiamo lavorato sulla miniaturizzazione del prodotto per poterlo usare nei contesti cloud su architetture a microservizi – Docker, Kubernetes – ed anche per poter deployare l’ESB GAIA nello strato Edge delle architetture IoT, in cui l’uso ottimale della CPU e della memoria è fondamentale.
Nella prossima versione l’IoT e l’AI guideranno ancora l’evoluzione del prodotto. Ma c’è ancora molto altro nella roadmap di GAIA, riguardo diversi aspetti della piattaforma: ad esempio la disponibilità del prodotto come iPaaS, con un modello di erogazione del servizio pay-per-use; un’evoluzione dei modelli di “hybrid pattern” che consentono alle nuove infrastrutture di dialogare con quelle più legacy, ancora fortemente presenti in diverse grandi realtà.

Uscendo dalla fase critica della pandemia, cosa vorrebbe portare con sé professionalmente per il futuro?

Tra tante cose, porterò con me la maturità e la capacità di adattamento al cambiamento che ho visto in tutti i miei colleghi: pur nelle difficoltà di gestire gli equilibri casa/ufficio, hanno sempre agito in modo professionale con colleghi e clienti durante tutto questo difficile periodo.

Grazie mille Mario! 

Mario Stefanutti he’s a CTO with more than 20 years of experience with complex IT infrastructures and systems. Experience gained on major companies like Telecom and Reply, where he’s covered roles from Solution Architect to Technical Project Leader.
At GreenVulcano he manages the R&D Lab in Rome and he’s responsible for the strategic definition of technical developments of all GreenVulcano products.

In GreenVulcano, forti soprattutto di un’organizzazione interna nativamente innovativa, abbiamo affrontato l’emergenza covid-19 mantenendo attivi tutti gli asset aziendali e proseguendo da remoto tutte le attività sui clienti e sui progetti: uno sforzo considerevole fatto di nuovi mindset assimilati e di tanto lavoro sulla tenuta del morale di tutti noi.

A tal proposito vi raccomandiamo fortemente la lettura dei 10 consigli del nostro Gianfranco per un home working altamente performante!

Tra le tante attività che non si sono fermate c’è il recruiting in ambito tech, fatto anche di nuove frontiere social e oggetto dell’intervista di oggi a Maurizio Fiumara, Senior Manager e responsabile delle Risorse umane per le sedi di Roma e Napoli.

Ciao Maurizio e grazie per la disponibilità! 

Che impatto ha avuto la pandemia di covid-19 su una company internazionale come GreenVulcano lato gestione del personale?

Per necessità, abbiamo dato priorità all’immediato, focalizzandoci sui bisogni dei colleghi, dei clienti e dei fornitori. E’ stata adottata la modalità smart working che ha garantito una certa continuità lavorativa, permettendo di rispettare gli accordi presi con i clienti e i fornitori. Ad un iniziale disagio è seguita una certa normalità, determinata anche da contatti e feedback continui sia con i colleghi che con i clienti che hanno permesso di affrontare con immediatezza qualsiasi problema si presentasse. In parallelo, abbiamo cercato di stabilizzare i ricavi e di dare nuova forma al nostro business per allinearci all’evoluzione della domanda e individuare nuovi percorsi di crescita .

Lo smart working ha funzionato?

Come azienda non abbiamo esitato a rispondere all’emergenza con il remote working, confidando da subito nella responsabilità e nella collaborazione dei colleghi già in altre similari occasioni dimostrate. Posso affermare che lo smart working ha funzionato; i colleghi tutti hanno continuato a lavorare con efficienza e disponibilità con il supporto costante del board non solo dal lato lavorativo. Abbiamo infatti organizzato pause caffè virtuali e incontri periodici di confronto e spesso di svago.

Continua a funzionare?

Il timore era che con l’inizio della fase 2, l’impegno calasse invece posso affermare, giunti ormai alla fase 3, che lavorare “da casa” funziona, per due principali motivi. Il primo è che lavorando a casa ci si sente più protetti, il secondo è che non si vive lo stress quotidiano del viaggio di andata e ritorno.

Pensate, come tanti altri big IT, di farlo diventare prassi in futuro?

Certamente non intendiamo tornare al modello di lavoro tradizionale e stiamo elaborando nuove modalità con maggiore flessibilità che intendiamo avviare a partire da Settembre.

Sappiamo che in GreenVulcano siete sempre alla ricerca di nuovi professionisti per i team di Roma e Napoli, quali skill imprescindibili deve avere un nuovo assunto, al netto del bagaglio tecnico richiesto dalla singola job position?

Siamo sempre alla ricerca di risorse che vogliono affrontare con noi le nuove sfide tecnologiche. Cerchiamo persone talentuose ma anche con la passione del mondo IT; neo-laureati con voglia di crescere in un ambiente dinamico e attento alla crescita professionale.

Il 2019 è stato l’anno delle assunzioni, il 2020 l’anno del covid19 ma GreenVulcano continua a scandagliare l’oceano dei DEV in cerca di nuovi campioni. Quante nuove risorse sono entrate in squadra negli ultimi 12/18 mesi e quante ancora ne arriveranno? 

Siamo in continua ricerca. Nel periodo di piena pandemia abbiamo assunto 5 nuove risorse. Negli ultimi 18 mesi sono entrati a far parte dell’organico della nostra azienda circa 25 risorse tra collaboratori e dipendenti. Prevediamo di assumere per fine anno un minimo di 10 risorse.

L’università è da sempre il canale preferenziale di GreenVulcano Technologies per la selezione delle nuove leve, nell’ottica di una cultura aziendale da sempre legata a doppio filo alla formazione di alto livello. Nell’ultimo anno però l’azienda ha testato, in aggiunta ai canali accademici sempre e comunque preferenziali, nuovi metodi per la ricerca efficace di professionisti senior in ambito DEV. Si tratta di figure ricercatissime dalle aziende italiane e trovare quella giusta è spesso un’operazione complessa e di lungo termine. Quanto i nuovi strumenti di marketing digitale come Facebook e LinkedIn hanno aiutato GreenVulcano a reperire personale qualificato?

Per GreenVulcano gli strumenti di marketing digitale hanno significato un contatto continuo e diretto con una gamma differenziata di competenze e profili tecnici, dai professionisti ai laureati in cerca di prima occupazione.

Nel 2019 avete lanciato due importanti campagne di recruiting via LinkedIn, per quali posizioni? Quante candidature avete raccolto e con quali risultati? 

Grazie alle campagne di recruiting via LinkedIn per analisti programmatori Senior e Junior nell’ambito di sviluppo Java, Angular abbiamo raccolto più di 50 candidature, ne abbiamo esaminate il 40% e il 10% si è trasformato in assunzione.

Proviamo a fare un piccolo bilancio: a conti fatti, dati 2019/20 alla mano, il social-recruiting è uno strumento che consiglieresti?    

Si, fa parte della nostra cultura e della nostra vita quotidiana interagire con gli strumenti di social network. Il Social Recruiting è un fenomeno figlio del nostro tempo, consente  di ottenere più informazioni in merito a chi si sta esaminando, lasciando individuare in molti casi anche l’aspetto attitudinale e psicologico dei candidati;  offre  la possibilità di reperire una gamma molto differenziata di profili, dai professionisti  ai neolaureati in cerca di una prima occupazione.

 Avete intenzione di lanciare una nuova campagna assunzioni 2020 via social per le sedi di Roma e Napoli?

Certamente, come detto prima prevediamo di assumere altre risorse per fine anno e lo faremo lanciando, a partire da metà settembre, nuove campagne di recruiting via social.

Grazie Maurizio!



Maurizio Fiumara è un Manager con ventennale esperienza maturata in contesti internazionali, ha sviluppato le sue capacità coordinando progetti strategici per attori come Poste Italiane, Telecom, INPS e ACEA. In GreenVulcano dal 2017, è responsabile della Funding Project BU, Consulenza aziendale Area e Recruitment Area.

Qualche settimana fa in GreenVulcano, in mezzo alle centinaia di videocall ormai diventate normale quotidianità lavorativa, ne abbiamo fatta una diversa: ci siamo riuniti per trovare il modo di dare un aiuto concreto a chi, ormai da due mesi, combatte in prima linea l’emergenza Covid19.

Abbiamo deciso di creare una raccolta fondi per la Croce Rossa di Merate, in provincia di Lecco, una delle zone d’Italia maggiormente colpite dal virus. Le donazioni sono gestite in totale sicurezza e garanzia di arrivo a destinazione tramite LA RETE DEL DONO.

Abbiamo superato da poco il 50% del nostro obiettivo di raccolta, grazie al supporto e alla generosità di tanti che hanno abbracciato la nostra causa.

Gli oltre 2500 euro raccolti sono stati destinati all’acquisto di preziosi dispositivi di protezione.

Abbiamo ancora bisogno di voi per arrivare al 100%, aiutateci ad aiutare!

A supporto dell’iniziativa abbiamo realizzato un e-book gratuito a tema MEME che raccoglie e conserva una testimonianza: mette insieme le perle di ironia che il web ci ha regalato nel momento storico forse più difficile degli ultimi 50 anni.

Cover ebook andrà tutto MEME

GreenVulcano Technologies ti ringrazia sin da ora per il contributo che vorrai dare, ogni singolo euro è importante. DONA!

Il 2019 è stato un anno importante per GreenVulcano Technologies! Abbiamo raggiunto la maggiore età e festeggiato 18 anni di successi.

Siamo cresciuti tantissimo grazie a una squadra magnifica e sempre più numerosa, costantemente a lavoro tra Roma, Napoli e Boston.

Abbiamo migliorato il core tecnologico dei nostri prodotti e li abbiamo sottoposti a un restyling significativo.

La nostra soluzione IoT per infrastrutture complesse è stata profondamente aggiornata dal punto di vista della sensoristica, della sicurezza, della piattaforma in cloud e delle sue numerose funzionalità ed è oggi sul mercato internazionale con il nome Sibyl!

Abbiamo poi lanciato GAIA: rebrand della nostra storica architettura ESB, giunta alla versione 4.0.

Insomma, è stato un 2019 intenso, pieno di cose fatte e di grandi soddisfazioni.

Quello in arrivo sarà un anno speciale per GreenVulcano, abbiamo tanto in pentola ma non vi anticipiamo nulla!

Ci teniamo però a farvi i nostri migliori auguri di buone feste!

Ci rivediamo nel 2020!

L’avvento del Cloud ha determinato una notevole revisione dei paradigmi di sviluppo dei software e delle applicazioni. Probabilmente però, nonostante la febbrile evoluzione dei servizi della “nuvola”, un utente non tecnico non sarebbe perfettamente in grado di percepire l’entità dell’impatto del cloud sul paradigma di progettazione e sviluppo di software applicativi.

Non sarebbe nemmeno sufficiente enfatizzare il fatto che grandi player di mercato stanno aderendo massivamente al paradigma cloud-native per lo sviluppo di applicazioni e modelli innovativi.

La necessità

Ad ogni modo, elementi sintomatici del cambio di mentalità operato dagli sviluppatori per la realizzazione di applicazioni native per il cloud sono tangibili in una moltitudine di situazioni che viviamo quotidianamente.

Ad esempio, per leggere questo articolo stiamo utilizzando un’interfaccia. E per arrivare fin qui, probabilmente abbiamo cliccato su una serie di link, usufruendo quindi di un’interfaccia ulteriore predisposta per navigare attraverso i vari link per arrivare alla destinazione desiderata.

Oppure immaginiamo di dover comprare un biglietto aereo e di trovarci su uno di quei siti che compara migliaia di voli immediatamente.

Come può un sito web o un’applicazione immagazzinare una tale mole di dati e capire quali siano, di volta in volta, quelli da mostrare? ​Sarebbe estremamente inefficiente sviluppare un software con un database da dover aggiornare ogni giorno con enormi quantità di dati. Alcune informazione ​devono​ essere prese da qualche altra parte nel momento in cui servono. Quindi come?

La soluzione

Che siate utenti esperti o meno, la risposta è: grazie alle API. Un’API (Application Programming Interface) è un​ insieme di definizioni e protocolli​ di comunicazione che regolano e ​realizzano l’integrazione​ tra software applicativi.

Il vantaggio principale che queste offrono è una netta semplificazione dei processi di sviluppo delle applicazioni e un consequenziale risparmio di tempo e denaro.
Ciò è dovuto all’interoperabilità delle API, che consente la ​comunicazione tra prodotti o servizidiversi prescindendo dalla conoscenza delle modalità di implementazione.

Ne deriva una significativa agevolazione dei processi di progettazione, amministrazione e utilizzo, sia in fase di realizzazione di strumenti e prodotti nativi, sia in circostanze di gestione di strumenti e prodotti già esistenti.

Adottare quindi un approccio strategico incentrato sull’API ha un valore considerevole in ottica di ​crescita ​del proprio​ business​.

API First

Nel tentativo di sfruttare a pieno i vantaggi offerti dal modello cloud-native, in GreenVulcano abbiamo ​riformulato la fase di progettazione dei nostri prodotti ​Sensoworks, Claudio e Gaia​ in funzione di un nuovo approccio allo sviluppo applicativo: l’​API first​.

Per i nostri sviluppatori è stata necessaria una sorta di metamorfosi dopo la quale il paradigma di sviluppo “API first”ha assunto una priorità assoluta.

API first​ altro non è dunque che un ​modello di progettazione​ di sistemi che, impattando la fase di progettazione, pone le ​API al centro della strategia di sviluppo​.

Adottare un approccio API first, per l’implementazione di applicazioni native cloud, consente di accelerare il processo di sviluppo; un aspetto di notevole importanza per rispondere ai costanti mutamenti di un mercato in continua evoluzione.

Maggiore è la capacità di un’azienda di adattarsi al mercato in modo agile, scalabile e veloce, migliore sarà il valore offerto agli utenti e la ​capacità competitiva​ futura.

Abbracciare un approccio API first dimostra come non sia l’app di per sé ad essere sufficiente per la customer experience, quanto piuttosto sia l’interoperabilità fra applicazioni e siti web a consentire ​di progettare e integrare risorse tecnologiche che possono essere riutilizzate per soddisfare le esigenze dei fruitori secondo un’ottica user-centered.

COS’è L’Industrial IoT?

Per comprendere cosa sia l’Industrial IoT (solitamente abbreviato con IIoT) è necessario fare un passo “indietro” e raccontare innanzitutto, e in estrema sintesi, cosa intendiamo quando parliamo di Internet of Things.

Kevin Ashton, ricercatore del MIT di Boston ha descritto l’Internet of Things come quell’insieme di tecnologie che permette di controllare, monitorare e trasferire informazioni collegando un dispositivo ad Internet.

L’Industrial Internet of Things è quindi una verticalizzazione del concetto di IoT, focalizzata sull’ecosistema industriale e abilitata da tecnologie come cyber-security, cloud e edge computing, analisi di big-data, intelligenza artificiale e machine learning.

MERCATO DELL’ IIOT

Secondo un report elaborato da IndustryARC, il mercato dell’Industrial IoT raggiungerà i 124 miliardi di dollari  entro il 2021 e dovrebbe superare i 771 miliardi di dollari entro il 2026. Il CAGR (tasso annuo di crescita composto), nel periodo di previsione 2018-2026, viene invece stimato al 24,3%.

La chiave di questa crescita risiede nel fatto che dati ottenuti in ​​tempo reale non solo consentono una migliore gestione del processo produttivo, ma anche un miglior governo di tutti gli asset aziendali, offrendo un quadro chiaro e immediato dell’andamento dell’impresa in tutti i suoi ambiti.

ARCHITETTURA DI UN SISTEMA IIOT

L’ordinaria struttura di un sistema IIoT è un’architettura modulare articolata in 4 livelli :

  1. livello del dispositivo: è la componente fisica del sistema IIoT: hardware, macchine e sensori;
  2. livello di rete: è costituito da protocolli di comunicazione, cloud computing e reti wifi che raccolgono i dati e li trasferiscono al livello successivo;
  3. livello di servizio:  si compone di applicazioni e software funzionali all’analisi e alla trasformazione dei dati in informazioni che possono essere visualizzate sulla dashboard del driver;
  4. livello di contenuto: è l’ultimo strato dello stack ed è formato dai dispositivi di interfaccia utente;

VANTAGGI DELL’ IOT INDUSTRIALE

L’ampia disponibilità di dati rilevati rende possibile monitorare e manutenere (anche in maniera predittiva) infrastrutture strategiche, utilizzando l’IA e il machine learning per generare stime e previsioni sui possibili rischi e suggerendo misure da adottare prima che si verifichino guasti.

Ad esempio nel settore delle infrastrutture, i sensori IoT e gli algoritmi predittivi potrebbero consentire un continuo monitoraggio:

  • di tunnel: per valutarne le deformazioni e la convergenza;
  • di ponti: per controllarne le inclinazioni e le misure di deflessione; 
  • di costruzioni: per misurare le deformazioni statiche sugli edifici e verificarne l’integrità strutturale;
  • del sistema fognario: per valutare la velocità e il flusso delle onde;

Il risultato di progetti basati sull’Industrial IoT si concretizza nella riduzione dei costi energetici e di manutenzione, oltre che nel miglioramento generale della produttività aziendale e della qualità del lavoro. 

CRITICITÀ DELL’IIOT

  • Cyber security: le misure di sicurezza informatica esistenti per i dispositivi IoT sono di gran lunga inferiori, e i rischi talvolta sottovalutati, rispetto alle misure esistenti per computer e device più tradizionali. Il rischio di connettere alla rete un dispositivo è quindi quello di renderlo un potenziale bersaglio di un attacco informatico.
  • Mancanza di standardizzazione nei protocolli di comunicazione:  i protocolli di comunicazione industriale sono la conditio sine qua non per l’interconnessione e lo scambio dati tra un macchinario e un software. Nella maggior parte delle aziende l’hardware è estremamente variegato per età, produttore e tecnologia impiegata. Tale eterogeneità richiede spesso l’utilizzo di protocolli di comunicazione diversi rendendo quindi l’operazione di interconnessione complessa e costosa.

Queste criticità non devono però scoraggiare gli investimenti in progetti IIoT. I benefici apportati nel lungo termine sono estremamente superiori agli sforzi, in termini di risorse umane ed economiche, occorrenti nel breve termine.

IIOT IN GREENVULCANO

Ben prima che l’IoT diventasse un trend di ricerca, GreenVulcano già sviluppava una sua soluzione da proporre ai clienti.

Leader sul mercato dell’integrazione grazie ad un’esperienza di oltre 10 anni, ha recentemente messo sul mercato la propria piattaforma IoT: Sibyl. Si tratta di un servizio cloud (ma utilizzabile anche on premise), plug and play, dedicato alla gestione, al controllo da remoto e alla manutenzione predittiva di sistemi infrastrutturali complessi.

Scopri quale potrebbe essere la soluzione giusta per le esigenze della tua azienda e non esitare a scriverci per approfondimenti.

Per saperne di più sulla soluzione IoT di GreenVulcano visita il sito ufficiale e non perdere l’uscita del prossimo articolo.

L’Internet of things sta rivoluzionando le industrie. Questo network di devices con la loro capacità di connettersi e scambiare dati sta dimostrando di essere uno strumento efficace quando viene integrato in una strategia business come anche nella vita del consumatore.

Fino ad ora, l’ IOT è stato maggiormente conosciuto per i benefici apportati all’industria manifatturiera. In particolare i vantaggi di queste tecnologie hanno reso possibile un’integrazione tra la produzione e gli uffici amministrativi di un’azienda raggiungendo un livello di efficienza che ha radicalmente cambiato il modo di produrre.

Ma ora l’ IOT sta estendendo le sue funzionalità anche ad altre industrie come, in questo caso, quella dell’ Healthcare.  Parliamo di un settore industriale molto esteso ma la tecnologia sta riuscendo a raggiungerne diversi aspetti.

Personal Healthcare

Attualmente la maggior parte degli investimenti IOT in questo ambito sono destinati al monitoraggio delle principali funzioni vitali. Sono tanti i dispositivi progettati per i consumatori: da quello per la somministrazione di insulina a ciclo chiuso integrato con un’app per il diabete, a quello che verifica la velocità con cui coagula il sangue tramite Bluetooth.  Esiste anche, ad esempio, un dispositivo che traccia gli effetti di differenti terapie per il cancro o un’applicazione per Apple watch che monitora le funzioni cognitive e rileva i segnali della depressione.

Molte sono le scoperte in questo campo. Ad esempio, alcuni ricercatori hanno sviluppato delle lenti a contatto con all’interno dei sensori che sono in grado di misurare i livelli di glucosio e correggere la presbiopia, una condizione di deterioramento del focus oculare. Questi dispositivi, insieme alla vasta gamma di sensori wearable, hanno dato la possibilità ai consumatori di potersi controllare nella comodità della propria casa. I benefici per i pazienti sono tanti. Tuttavia, stiamo diventando sempre più un mondo guidato dalle imprese e queste hanno scoperto come utilizzare l’IOT al meglio delle loro capacità.

Farmaceutica

Ogni anno, come afferma l’Internet of Things Institute, ci sono 125.000 morti negli Stati Uniti dovute all’assunzione sbagliata di medicinali da parte dei pazienti. Oltre 100.000 persone sono morte per questi errori e sono molte di più le persone che finiscono ricoverate per lo stesso motivo. I software IOT offrono una soluzione: confezioni di pillole intelligenti. Questi contenitori monitorano il dosaggio che viene assunto. Questa tecnologia rappresenta un modo per pazienti e dottori di tenere sotto controllo i trattamenti e garantire che essi vengano seguiti responsabilmente.

Il settore farmaceutico non si ferma qui e ha ormai introdotto la tecnologia nel suo ciclo di produzione proprio come nella manifattura: monitorando le macchine, controllando la sicurezza e collezionando dati in modo da garantire la massima efficienza.

Strutture sanitarie

È iniziata fase cruciale per l’IOT che ha un impatto positivo sui consumatori in termini di assistenza sanitaria alle imprese del settore. Gli effetti dell’ IOT si possono riscontrare soprattutto negli uffici di ospedali e dottori. Le tecnologie connettive hanno creato una nuova era di “ospedali smart”, luoghi pieni di attrezzature avanzate e manutenzione predittiva. Come scrive il sito i-scoop, “se c’è un posto dove i diversi parametri strutturali…temperature, umidità, regolazione dell’aria, controllo specifico dell’ambiente, sicurezza necessità di essere ottimale è l’ospedale.”

L’affidabilità è vitale per un ospedale e le tecnologie IOT sono una garanzia in questo senso. Dotare le stanze dell’ospedale con sensori integrati ai letti per i pazienti significa monitorare costantemente le funzioni vitali e segnalare quando è necessario l’intervento del personale ospedaliero. Gli ospedali avranno un giorno sensori in grado di individuare la temperatura della stanza e riportarla ai valori ottimali per ogni singolo paziente. Le sale operatorie avranno le stesse caratteristiche; potranno anche controllare gli strumenti operatorie rendendoli idonei alle condizioni degli interventi. Questa tecnologia è smart, efficiente e salva delle vite.

Assicurazione sanitaria

Di pari passo con il salvataggio delle vite va anche il risparmio economico. La combinazione tra IOT e l’assicurazione sanitaria permette proprio questo. I software IOT collezionano dati e i dati sono estremamente importanti per le compagnie assicurative. Come afferma Forbes, queste tecnologie “ridurranno le inefficienze e gli sprechi nel sistema sanitario”. Le compagnie potranno usare i dati per sorvegliare sul comportamento clinico dei pazienti e potranno fornire dei report veritieri ai pazienti stessi.

Questi dati forniti continuamente e in tempo reale faranno risparmiare alle compagnie assicurative molto denaro perché esse di si dimostreranno efficaci nella prevenzione e nel controllo precoce di trattamenti e malattie. In più, dispositivi come i contenitori di farmaci con i sensori permetteranno alle compagnie di risparmiare sulle spese dei ricoveri dovuti a terapie condotte in maniera sbagliata.

La natura autodiagnostica di questi software elimina visite mediche e spese ospedaliere non necessarie, favorendo sia il paziente che le compagnie assicurative che altrimenti avrebbero dovuto pagare il conto.

Il futuro di Healthcare e IOT

Secondo il KAA Project, la spesa per le soluzioni IOT nel settore sanitario raggiungerà $ 1 trilione entro il 2025. I-Scoop dichiara che entro il 2019, l’87% delle organizzazioni sanitarie avrà adottato le tecnologie IOT. Perché questa proiezione è così grande? I software IOT rendono l’assistenza sanitaria “personalizzata, accessibile e puntuale”. Il denaro, il tempo e le vite vengono salvate proprio grazie a questi dispositivi. In questo modo l’ IOT sta cambiando il volto della salute, un dispositivo connesso alla volta.

 

 

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IoT, o Internet of Things, sta rivoluzionando il mondo della tecnologia. La tecnologia è ovunque e il futuro è digitale. Il futuro è più di quanto la tecnologia possa fare ma la tecnologia ha preso piede in molti aspetti della nostra vita. Come si svilupperò l’Internet of Thing rispetto alla tecnologia che lo ha prodotto? In questo articolo scopriamo come l’Internet of Things sta impattando sulle industrie.

Industria manifatturiera

L’ IOT sta lavorando per ottimizzare due delle principali aree dell’ industria manifatturiera: il business e la produzione. Questi ambiti saranno completamente rinnovati. Alla base di questo cambiamento c’è la possibilità di implementare queste nuove tecnologie su macchinari aumentandone così l’efficienza e le prestazioni. Fa parte di questa tecnologia la possibilità di prevedere malfunzionamenti che richiedono molte risorse in termini di costo e tempo se non affrontati adeguatamente e con le giuste tempistiche.

I sensori usati nelle tecnologie IoT possono prevedere e segnalare anomalie riguardanti, tra le tante cose quelle relative alla sicurezza. Per scoprire di più su cosa l’ IoT può fare in ambito manifatturiero clicca qui.

L’industria manifatturiera sarà completamente trasformata. Come afferma il Tech Company Sensohive, “L’ IIoT consente ai produttori di avere nuovi “occhi e orecchie” sulla loro produzione.” Le nuove tecnologie saranno in grado di preservare e monitorare l’efficienza dei macchinari e gli uffici esecutivi avranno avranno a disposizione molti più dati. Questi dati saranno fondamentali per l’ottimizzazione dell’efficienza e dei costi di produzione. Queste tecnologie saranno in grado di connettere il reparto produzione con gli uffici esecutivi, e consentiranno a questi ultimi di prendere decisioni e avere una visione completa del lavoro dell’azienda.

Retail

Non è facile vendere ad un completo sconosciuto. Con le tecnologie IOT nessun cliente è completamente estraneo.

Le tecnologie IOT sono un eccellente modo per accumulare dati di ogni tipo. Cosa può fare l’ IOT per il retail? Tantissimo, attualmente. Ricevere dati relativi ad un cliente è estremamente utile per capire come poter vendere a quel determinato cliente. Come rivela il sito I-Scoop, “l’89% degli early-movers nel retail hanno aumentato le statistiche relative a preferenze e comportamenti dei clienti grazie all’ Internet of Things.”

I sistemi IOT sono usati in ambito retail per collezionare dati dei clienti a partire dalla loro zona, dall’età, dall’area del negozio dove spendono più tempo e per quanto tempo ci rimangono in rapporto a quanto comprano. Implementare tecnologie IOT nel commercio non vuol dire solo capire meglio i propri clienti ma anche offrire esperienze d’acquisto personalizzate. Prodotti e servizi possono essere suggeriti ai clienti a partire dai dati acquisiti.

Usare tecnologie IOT in ambito retail significa anche consentire alle aziende di usare sensori per rilevare quando l’inventario in un magazzino necessita di rifornimenti o sapere quali articoli sono disponibili. Questa tecnologia può essere utilizzata anche per tracciare spedizioni in maniera più efficiente e notificare al cliente lo stato della spedizione.

Anche per i clienti diventa più semplice, monitorare un articolo tramite smartphone e ricevere istantaneamente informazioni sui prodotti, i prezzi e le recensioni. Un cliente che ha più informazioni su di un prodotto è più portato ad acquistarlo.

Health Care

L’utilizzo dell’ IOT nell’ industria dell’ Health Care rappresenta un’interessante opportunità non solo per risparmiare sui costi ma anche per la possibilità di salvare delle vite.

L’integrazione dell’ Internet of Things nell’ Health Care non è ancora molto diffusa, ma le opportunità di integrazione sono tante. Come dichiara Bernard Marr di Forbes, “il mercato dell’ IOT in ambito Health Care raggiungerà i $136.8  miliardi complessivi nel 2021.”

Le implicazioni dell’ IOT riguardano sia il paziente che l’ambito sanitario. Il principale obiettivo dell’ IOT in questo senso è di sviluppare tecnologie wearable che possano comunicare tra loro monitorando le funzioni vitali di una persona come la frequenza cardiaca, il livello di glucosio nel sangue ed altro. IOT Agenda suggerisce che questi sensori sono in grado di “raccogliere dati che prima non erano accessibili”.

L’ IOT consente ai diversi dispositivi di comunicare e interpretare, in base ai dati che stanno raccogliendo, se c’è un problema e di comunicarlo tempestiva al paziente. Questi dispositivi offrono ai pazienti l’opportunità di monitorare la propria salute comodamente da casa propria.

L’ Internet of Things si può applicare anche al settore delle assicurazioni mediche. Consentendo al paziente di monitorare la propria salute a tutte le ore, le compagnie assicurative potranno avere dati accurati e veritieri. In più questi dati consentono ai dottori di essere proattivi e diagnosticare e curare malattie semplici prima che arrivino ad un livello di gravità maggiore.

Clicca qui per sapere di più sui sistemi IOT che possono essere utilizzati nel settore health care.

Trasporti

L’ Internet of Things ha le potenzialità per cambiare radicalmente l’industria dei trasporti e le altre industrie che le sono collegate.

Il sito Supply Chain 247 afferma che “che siano tramite aria, terra o mare i trasporti e la logistica sono componenti essenziali della produttività di tante aziende, l’accesso in tempo reale ai dati in questo ambito resta un aspetto critico.” Con i software IOT, le automobili possono essere dotate di sensori che monitorano e programmano la manutenzione, ottimizzano la benzina e possono persino addestrare i loro conducenti. I sensori possono inoltre monitorare l’afflusso di traffico, prevedere ostacoli che potrebbero rallentare i processi di consegna, consentendo alle aziende di avvisare i propri clienti o addirittura decidere in anticipo se utilizzare mezzi di consegna alternativi. Questo approccio potrebbe far risparmiare costi importanti alle aziende e potenziare le relazioni con i clienti. In aggiunta questi software potrebbero direttamente guidare i mezzi di trasporto permettendo alle aziende di risparmiare ulteriormente sui costi.

Per sapere di più su come questo business può beneficiare delle tecnologie IOT clicca qui e qui.

Energie

Anche nell’industria dell’energia elettrica l’ IOT può avere un forte impatto, aiutando sia il benessere della terra che il risparmio per le aziende.

Implementare software IOT nelle strategie industriali ha effetti positivi in tutti i tipi di business, che siano focalizzati sull’energia o no. Come dicevamo una delle principali caratteristiche delle tecnologie IOT è la capacità di collezionare e utilizzare i dati attraverso i sensori. Questi sensori giocano un ruolo fondamentale per le aziende dell’energia.  Collocando i sensori sulle macchine è possibile monitorarne il funzionamento in maniera tale che esso rispetti anche i parametri ambientali e permetta di risparmiare sui costi.

I sensori IOT posizionati su termostati intelligenti possono essere utilizzati per spegnere automaticamente i dispositivi ad alta potenza durante i loro picchi di utilizzo.

Come sottolinea IOT Innovation, “Solo negli Stati Uniti, il 30% dell’energia utilizzata in un edificio commerciale medio è sprecato.” I dati collezionati dai sensori possono aiutare a risolvere eventuali problemi e identificare le aree con più efficienza. Tenere sotto controllo attrezzature e forniture in questo modo aiuta ad evitare interruzioni, utilizzare la loro potenza ed identificare i rischi per la sicurezza, risparmiando energia e denaro per tutte le aziende. Clicca qui per saperne su energia e IOT.

 

 

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