La transizione 4.0, da un lato, e la pandemia da COVID-19, dall’altro, hanno portato multinazionali e piccole e medie imprese a ridefinire le logiche e i processi aziendali per adattarsi e trarre vantaggio dai nuovi scenari messi in atto. 

In particolare, i settori della mobilità e della telematica (per un approfondimento si rimanda all’articolo GreenVulcano Technologies e la trasformazione digitale del settore telematics), che hanno subito un drastico calo del mercato durante il 2020, stanno sperimentando una progressiva ripresa, guidata dalla crescente diffusione delle auto elettriche e di quelle connesse in rete (connected vehicles). Secondo stime ABI Research, le vendite di quest’ultime sono in aumento, con un tasso del 20%, grazie all’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale (IA), il 5G e la realtà aumentata.

Inoltre, da uno studio pubblicato da TechNavio, è emerso come lo stesso settore della mobilità, o Mobility-as-a-Service, potrebbe raggiungere i 235 miliardi di dollari entro il 2025 a livello globale, con una crescita del +29% già a partire da questo 2021. 

Connected vehicles: cosa sono, quali le tecnologie e le applicazioni

Come ha affermato Marco D’Ambrosio, Head of Business Development in GreenVulcano:

«È ormai un decennio che i veicoli connessi alle infrastrutture tecnologiche dei provider telematici beneficiano di un’ampia varietà di servizi, abilitati grazie alle connettività GPRS e 4G. Alcuni di questi servizi sono utilizzati direttamente dai driver e passeggeri, come ad esempio i servizi di informazioni sul traffico, i navigatori e tutti i sistemi di scoring per il driving behavior. Altri, come l’ottimizzazione e la gestione delle flotte o l’utilizzo, la manutenzione e l’efficienza dei veicoli, sono gestiti principalmente dai produttori di automobili e dai provider telematici.»

Una delle tendenze in atto, tra le aziende produttrici di automobili, è quella di integrare direttamente – previo consenso dell’utente – i dispositivi telematici dotati di connettività a Internet a bordo dei nuovi modelli, con l’intento di monitorare ed elaborare le informazioni dettagliate del veicolo stesso, i dati GPS e di diagnostica di bordo e le specifiche dell’OEM – Original Equipment Manufacturer. Tali informazioni vengono poi visualizzate attraverso una piattaforma online di fleet management, che ne consente l’estrapolazione di quelle ritenute rilevanti e di valore per provider o società assicurative. 

Inoltre, ha aggiunto D’Ambrosio:

«Nei prossimi cinque anni ci sarà una rivoluzione ed un salto tecnologico che cambierà l’intero paradigma della auto connessa, grazie anche al 5G che permetterà l’introduzione massiva nel mercato dei Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida (ADAS), già di fatto presenti sulle auto di nuova generazione ma non ancora nel pieno delle loro potenzialità.»

L’introduzione del 5 G, infatti, permetterà di migliorare le prestazioni, la velocità e l’affidabilità della connessione ad Internet in mobilità e di trasferire e inviare grandi quantità di dati in una frazione di tempo molto più bassa rispetto al 4G.

Come si inserisce GreenVulcano Technologies all’interno di questo contesto?

Il ruolo di GreenVulcano Technologies

GreenVulcano è da sempre attenta alle evoluzioni che interessano il settore della mobilità. Grazie alla sua ventennale expertise e alla collaborazione con aziende leader nel settore, ha l’obiettivo di sviluppare le tecnologie più efficienti e più efficaci per quanto riguarda i servizi di:

  • Fleet Management
  • Remote diagnostics
  • Anti-theft solution
  • Crash reconstruction
  • Geofencing and Curfew
  • Pay per use
  • Insurance Telematics
  • UBI programs (driver’s behavior: pay as you drive) 
  • Car/bike/scooter-sharing
  • Micro-mobility

«Il nuovo paradigma che prevediamo nei prossimi anni sarà vehicle to vehicle (V2V) e vehicle to connected object (V2CO). Questo vuol dire che le nostre città saranno invase da sensoristica per il monitoraggio continuo e costante delle condizioni ambientali che possono impattare sulla guida delle auto. Pensate a una videocamera intelligente che individua una buca sul manto stradale o la presenza di un incidente su strada, o ancora l’attraversamento di un pedone, e in tempo reale comunica queste informazioni direttamente alle auto che procedono in quella determinata direzione. Le informazioni così raccolte attivano i Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida (ADAS) che potranno avvisare ed assistere il driver in momenti di criticità.» – ha concluso D’Ambrosio.

La partecipazione del Gruppo all’OCTO Connected FORUM

«La mobilità connessa rappresenta quindi una rivoluzione destinata ad avere un impatto profondo non solo sul nostro modo di utilizzare l’auto o i mezzi di trasporto, ma più in generale sul nostro stile di vita» – ha dichiarato infine Nicola Veratelli, OCTO Group CEO e promotore dell’OCTO Connected FORUM, evento sulla mobilità connessa che si terrà il 17 Settembre. 

L’appuntamento coinvolgerà tutti gli stakeholder chiave del settore, al fine di confrontarsi sui temi e le priorità da affrontare per la competitività e il successo della Smart Mobility in Italia. 

Anche la GreenVulcano Telematics Business Division parteciperà, in qualità di technical supplier, al FORUM, organizzato da OCTO Telematics insieme a The European House Ambrosetti. Quali gli argomenti di discussione? Tra i più importanti, si parlerà di gestione dei veicoli e delle flotte, esperienza di viaggio degli automobilisti e infrastrutture intelligenti. 

Cosa aspetti? Iscriviti! Vieni a trovarci all’OCTO Connected FORUM e visita il sito per conoscere le soluzioni applicate al settore della mobilità.

L’Industrial Internet of Things sta cambiando profondamente il modo in cui le imprese gestiscono i processi produttivi, abilitando nuovi modelli di business. In particolare, sta consentendo alle imprese stesse, operanti all’interno dei diversi settori, di perseguire un approccio data driven, trasformando il patrimonio di dati generato dagli applicativi smart in vero e proprio vantaggio competitivo.

Stato dell’arte e settori in crescitaSecondo i dati rilasciati dall’Osservatorio Internet of Things 2021 del Politecnico di Milano, il valore complessivo del mercato italiano si attesta sui 6 miliardi di euro, reggendo l’impeto della pandemia.

Fonte: Politecnico di Milano / Dipartimento di Ingegneria Gestionale

Sebbene la crescita più significativa sia legata alla Smart Home, trainata in particolare dal boom degli assistenti vocali e della domotica, ambiti come Smart Agriculture, Smart Factory, Smart Logistics e Smart City sono cresciuti notevolmente rispetto al 2019. Inoltre, circa il 54% delle grandi aziende e il 13% delle PMI italiane hanno avviato, nell’ultimo triennio, almeno un progetto di I-IoT, riguardante in particolar modo le analytics, il cloud manufacturing, la manifattura additiva e l’advanced automation. 

Non stupiscono, quindi, le stime dello studio IDC “Worldwide Internet of Things Forecast, 2020-2025” secondo cui, per il 2025, saranno quasi 55,9 miliardi i device e gli oggetti connessi nel mondo e circa 79,4 ZB i dati generati da questi ultimi, in crescita rispetto ai 13,6 ZB prodotti lo scorso anno. Un ecosistema, afferma McKinsey in The Internet of Things: Mapping the value beyond the hype,  dal valore economico pari a 11 trilioni di dollari l’anno

Quali allora i vantaggi per le imprese? E in che modo è possibile cogliere le opportunità da questa trasformazione digitale messa in atto e promossa dal Piano Nazionale Transizione 4.0?

I vantaggi dell’I-IoT 

Dalla ricerca dell’Osservatorio e dal white paper che noi di GreenVulcano abbiamo rilasciato in merito a tale tematica, è emerso come la presenza di dispositivi smart possa generare numerosi benefici per consumatori, imprese e pubblica amministrazione, non solo dal punto di vista economico-finanziario ma anche per quanto concerne gli aspetti di sostenibilità ambientale e riduzione del rischio. Difatti, come affermato da Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things 202:

La crescita della cultura digitale delle imprese ha favorito lo sviluppo di una maggiore consapevolezza dei costi e dei benefici abilitati dalle tecnologie IoT per cittadini, aziende e PA, in termini economici, ambientali e di riduzione del rischio. Questi benefici evidenziano come l’IoT possa avere un ruolo chiave nella trasformazione digitale del Paese.

Non a caso, la crescita dell’Industrial Internet of Things ha fatto sì che si riducesse il divario tra grandi imprese e PMI, propense a innovare secondo i dettami dell’Industria 4.0, grazie anche al supporto del governo che ha dato vita al Piano Nazionale Transizione 4.0 (per saperne di più leggi l’articolo su Innovazione, agevolazioni fiscali e sostenibilità: linee guida per la Transizione 4.0 delle imprese). In particolare, le aree di intervento su cui puntare per cavalcare quest’onda della digital transformation riguardano:

  • Smart Factory, ossia l’applicazione di tecnologie digitali all’interno della fabbrica al fine di garantire una capacità di produzione flessibile e auto-adattiva, il controllo in tempo reale della produzione stessa e una gestione della manutenzione preventiva e/o predittiva. Si parla, in questi casi, di digital supply chain con visibilità end-to-end, ovvero informazioni interconnesse in real-time, in grado di sincronizzare la domanda e la disponibilità di un prodotto e allineare tutte le funzioni della catena di approvvigionamento; 
  • Smart Logistics, ossia la digitalizzazione di infrastrutture, attrezzature, risorse e strategie operative a supporto della logistica e della tracciabilità dei beni;
  • Smart Lifecycle, ossia l’uso di applicativi smart per ottimizzare il processo di sviluppo di nuovi modelli e aggiornamento prodotti.

Il ruolo di GreenVulcano Technologies

Alla luce dei numeri espressi e del contesto all’interno del quale, come imprese, ci troviamo ad operare, è opportuno sottolineare l’importanza dell’integrazione tra i sistemi di produzione e i sistemi dedicati alla gestione del dato, spesso oggi in linea con la parte commerciale e contabile dell’impresa, ma non integrata per la pianificazione e la produzione. 

Nello specifico, il patrimonio dei dati generato dall’applicazione dell’I-IoT nelle industrie e all’interno della supply chain rappresenta un valore dal potenziale enorme per le imprese. Quali, quindi, le competenze da sviluppare per analizzare e gestire tali dati raccolti da impianti e macchinari connessi? Come si inseriscono le nostre soluzioni e i nostri servizi di consulenza? 

Da sempre, ci proponiamo come un partner in grado di offrire soluzioni mirate per permettere alle imprese di presidiare questa transizione digitale, forte della ventennale esperienza in:

  • Integrazione di sistemi;
  • gestione di piattaforme Intelligent Internet of Things (IIOT)  di ultima generazione;
  • gestione di Big Data, attraverso i quali – grazie a tecniche di Artificial Intelligence a partire da una soluzione flessibile – possiamo accompagnare i diversi clienti nel mondo della Transizione Digitale.

Vuoi saperne di più? Vuoi scoprire strategie e metodologie innovative per ottimizzare i processi produttivi aziendali e cogliere le grandi opportunità offerte dal PNRR? 

Scarica qui il white paper su “Transizione 4.0: la spinta al tessuto industriale verso il compimento del paradigma industria 4.0” e registrati al webinar che terremo, insieme a Smactory, software house specializzata nello sviluppo di tecnologie per l’Industria 4.0. e Orrick, studio legale internazionale leader in Italia nella consulenza finanziaria, il 6 Luglio alle h.17:00

Diventa parte attiva di questa trasformazione digitale. Ti aspettiamo!

Cosa si intende per Transizione 4.0? All’interno del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza (PNRR) saranno previsti 24 miliardi per incentivare le aziende a investire nella transizione digitale. Cos’è, quali i benefici per le imprese e che ruolo svolge GreenVulcano?

La transizione digitale è uno dei temi principali su cui si fonda il Recovery Fund, il piano varato dall’Unione Europea per superare la crisi causata dalla pandemia e avviare la ripresa del Sistema Paese.

Il Covid, difatti, ha accelerato una tendenza in atto negli ultimi anni tra le aziende, ossia la trasformazione e innovazione digitale delle stesse. 

Come ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli in un’intervista de Il Giorno,

“il digitale è stata l’arma più usata dalle piccole imprese per far fronte alle restrizioni imposte dalla pandemia”.

In che modo è possibile affrontare questo cambiamento? E perché è importante per le imprese digitalizzare i processi e adottare soluzioni software per far crescere l’azienda?

GreenVulcano Technologies è il partner digitale che può favorire l’accesso, l’implementazione e la gestione del nuovo patrimonio tecnologico per le imprese, al fine di renderle competitive nel panorama italiano e internazionale.

Il piano Transizione 4.0

Uno degli interventi messi in atto per la digital transformation delle PMI italiane è il nuovo Piano Transizione 4.0, deliberato dal Governo a sostituzione di Impresa 4.0 e Industry 4.0 e volto a stimolare l’economia e l’innovazione delle imprese, incentivando gli investimenti.

Secondo quanto dichiarato da Marco Calabrò, della Direzione Generale per la politica industriale, l’innovazione e le PMI del Mise,

il piano va visto in un’ottica di intervento di sistema, non di singole azioni disgiunte”, con l’obiettivo di fornire “una strumentazione che miri a sostenere le imprese nei loro processi di innovazione”.


La pandemia, infatti, ha evidenziato nettamente il gap tra le società digitalizzate e quelle in ritardo sul processo di modernizzazione o che non hanno raggiunto gli standard necessari.

Non a caso, grazie alle risorse di NextGenEU, lo Stato ha deciso di aiutare in particolare quest’ultime, dal momento che tali fondi possono essere utilizzati per adottare strumenti operativi, come e-commerce e siti web, ma anche software per l’analisi di dati e piattaforme in cloud per lo scambio di informazioni.

Inoltre, sono stati previsti incentivi sostanziali per l’acquisto di nuovi macchinari intelligenti e connessi tra loro, con l’obiettivo di ottimizzare e automatizzare i processi di produzione, gestione e monitoraggio.

Un’occasione per le PMI

Si tratta di un’occasione unica per le piccole e medie imprese del nostro territorio, che in questi anni hanno accumulato un significativo ritardo nei processi di trasformazione e transizione digitale.

Una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI ha sottolineato come solo il 9% delle PMI italiane utilizzi soluzioni tecnologiche sufficienti per mantenere un livello adeguato di competitività. Un dato preoccupante, se consideriamo il tessuto imprenditoriale del nostro paese: le PMI presenti sul territorio italiano sono, infatti, circa 220mila, e rappresentano il 41% del fatturato nazionale e il 33% degli occupati. Un dato che ha portato lo Stato a stanziare un fondo di 24 miliardi destinato proprio a quelle imprese – non solo PMI – che dal novembre 2020 fino al dicembre 2022 sosterranno investimenti in tal senso.

Le agevolazioni previste

Quali, quindi, gli incentivi e le agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0 per tutte le aziende intenzionate a investire nel proprio rinnovamento?

Partiamo da:

  • Vantaggio fiscale per l’investitore;
  • Maggiorazione tetti e delle aliquote per investimenti in beni materiali e immateriali;
  • Maggiorazione tetti e delle aliquote per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0;
  • Incremento dei massimali per investimenti in Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green;
  • Credito per la formazione dei dipendenti nel 4.0-

Inoltre, sono previsti sostanziosi incentivi sulla transizione ecologica, con un aumento dal 10 al 15% degli aiuti con un massimale fino a 2 milioni.

Il ruolo di GreenVulcano

GreenVulcano Technologies (GVT) è da sempre un player attivo riguardo l’ammodernamento delle aziende in chiave digitale.

In particolare, ha permesso a numerose aziende di disporre di nuove risorse tecnologiche per gestire e controllare la produzione e di tutte quelle soluzioni che prevedono l’implementazione di servizi operativi, l’adozione di piattaforme in cloud e soluzioni per lo scambio di dati e informazioni aziendali anche al di fuori degli uffici, una soluzione particolarmente cruciale nell’era dello smartworking.

Inoltre, la pluridecennale esperienza di GVT in tema di sicurezza informatica e creazione, organizzazione e messa in funzione di tool per l’analisi dei dati è sempre più cruciale per favorire questa transizione.

La nostra capacità di gestire enormi moli di dati grezzi e trasformarli in valore può contribuire fortemente alla capacità di offrire una Innovazione Disruptive, che deve portare le aziende nostri clienti ad affacciarsi a nuovi mercati, nuovi settori, nuovi modelli di business e nuove forme di ricavi. Dopotutto, il piano Next Generation EU rappresenta una grossa opportunità per rendere effettiva la Transizione 4.0.” – ha affermato Alessandro Niglio, Advisor in GreenVulcano.

Quali saranno le sfide? Quali le possibili soluzioni? Nelle prossime settimane pubblicheremo un whitepaper per approfondire tali tematiche e illustrarvi il ruolo di GreenVulcano come abilitante di questa trasformazione digitale.

“La rivoluzione che stiamo vivendo, se approcciata dalle aziende in maniera organica e puntuale con singoli interventi di digitalizzazione, porterà a notevoli benefici economici e di sostenibilità del Business”, ha aggiunto Niglio, rimarcando l’importanza strategica per le aziende di affidarsi a partner con un’esperienza nel settore.


GVT è infatti partner digitale delle principali aziende e istituzioni nazionali e internazionali come Octo, Eni, Acea, Ericsson, Inail, Accenture, Invitalia e molte altre.

Seguici sul nostro sito, sui social o scrivici a info@gvt.com per conoscere le soluzioni innovative per rivoluzionare la tua azienda.

La Vehicle Telematics crescerà esponenzialmente nei prossimi 5 anni, evidenziano gli analisti di GreenVulcano Technologies, guidati da Gaetano Rossi, nuovo Vicepresidente e Direttore Generale dell’azienda: “Un’occasione per il paese di giocarsi la partita su trasformazione digitale e intelligenza artificiale”

La trasformazione digitale sta ponendo nuove sfide nel settore. Dal Fleet Telematics alla Fleet Efficiency passando per l’Asset Protection, ecco la verticalizzazione del concetto di telematics applicato all’automotive declinata da GreenVulcano Technologies (GVT), partner di uno dei 22 top player che insieme rappresentano il 46% del mercato globale.

Per affrontare questi cambiamenti l’azienda si è affidata a Gaetano Rossi, nuovo vicepresidente e direttore generale dell’azienda:

«Sono felicissimo di affrontare questa nuova sfida. Vedo tutti i migliori presupposti per poter mettere a disposizione e far fruttare il bagaglio maturato negli anni in tanti progetti focalizzati sulla Digital Transformation».

VERSO LA DIGITAL TRANSFORMATION

L’emergenza sanitaria ha portato a un’accelerazione dei processi di «trasformazione digitale».

Parliamo di cloud integration all’Internet of Things (IoT), passando per l’Intelligenza Artificiale (IA) e per nuove forme di cooperazione tra uomo e macchina, rese oggi possibili (tra le altre cose) dall’Intelligent Process Automation (IPA) e da un approccio al machine learning nativamente “human centered”. 

La stessa accelerazione sta coinvolgendo il concetto di telematics applicato all’automotive ed al fleet management, temi su cui GreenVulcano sta oggi concentrando i suoi sforzi.

E proprio in quest’ottica si inquadra l’ingresso di Gaetano Rossi nel team di GVT, da anni player B2B dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del made in Italy hi-tech in diversi settori.

LA CRESCITA DEL SETTORE

La più grande sfida per l’azienda è nell’ambito del concetto di telematics applicato all’automotive ed al fleet management, un settore che a livello globale passerà dai 46.070 milioni di dollari di fatturato del 2021 (elaborazione GVT su dati MarketWatch) ai 121.550 milioni di dollari di fatturato previsti da MarketWatch per il 2026.

Dal punto di vista territoriale saranno ancora gli Stati Uniti a mantenere la leadership con una quota di mercato del 34%. Ma l’Unione Europea, con il 29%, si posiziona la secondo posto, superando la Cina che è terza con il 13%.

Il 46% del mercato di settore è legato ad appena 22 top player e tra questi vi è anche una società della quale GVT è partner ormai da anni. Insieme si occupano della «vehicle telematics» per conto di una delle maggiori società di car sharing presenti in Italia.

In questo contesto, la crescita prevista da GVT è del 15% annuo, costante per i prossimi 5 anni.

UNO SVILUPPO SOSTENIBILE E HUMAN CENTRED

La mission di Rossi è ora quella di guidare il team di GVT verso un ulteriore percorso di crescita e una trasformazione del modello di sviluppo classico in un modello di sviluppo sostenibile.

«L’Italia ha un’occasione formidabile per tornare a giocare un ruolo importante nello scacchiere globale se riesce a mettere al centro dei propri sforzi quanto serve per agganciare i trend tecnologici che stanno progressivamente affermandosi nel mondo».

Non solo sviluppo sostenibile, ma anche incentrato sulle persone, al fine di poter garantire vantaggi tangibili per individui e collettività:

«In particolare, molto interessante e molto in sintonia con le caratteristiche più profonde per storia e per cultura del nostro paese, è quella nuova forma di umanesimo che vede sempre l’uomo e il suo ecosistema di valori diventare sempre più centrali», aggiunge Rossi.

LA PARTITA DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

La figura di Rossi sarà quindi centrale in questa transizione verso il futuro, così come il suo bagaglio d’esperienza.

Il suo lungo percorso professionale parte da “brillante analista programmatore”, ruolo nel quale ha modo di trascorrere un periodo lavorativo presso i Bell Labs in Columbus e New Jersey, passando poi a ricoprire ruoli manageriali via via più complessi.

«Questa azienda ha le potenzialità per dare un contributo forte a quella opportunità che il nostro paese ha davanti di giocarsi la partita della trasformazione digitale abilitata dall’intelligenza artificiale“.

Una sfida cruciale trattandosi di un settore «che diventerà certamente uno dei settori portanti della nostra economia nel medio lungo periodo» pronostica il neo vicepresidente e direttore generale.

Dunque, quella di Rossi è una sfida aziendale all’interno di un mondo in rapida trasformazione, nel quale la crescita sarà sempre più bilanciata alle risorse e alle esigenze di cambiamento emerse prima e durante la pandemia.

«Trasformazione digitale e Intelligenza Artificiale ci offrono un’opportunità di ripartenza verso un forte sviluppo sostenibile che vedrà una più marcata crescita delle energie rinnovabili, una maggiore sostenibilità dei trasporti, una migliore gestione “smart” e del riciclaggio dei rifiuti e soluzioni che ancora non abbiamo immaginato» conclude il vicepresidente e direttore generale.

Gaetano Rossi – Vicepresidente e Direttore generale

Tasso di mortalità triplicato negli adolescenti.

Ogni anno, nel mondo, le principali agenzie di sicurezza stradale registrano una significativa quantità di morti causate da distrazioni al volante. Le prime vittime sono spesso i conducenti che, distratti dallo smartphone, perdono di vista la strada e la segnaletica. 

Non di rado – e ancor più drammaticamente – anche pedoni e ciclisti entrano nell’infausta casistica. Queste ultime categorie sono da sempre parti deboli sul fronte della sicurezza stradale: rischiano troppo spesso di finire sulle cronache in situazioni di incolpevolezza, oppure distratti dai loro device portatili o dall’uso di auricolari. Infine troviamo i giovanissimi, categoria in assoluto più a rischio rispetto agli effetti (spesso mortali) della guida distratta.

UN PO’ DI NUMERI

Quale che sia la causa alla base di ogni singolo caso specifico, resta comunque la costante dei numeri, storicamente non sindacabili. Pensando al mercato statunitense, il GHSA – Governors Highway Safety Association – nel 2018 contava 2.841 vittime imputabili direttamente alla distrazione al volante, mentre nel 2019 questo numero saliva a 3.142, con una crescita pari a circa il 10%. Parliamo in questo caso di numeri relativi esclusivamente alle sole highway – le famose autostrade a scorrimento americane – e non a tutta la rete stradale del paese.

Per l’anno 2017 invece l’ IIHSInsurance Istitute for Highway Security – rilevava come su un totale di 37.000 vittime della strada in tutti gli Stati Uniti ben 800 casi di guidatori deceduti fossero direttamente correlati all’utilizzo dello smartphone durante la guida. Secondo le stime dell IHS, il rischio di incidenti letali con un guidatore distratto dallo smartphone aumenta ben del 66%

Nelle stesse statistiche però si evidenziava comunque una maggiore consapevolezza generale del pubblico nel 2018 riguardo a questi temi, rispetto alle stesse indagini a campione datate 2014.

GIOVANI E GIOVANISSIMI IN USA

Un capitolo a parte necessita, purtroppo, la fascia 16-19 anni: i numeri parlano da soli.

La guida distratta è responsabile di oltre il 58% degli incidenti tra adolescenti e i conducenti sotto i 20 anni, più giovani e inesperti, provocano da soli il 16% di tutti gli incidenti causati da distrazione al volante.

Il tasso di incidenti mortali per miglio guidato, per i ragazzi di età compresa tra i 16 ei 19 anni, è maggiore di 3 volte rispetto al tasso relativo ai conducenti di età superiore ai 20 anni e, a conferma di una situazione tragica, nel 2018 i decessi di adolescenti alla guida hanno registrato il picco tra le 18:00 e le 21:00 e hanno causato 434 giovanissime vittime. Di queste, 351 erano ragazzi di età compresa tra i 16 ei 17 anni che avevano consumato alcolici prima di mettersi alla guida.

EUROPA E ITALIA

Per quanto riguarda invece il mercato europeo, ed in particolare il caso italiano, possiamo partire ad esempio dal 2018: in occasione del noto incidente sull’A1 a Borgo Panigale, causato probabilmente proprio da un momento di distrazione, Alessio Nisi segnalava per l’AGI come il tema dell’attenzione alla guida fosse sempre più importante nel discorso pubblico sulla sicurezza stradale. In base al report ACI-ISTAT annuale del 2018, tra il 2016 e il 2017 il numero delle vittime della strada aveva subito un incremento di quasi il 3%, sfiorando le 3400 vittime su base annua. Sempre secondo uno studio ACI del 2016, si ipotizzava che in Italia 3 incidenti su 4 fossero dovuti a distrazioni di varia natura del conducente.

Nel corso degli anni sono stati testati vari strumenti finalizzati alla soluzione del problema “distrazione al volante”, come app mobile disponibili per le piattaforme Android e iOS, oltre che impostazioni di sicurezza introdotte negli aggiornamenti firmware direttamente dai produttori dei dispositivi, per limitare le distrazioni provenienti dai dispositivi tech durante la guida.

A settembre 2019 la compagnia di assicurazioni Linear Unipol ha condiviso le statistiche italiane stese nel consueto report congiunto di ACI e dell’ISTAT. Nel 2018, si legge nel report, quasi il 41% degli incidenti stradali era stato causato da distrazione al volante, mancata precedenza e eccesso di velocità, e il numero di decessi sulle strade italiane era rimasto sostanzialmente fermo rispetto all’anno precedente, mentre era aumentato quello delle vittime in autostrada. Il report si chiude con una constatazione non felice: dato l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime stradali nel decennio 2010-2020, il calo registrato tra 2010 e 2018 era stato solo del 2,6%, davvero troppo poco.

2020: L’EFFETTO COVID 19

Arriviamo dunque agli ultimi 2 anni solari di cui abbiamo dati disponibili al momento, ovvero il 2019 e il 2020. Il 2020, l’anno della pandemia e dei lock-down generalizzati, che di fatto hanno limitato giocoforza la circolazione stradale ha, come previsto, mostrato un significativo calo degli incidenti stradali. 

Rifocalizzandoci sul 2019, cominciava comunque a scendere il numero dei decessi stradali in modo più significativo rispetto all’anno precedente, con un -4,8% su base annua, un dato finalmente incoraggiante. Distrazioni, mancate precedenze ed eccessi di velocità restavano però le tre cause principali, assestandosi sul 38% dei casi in esame, con un leggerissimo calo rispetto al 2018. Nel 2019, secondo i dati dell’Istat, la fascia d’età con più vittime in seguito ad incidenti stradali è stata quella degli anziani tra 75 e 89 anni.

Tornando all’anno 2020, come anticipato, considerando i mesi da Gennaio a Settembre già si è potuto verificare che l’impatto delle restrizioni per il Covid19 ha significativamente ridotto i veicoli circolanti, e quindi le morti sulla strada. Si parla infatti di un calo di oltre il 26% rispetto allo stesso periodo del 2019, una differenza molto molto significativa. In particolare il calo degli incidenti è stato del 72% a marzo e dell’85% ad aprile durante il lockdown duro generale. Nei Comuni capoluogo, incidenti e decessi si sono ridotti di oltre il 70% a marzo e di oltre l’80% ad aprile.

IL PRESENTE E L’IMMEDIATO FUTURO

Vedremo nel 2021 come si evolverà la situazione: se le rinnovate capacità tecnologiche delle vetture di nuova generazione, con gli ADAS sempre più diffusi e funzionali, lo studio di apposite UX e software dei dispositivi mobile e l’ingresso definitivo di intelligenza artificiale e comandi vocali nell’infotainment di bordo porterà a significativi miglioramenti delle statistiche annuali, come sperato dagli enti regolatori.

GreenVulcano Technologies è sempre al fianco dell’innovazione tecnologia nell’automotive. Con 20 anni di esperienza anche in ambito telematico, e con oltre 10 milioni di veicoli monitorati per conto dei suoi partner B2B, si dimostra l’azienda in grado di trovare la soluzione ideale per qualsiasi esigenza sui temi del fleet management, della sicurezza del proprio parco veicoli, della gestione logistica degli stessi e dell’implementazione di servizi di sharing mobility. Tutto questo nell’ottica di un futuro sempre più sicuro, sostenibile, proteso verso la circolarità energetica e cittadina.

La salvaguardia del cashflow è fondamentale per qualsiasi impresa e Creopay, la prima piattaforma di “cash-delivery”, supporta le aziende alla risoluzione di diversi problemi correlati ai pagamenti da esigere o ricevere.

Tramite l’app fintech funziona in questo modo: l’azienda crea un proprio database di clienti, ai quali può inviare un link diretto di pagamento – funzionante con tutti i principali circuiti di pagamento. In questo modo il cash-flow può aumentare in modo rapido e semplice, migliorando di conseguenza la redditività dell’impresa.

Si tratta di un modo efficace ed efficiente per aiutare a far accrescere rapidamente il proprio business anche in momenti difficili potendo digitalizzare un processo critico come quello dei pagamenti e della loro “compliance”, senza dover affrontare investimenti imponenti.

Che si tratti di incassi latenti, di far pagare un cliente per l’attivazione di un contratto di fornitura di beni o servizi, o addirittura di incassare la rata di un affitto, basta un promemoria “digitale”, inviato tramite sms o email, ed una procedura semplificata ed accessibile tramite un semplice link per dare l’opportunità alla controparte di saldare in piena sicurezza.

GreenVulcano Technologies è un’azienda di alto profilo: è stato possibile realizzare un progetto da zero portandolo, nella sua realizzazione, esattamente nella nostra direzione e strategia.

Antonio Fontanelli – CEO di Creopay #cashdelivery

Il sistema d’incasso via web è universale e viene fornito con un POS personalizzato, da subito attivo ed utilizzabile in pochi minuti. In questo modo si possono ricevere pagamenti da tutto il mondo, in ogni valuta possibile.

Creopay è la soluzione ideale quando vi sono pagamenti scaduti da gestire, oppure pagamenti ricorrenti grazie alla possibilità di configurare dei piani di pagamento rateali.

Da posizioni debitorie, ad abbonamenti a servizi vari passando per la più convenzionale non gestione di fatture per le quali si può programmare l’invio ed il relativo incasso.

Creopay rende più smart il rapporto contrattuale, ed eventualmente debitorio, alleggerendo l’utente da stress e difficoltà burocratiche, ed offrendo al pagatore una soluzione di pagamento molto snella, veloce e comoda da ogni dispositivo.

Non ci sono costi superflui in alcuna parte dell’esperienza d’uso e gli incassi sono veloci e totalmente tracciati. Si tratta inoltre di un prodotto che aderisce perfettamente alla normativa italiana, comunitaria ed anche interbancaria. La riconciliazione, una volta conseguita col cliente debitore, è istantanea e genera l’emissione di una ricevuta di pagamento, a tutelare entrambe le parti coinvolte.

In caso di utilizzo continuativo si può anche salvare la fonte del pagamento utilizzata, per operazioni future, aspetto molto utile in caso di clienti ricorrenti o piani di pagamento rateali.

La soluzione fintech si rivela essere molto accessibile ed ottimizzata:

  • i link di pagamento sono sempre attivi 24/7.
  • la piattaforma è totalmente cloud.
  • le procedure sono automatizzate e permettono gestioni massive di database o singoli invii istantanei.

Un prodotto puntuale e veloce, a cui ci si connette al pagamento in pochi click.

L’uso della app fintech è un processo autonomo suddivisibile in 3 fasi:

  1. Attivazione sul Cloud dell’account, in piena tutela di sicurezza e conformità al GDPR dei dati salvati di azienda.
  2. Creazione di una lista “clienti-debitori”, in modo semplice e facilmente brandizzabile a nome dell’azienda, tramite caricamenti di file .csv o .xls.
  3. Lancio dei pagamenti (singoli, multipli o massivi) in soluzione unica o a rate.
  4. Reportistica puntuale e real time di tutte le attività svolte e di eventuali pagamenti andati a buon fine.

Con quali clienti si può dunque usare Creopay?

  • Clienti attivi che possono quindi utilizzare le varie opzioni possibili per singoli pagamenti, o attivare piani di rateizzazione, abbonamento o affitto.
  • Clienti con posizioni scadute, per i quali è possibile inviare un link con cui pagare attraverso le fonti di pagamento digitali alternative, molto veloci, in caso ci sia stato un problema sulla fonte principale.
  • Clienti “non performing”, per i quali Creopay è in grado di lanciare campagne di credit management massive che permettono in modo efficiente di recuperare l’indotto spontaneo e definire strategie operative per successive azioni sul database (grazie all’analisi dei dati offerta dalla piattaforma).

Il contributo di GreenVulcano alla realizzazione di Creopay

Creopay è stato uno dei progetti innovativi recentemente seguiti e innovati grazie allo sviluppo di GreenVulcano Technologies. L’attività ha riguardato sia la struttura architetturale dell’applicativo, sia la realizzazione della manualistica dedicata a manager e utenti del sistema.

Il rebuild di Creopay 2.0, ripensato da GreenVulcano Technologies, in nuce è un’applicazione web-based cloud-native, sicura, distribuita e scalabile, basata su un’architettura multilivello su tre layer:

  1. Presentation
  2. Business services
  3. Persistence

Il layer Presentation attiene alla UI per le attività degli utenti umani del servizio, comprendenti sia il back-office che l’interfaccia per gli utenti finali. I dati del Presentation layer vengono erogati dal Business services layer ed ulteriori dati vengono interfacciati tramite API con servizi terzi.

Il Business service layer è formato da servizi ad accoppiamento leggero che seguono il principio di “Scomposizione in base alla capacità di business”. Le API sono esposte per le funzionalità di business e sicurezza correlate a processi etent-driven. Task automatizzati e programmati si occupano di completare i processi di business di Creopay 2.0.

Il Persistence layer contiene invece un set di databases per conservare in piena sicurezza informazioni di business e metadati.

Completa il tutto un layer di sicurezza che si occupa dello IAM e tiene al sicuro il Presentation Layer e tutte le strutture a discenderne.

L’architettura di Creopay 2.0

L’architettura di Creopay 2.0 è basata su un PaaS (Platform as a Service), un ambiente di sviluppo e deploy in cloud. Un’infrastruttura per natura estremamente scalabile, basata su containers. si tratta di una soluzione efficente, più veloce e leggera.

La struttura a container permette all’applicazione di essere racchiusa in ambienti auto consistenti, garantendo una estrema rapidità di deploy, estrema scalabità ed estrema facilità di porting tra ambienti di sviluppo, test e produzione.

La piattaforma che consente di creare ed eseguire il container di Creopay2.0 è Docker, una piattaforma open-source flessibile e user-friendly. L’architettura dei cointainer è orchestrata da server di monitoraggio, che eseguono l’avvio e continuano a monitorare l’esecuzione di container tra di loro indipendenti. L’armonia di esecuzione tra i vari container è garantita da varie soluzioni tra cui ricordiamo Kubernetes. Kubernetes è il prodotto di punta per dirigere architetture medio/grandi. Si tratta di un progetto, anch’esso open-source, realizzato da Google, che rappresenta la soluzione ottimale per una gestione efficiente ed efficace. In questo modo tutta una serie di container a base Linux rende l’applicativo facile da distribuire e far scalare secondo necessità, con un alto gradi di astrazione.

L’architettura così concepita di Creopay2.0 consente quindi di avere una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Abbiamo visto il mese scorso come potevamo trarre un riepilogo del 2020 appena concluso.

Negli scorsi giorni Alfredo Adamo, membro storico della grande famiglia GreenVulcano Technologies, e CEO di AlanAdvatage ci ha mandato un suo pensiero benaugurante.

“Molti di voi mi avranno sentito dire spesso: “Siamo fortissimi! Solo la salute ci può fermare… e non lo sta facendo”. Credo che in fondo tocchi un po’ tutti i temi che abbiamo affrontato come azienda e come grande famiglia nel 2020.

Ho più volte definito quella frase come il “mio motto” e, per fortuna e per bravura di tutte le persone che lavorano con noi, in questi ultimi anni ho potuto ripeterlo spesso: mese dopo mese quello che chiamiamo il nostro network di aziende è cresciuto in dimensioni, numero di persone, fatturati, in definitiva di valore complessivo. Oggi il nostro network fattura oltre 30 milioni di Euro, e la nostra reputazione è in continua crescita.

Mai come nello scorso anno però la nostra salute è stata messa a dura prova da questo subdolo virus! Purtroppo ha colpito alcuni di noi direttamente ed altri indirettamente, perché hanno perso cari, familiari, amici. É a tutti quanti i nostri cari che ci hanno lasciato durante questo anno terribile, a causa del virus o per altri motivi, che dedichiamo i nostri affettuosi pensieri.

Ma quello che abbiamo continuato a seminare e raccogliere nel 2020 siamo sicuri che sboccerà nel 2021. Abbiamo tutte le possibilità di fare sempre meglio, grazie al grande lavoro che tutti noi stiamo svolgendo. Sono sicuro che il famoso verde di GreenVulcano Technologies sia anche un segnale di speranza per l’anno nuovo da poco iniziato.

Vorrei ricordare ancora una volta la storia del professor Randy Pausch, scomparso nel 2008. Nel settembre del 2006 Randy Pausch è un brillante professore di informatica della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha una moglie, tre bambini ed ama appassionatamente il suo lavoro, i suoi colleghi, i suoi studenti. Improvvisamente i medici gli diagnosticano un cancro al pancreas in stadio ormai avanzato. Un anno dopo, il 18 settembre del 2007, Pausch tiene la sua ultima lezione pubblica, la “Last Lecture”, davanti a un pubblico di quattrocento persone, lasciando ad amici e colleghi il suo ultimo messaggio: “Realizzate i vostri sogni d’infanzia”.

Randy Pausch Last Lecture: “Achieving Your Childhood Dreams” – Carnagie Mellon University – Sept. 18, 2007

Entriamo quindi in questo nuovo anno 2021, pieno di obiettivi ambiziosi e di nuovi progetti, cercando di essere vicini, solidali, compatti. Cercate un aiuto nel collega e lo troverete, ricordate che siamo tutti a distanza di una video-call, sono solo pochi secondi uno dall’altro… non perdiamoci d’animo.”

“É emozionante realizzare i sogni della propria infanzia, ma invecchiando, è possibile scoprire che aiutare i sogni altrui è ancora più bello.” Randy Pausch.

Con questo augurio di Alfredo Adamo vogliamo dunque cominciare il 2021: partendo da una realtà molto complessa degli ultimi mesi ma senza dimenticare le qualità che il gruppo ha saputo dimostrare in questo periodo, con una capacità di adattamento eccezionale.

Le novità per il 2021 aziendale non mancheranno, e la prima del 2021 è molto importante: l’arrivo di Gaetano Rossi come nuovo Vice President – General Director. L’ingresso di Gaetano nel team GreenVulcano Technologies rappresenta la naturale prosecuzione della traiettoria volta alla crescita e al potenziamento del gruppo e di tutto il network per estensione.

Gaetano comincia la sua esperienza professionale in ambito Telco e Telecomunicazioni a partire dal 1991 in Telesoft per 8 anni col ruolo di Project Manager. Prosegue successivamente nel corso in diverse aziende della galassia Telecom Italia: nel periodo 2005-2013 in Shared Services ad esempio, in cui ricopre vari ruoli di management fino a concludere come Responsabile Sviluppo e Gestione OSS.

Dal 2013 al 2017 importantissima la sua esperienza in TI.IT (Telecom Italia Information Technology): fino al 2014 Responsabile ADM integration & Testing, dal 2014 al 2017 Responsabile Sistemi BSS Mass Market e poi Delivery Manager Digital BSS.

Sotto il suo coordinamento, e grazie al supporto di oltre 300 dipendenti e 500 consulenti, nel corso degli anni si è riusciti a rendere TIM un vero colosso multinazionale. Un colosso che tutt’ora è un modello di riferimento, oltre che un orgoglio Italiano nel mondo.

Il target a cui puntiamo tutti è chiaro e semplice da comprendere: aiutare il Team GVT a realizzare una crescita in termini professionali, tecnici, organizzativi, economici e soprattutto umani.

Covid e mobilità: 54 milioni di spostamenti in sharing, record nel 2020.

LA PANDEMIA HA AVUTO UN ENORME IMPATTO SULLE SCELTE DEGLI ITALIANI NELL’AMBITO DELLA MOBILITÀ, DETERMINANDO UNA CRESCITA ESPONENZIALE DELLA SHARING MOBILITY (54 MILIONI DI SPOSTAMENTI) CON TASSI DI CRESCITA DEL 202% PER LA MICROMOBILITÀ, DI GRAN LUNGA SUPERIORI A QUELLI DEL CARSHARING (+48%).

Basandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore, GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com) ha calcolato il valore aggregato della micromobilità, mettendo in evidenza come la sua crescita rispetto al carsharing possa influire per il futuro dal punto di vista strategico e quantificandone anche l’aspetto economico.

Dopo un breve crollo iniziale che si è potuto registrare durante il primo lockdown, l’emergenza sanitaria ha paradossalmente portato ad un’esplosione del fenomeno della mobilità condivisa, soprattutto per quanto riguarda la micromobilità: monopattini (+554%), scooter (+26%) e biciclette (+25%), ritenuti più sicuri rispetto ai veicoli chiusi.

A snocciolare questi numeri —basandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore— è GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com), azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

Il valore medio —calcolato da GreenVulcano Technologies sull’incremento del numero di veicoli— indica quindi che per la micromobilità la crescita è del +202%.

Se poi si considera anche la fruizione del servizio —osservano gli analisti di GreenVulcano Technologies— il 2020 si chiuderà con un numero totale di ben 54 milioni di spostamenti in condivisione: un numero impensabile fino a pochi anni fa. Eppure la tendenza verso la sharing mobility sta prendendo sempre più piede, tanto da essere riuscita a spingere l’industria automobilistica a ricalibrare il proprio modello di business tenendo appunto ben presente la sharing economy.

Ma anche le patenti sono calate. Questo è un importante indicatore di come la tecnologia ed Internet siano riusciti a sostituire l’automobile nei desideri dei più giovani —e molto spesso anche dei meno giovani— inducendo a “viaggiare” sempre più spesso in rete e —per gli spostamenti fisici— a ricorrere precipuamente alla micromobilità, il cui incremento medio nell’ultimo anno è stato appunto più che quadruplo (+202%) rispetto a quello del carsharing (+48%).

«Entro il 2021 in Italia la sharing economy —includendo le sue 5 macro aree (finanza collaborativa, alloggi tra privati, condivisione di veicoli, servizi domestici on demand e servizi professionali on demand) potrà valere fino all’1,3% del Pil, ben 25 miliardi di dollari. Ma le vere protagoniste della crescita di questo settore sono le piattaforme di condivisione dei servizi di trasporto che entro il 2025 arriveranno a rappresentare il 40% del totale del mercato» sottolinea Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies che —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— ha accompagnato verso la sharing economy aziende di ogni dimensione, includendo i grandi colossi: da Octo Telematics —il famoso player delle «Cinquecento rosse»— ad eDriving, impegnato ad aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

L’impatto della sharing mobility sull’economia sarà pertanto —dal punto di vista delle aziende— di circa 8 miliardi di euro: il 40% di 25 miliardi di dollari.

«Ma, cambiando prospettiva, l’impatto sulle persone sarà ancora più grande: già oggi si può intraprendere un viaggio di 20 minuti ad un costo variabile —in relazione alla combinazione di mezzi scelti— tra 50 centesimi e 5,3 euro» aggiunge Claudio Ortenzisenior analyst di GreenVulcano Technologies.

Gli analisti del big player dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility hanno poi preso in esame —attraverso un sondaggio— l’attuale situazione Covid-19 che vede l’Italia divisa in 3 zone. A seconda della regione —e in molti casi anche del colore ad essa attribuito— cambia il comportamento dei cittadini, ha potuto appurare GreenVulcano Technologies.

Gli italiani risultano così divisi —oltre che in 3 zone— anche in 3 tipi di comportamento prevalente: audacepauroso oppure equilibrato.

In alcune regioni delle zone rosse —o che sono state incluse in zona rossa per un periodo— la maggiore limitazione degli spostamenti ha fatto scattare il desiderio di trasgredire: succede ad esempio in Lombardia, dove i residenti sono più “audaci” e non temono affatto di ricorrere al carsharing.

Oltre alla Lombardia, tra le regioni che secondo GreenVulcano Technologies sono tendenzialmente più “audaci” vi sono anche ToscanaCampaniaPuglia ed Abruzzo.

Nel Lazio prevalgono invece i profili “paurosi”. Potendo scegliere, qui —nonostante i protocolli di disinfettazione delle autovetture offrano le più ampie garanzie di sicurezza— si preferisce evitare il carsharing ed optare piuttosto per i veicoli aperti: motorini, biciclette e monopattini. Tra le regioni tendenzialmente più “paurose” vi sono anche Emilia RomagnaMarcheLiguria e Friuli-Venezia Giulia.

Gli “equilibrati”, infine, prevalgono in UmbriaSiciliaSardegna. In queste regioni non si esagera verso facili allarmismi e si continua la vita di sempre, ma senza abbassare troppo la guardia.

«Nelle altre regioni non vi è una predominanza marcata: i cittadini sono equamente distribuiti nei 3 diversi profili. La scelta qui dipende più dal contesto personale e dal carattere che dall’ambiente esterno» concludono gli analisti di GreenVulcano Technologies.

Vite a noleggio, la sharing economy ha fatto boom: iscritto 1 italiano su 5.

IN ITALIA UNA PERSONA SU 5 È ISCRITTA AD UN SERVIZIO DI SHARING MOBILITY. GREENVULCANO TECHNOLOGIES: «GRAZIE ALLA MICROMOBILITÀ ED ALLE NUOVE TECNOLOGIE LA SHARING ECONOMY HA FATTO BOOM IN ITALIA». A DIMOSTRARLO È L’ANALISI DEL MERCATO ITALIANO DELLA SHARING MOBILITY REALIZZATA QUESTO MESE DAL BIG PLAYER B2B DIETRO LE QUINTE DELLE MAGGIORI SOCIETÀ DI SMART MOBILITY.

Nel 2020 i servizi di condivisione di mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente nel nostro Paese con ben 11.549.750 iscritti alla sharing mobility, se si considerano anche i 5.475.000 iscritti al car e scooter pooling. A mettere in evidenza questi dati è GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.combasandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore.

Il modo di muoversi in città sta cambiando. E sta cambiando anche grazie anche a GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com)ed ai suoi nuovi algoritmi predittivi che consentono (tra l’altro) di trovare il veicolo giusto nel posto giusto al momento giusto e (soprattutto) di garantire la maggior sicurezza per ciascun spostamento, attraverso (ad esempio) il monitoraggio delle condizioni dei veicoli e degli stili di guida dei conducenti.

Ma come è cambiata la mobilità nell’ultimo anno? Ecco i numeri relativi al 2020 elaborati da GreenVulcano Technologies basandosi sul Rapporto Nazionale dell’ Osservatorio Sharing Mobility della «Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile» e sui dati diffusi dalle piattaforme che facilitano la condivisione di passaggi (ride sharing e pooling) sia in automobile che in scooter.

«I veicoli propriamente in sharing —escludendo quindi il pooling— in Italia sono oggi 80.423» sintetizza Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano Technologies, azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

La flotta più consistente —al primo posto— rimane quella delle biciclette: 36.000 unità (di cui 5.413 bici elettriche) per complessivi 13 milioni di spostamenti nel 2020.

Ma il numero dei velocipedi è più o meno stabile da ormai 2 anni per cui il bike sharing verrà presto scalzato dai monopattini, il cui numero già ad oggi è salito a 27.150 unità, con un incremento del 554% rispetto al 2019, per complessivi 5 milioni di spostamenti contro i 3 milioni del 2019 ed i 989 mila del 2018.

In terza posizione troviamo le automobili che —sommando i veicoli free-floating che si prelevano e si lasciano ovunque e quelli station based che si prelevano e si lasciano in appositi spazi— sono 12.000, di cui 2.094 veicoli elettrici, con un incremento del 46% rispetto al 2019 e del 52% rispetto al 2018. 

Gli scooter sono infine 5.273, la stragrande maggioranza dei quali (4.818) elettrici, con un numero di spostamenti anch’esso in crescita: 4 milioni contro 3 milioni del 2019 ed un milione del 2018.

Se consideriamo il numero degli iscritti abbiamo invece ancora al primo posto il car sharing con 3.565.750 iscritti (+48% rispetto al 2019), al secondo posto il bike sharing con 1.600.000 iscritti (+8% rispetto al 2019) ed in terza posizione lo scooter sharing con 609.000 iscritti (+45% rispetto al 2019).

Per ultimi i monopattini in condivisione con un numero di iscritti che GreenVulcano Technologies stima in 300.000 persone. Ma il servizio è praticamente partito solo quest’anno e sta rapidamente scalando gli indici di gradimento degli italiani.

Se poi sommiamo anche i 5.475.000 di utenti del car pooling e del seppure ancora poco diffuso scooter pooling, arriviamo a sommare 11.549.750 iscritti alla mobilità condivisa: praticamente quasi un italiano su 5.

La sharing mobility —insomma— è in crescita e fa da traino alla sharing economy italiana. Ciò che ha determinato il suo successo è certamente l’impiego della tecnologia e lo sviluppo di sistemi informatici realizzati ad hoc, come quelli sviluppati da GreenVulcano Technologies —non solo per le autovetture e i motoveicoli, ma anche per i monopattini, le hoverboard, gli skateboard e le biciclette— tutto all’insegna di spostamenti sempre più ecologici, agili e silenziosi per agevolare il più possibile la vita di tantissimi italiani.

«Secondo i dati della Commissione europea, gli italiani rimangono bloccati nel traffico 38 ore ogni anno. Praticamente perdiamo una settimana di lavoro bloccati in coda, per non parlare dei livelli di inquinamento generati dai veicoli accesi in questo lasso di tempo. Eppure oggi basta un’app e in pochi tap è possibile avere a disposizione il mezzo più idoneo per raggiungere la destinazione desiderata nella maniera più efficiente possibile, saltando anche le code» commenta Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies.

Con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività, GreenVulcano Technologies ha accompagnato negli ultimi 20 anni aziende di ogni dimensione verso la sharing economy, includendo colossi come Octo Telematics oppure eDriving, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Ed ha aiutato anche moltissime startup che —grazie ad un partner B2B su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano Technologies, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo ideare nuovi modelli di business, riuscendo a fare leva su innovative piattaforme tecnologiche e su rivoluzionari algoritmi predittivi, per spingere —tra car sharing, car pooling, bike sharing e via dicendo— nuove forme di micromobilità ed inedite forme di utilizzo dei veicoli. Un fenomeno che sta ora cambiando il modo di pensare alla mobilità in tutto il mondo.

Dal 2021 per il mondo della mobilità in sharing inizierà una fase rivoluzionaria: eccoci insieme a GreenVulcano nella nuova era della mobilità sostenibile.

IN EUROPA IL SETTORE DEI TRASPORTI INQUINA ANCORA TROPPO E —SECONDO I DATI EUROSTAT— IL 70% DELLO SMOG È PRODOTTO DA APPENA 6 PAESI, CON IN TESTA GERMANIA (22,5%), REGNO UNITO (11,4%) E POLONIA (10,3%). L’ITALIA INVECE PRODUCE SOLO LA METÀ DELLE EMISSIONI DEL VICINO TEUTONICO: A METTERLO IN EVIDENZA È GREENVULCANO, IL BIG PLAYER B2B DIETRO LE QUINTE DELLE MAGGIORI SOCIETÀ DI SMART MOBILITY .

«Dal 2021 per il mondo della mobilità in sharing inizierà una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale» commentano gli esperti di GreenVulcano.

Le nuove norme Ue entrate in vigore già quest’anno prevedono una transizione graduale verso la mobilità a emissioni zero, dettando nuove sfide e nuove necessità che, grazie a partner tecnologici come GreenVulcano (https://www.greenvulcano.com/), possono essere tempestivamente affrontate e rapidamente superate, in un settore —quello dei trasporti— che è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene prodotto dal solo trasporto stradale.

Altri settori hanno tagliato le emissioni già dal 1990, ma nell’ambito dei trasporti l’aumento della mobilità delle persone —anche considerando la diversificazione e l’inclusione di “nuovi” mezzi come la bicicletta a pedalata assistita ed il monopattino— ha causato un incremento delle emissioni di CO2. Ed è così che oggi il 70% dello smog in Europa è prodotto da appena 6 Paesi, con in testa la Germania che inquina il doppio dell’Italia. A metterlo in evidenza è proprio GreenVulcano, basandosi su dati Eurostat.

In cima alla classifica europea, la Germania contribuisce al 22,5% del totale dell’anidride carbonica immessa in atmosfera, seguita da Regno Unito con l’11,4% e Polonia con il 10,3%. Poi ancora seguono Francia ed Italia intorno al 10% e la Spagna al 7,7%.

Eppure, in quanto a investimenti, soluzioni e tempistiche, GreenVulcano (https://www.greenvulcano.com/) —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— è leader in Europa, accreditato ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché quale uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

A livello di singole città, la graduatoria —su dati dell’International Council on Clean Transportation vede però l’Italia addirittura in cima alla classifica. Ad occupare il primo ed il secondo posto delle città più inquinate sono infatti rispettivamente Milano e Torino. Sul podio anche Stoccarda. Seguono poi Kiev, Colonia, Haarlem e Berlino. E tra le città più inquinate vi è anche Napoli, che è settima.

La lotta all’inquinamento nel 2021 deve quindi necessariamente entrare nel vivo in un contesto che vede un po’ tutti i Paesi impegnati ad uscire dalla crisi sanitaria con distanze sociali nuovamente rafforzate e con un ricorso sempre maggiore allo sharing quale via di uscita per evitare gli affollati mezzi pubblici.

Secondo GreenVulcano è proprio Covid-19 un ulteriore acceleratore della mobilità in sharing, mentre le nuove regole Ue impongono ai produttori di ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per tutti i veicoli entro il 2025 e del 37,5% per le automobili e del 31% per i furgoni entro il 2030, puntando ad una riduzione del 90% di tutte le emissioni provenienti dal settore dei trasporti entro il 2050.

«Dal 2021 per il mondo dei trasporti inizia così una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale così come i mezzi alternativi, meglio se a emissioni zero» commentano gli esperti di GreenVulcano

Ma quali sarebbero in concreto i benefici  per l’ambiente apportati dalla condivisione? Gli esperti di GreenVulcano stimano ad esempio che ogni 1.000 autovetture in sharing anziché di proprietà portinoad un risparmio complessivo di 2 mila tonnellate di CO2 annue. Insomma è come se si piantassero circa 3.000 nuovi alberi. E con gli altri mezzi —come il monopattino elettrico o la bicicletta a pedalata assistita— l’impatto è addirittura vicino allo zero.

Le prospettive sono buone: oggi 6 milioni di italiani sono iscritti ad almeno un servizio di sharing mobility. Ma, anche solo dalle cronache, è ormai evidente che il fenomeno è in crescita costante, vivendo al suo interno —negli ultimi mesi— anche l’esplosione dello sharing dei monopattini elettrici.

Senza dimenticare che nel boom della sharing mobility vi è il contributo di moltissime startup che —grazie appunto a partner B2B  su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo rispondere a questo un nuovo bisogno della società, riuscendo a fare leva sulle piattaforme tecnologiche per spingere nuove forme di utilizzo dei veicoli, ampliandone la gamma ed ideando nuovi modelli di business.

«Ma il fenomeno non è circoscritto allo sharing e flotte privati» puntualizzano gli esperti di GreenVulcano. Anche per le flotte aziendali si sta consolidando questa trasformazione che porta le aziende di ogni dimensione verso la «sharing economy», combinando anche a livello aziendale l’uso dei trasporti pubblici.

Ed il risparmio a livello aziendale è notevole perché  si passa dal concetto di «Total cost of ownership» (TCO) a quello di «Total cost of mobility» (TCM), si trasmigra quindi dal semplice costo di gestione dei veicoli della flotta al costo di gestione della mobilità aziendale a 360 gradi, includendo i servizi correlati e terziarizzando le attività no-core che vengono sempre più spesso affidate a chi ha più esperienza e maggiori competenze. 

«Questo passaggio alla terziarizzazione è un fenomeno che riguarda anche gli operatori più grandi, perché decisamente si risparmia» commentano gli analisti dell’azienda. Non a caso tra i clienti B2B di GreenVulcanovi sono colossi come Octo Telematics oppure eDrivingSM, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Grazie appunto all’esperienza acquisita in 20 anni di attività, GreenVulcano ha le competenze per realizzare soluzioni personalizzate di «shared mobility» per automobili, scooter, monopattini e perfino biciclette elettriche, in tempi rapidi e con costi ottimizzati, così da essere diventato il partner ideale per soluzioni di mobilità multimodale come quella attuale.