Tasso di mortalità triplicato negli adolescenti.

Ogni anno, nel mondo, le principali agenzie di sicurezza stradale registrano una significativa quantità di morti causate da distrazioni al volante. Le prime vittime sono spesso i conducenti che, distratti dallo smartphone, perdono di vista la strada e la segnaletica. 

Non di rado – e ancor più drammaticamente – anche pedoni e ciclisti entrano nell’infausta casistica. Queste ultime categorie sono da sempre parti deboli sul fronte della sicurezza stradale: rischiano troppo spesso di finire sulle cronache in situazioni di incolpevolezza, oppure distratti dai loro device portatili o dall’uso di auricolari. Infine troviamo i giovanissimi, categoria in assoluto più a rischio rispetto agli effetti (spesso mortali) della guida distratta.

UN PO’ DI NUMERI

Quale che sia la causa alla base di ogni singolo caso specifico, resta comunque la costante dei numeri, storicamente non sindacabili. Pensando al mercato statunitense, il GHSA – Governors Highway Safety Association – nel 2018 contava 2.841 vittime imputabili direttamente alla distrazione al volante, mentre nel 2019 questo numero saliva a 3.142, con una crescita pari a circa il 10%. Parliamo in questo caso di numeri relativi esclusivamente alle sole highway – le famose autostrade a scorrimento americane – e non a tutta la rete stradale del paese.

Per l’anno 2017 invece l’ IIHSInsurance Istitute for Highway Security – rilevava come su un totale di 37.000 vittime della strada in tutti gli Stati Uniti ben 800 casi di guidatori deceduti fossero direttamente correlati all’utilizzo dello smartphone durante la guida. Secondo le stime dell IHS, il rischio di incidenti letali con un guidatore distratto dallo smartphone aumenta ben del 66%

Nelle stesse statistiche però si evidenziava comunque una maggiore consapevolezza generale del pubblico nel 2018 riguardo a questi temi, rispetto alle stesse indagini a campione datate 2014.

GIOVANI E GIOVANISSIMI IN USA

Un capitolo a parte necessita, purtroppo, la fascia 16-19 anni: i numeri parlano da soli.

La guida distratta è responsabile di oltre il 58% degli incidenti tra adolescenti e i conducenti sotto i 20 anni, più giovani e inesperti, provocano da soli il 16% di tutti gli incidenti causati da distrazione al volante.

Il tasso di incidenti mortali per miglio guidato, per i ragazzi di età compresa tra i 16 ei 19 anni, è maggiore di 3 volte rispetto al tasso relativo ai conducenti di età superiore ai 20 anni e, a conferma di una situazione tragica, nel 2018 i decessi di adolescenti alla guida hanno registrato il picco tra le 18:00 e le 21:00 e hanno causato 434 giovanissime vittime. Di queste, 351 erano ragazzi di età compresa tra i 16 ei 17 anni che avevano consumato alcolici prima di mettersi alla guida.

EUROPA E ITALIA

Per quanto riguarda invece il mercato europeo, ed in particolare il caso italiano, possiamo partire ad esempio dal 2018: in occasione del noto incidente sull’A1 a Borgo Panigale, causato probabilmente proprio da un momento di distrazione, Alessio Nisi segnalava per l’AGI come il tema dell’attenzione alla guida fosse sempre più importante nel discorso pubblico sulla sicurezza stradale. In base al report ACI-ISTAT annuale del 2018, tra il 2016 e il 2017 il numero delle vittime della strada aveva subito un incremento di quasi il 3%, sfiorando le 3400 vittime su base annua. Sempre secondo uno studio ACI del 2016, si ipotizzava che in Italia 3 incidenti su 4 fossero dovuti a distrazioni di varia natura del conducente.

Nel corso degli anni sono stati testati vari strumenti finalizzati alla soluzione del problema “distrazione al volante”, come app mobile disponibili per le piattaforme Android e iOS, oltre che impostazioni di sicurezza introdotte negli aggiornamenti firmware direttamente dai produttori dei dispositivi, per limitare le distrazioni provenienti dai dispositivi tech durante la guida.

A settembre 2019 la compagnia di assicurazioni Linear Unipol ha condiviso le statistiche italiane stese nel consueto report congiunto di ACI e dell’ISTAT. Nel 2018, si legge nel report, quasi il 41% degli incidenti stradali era stato causato da distrazione al volante, mancata precedenza e eccesso di velocità, e il numero di decessi sulle strade italiane era rimasto sostanzialmente fermo rispetto all’anno precedente, mentre era aumentato quello delle vittime in autostrada. Il report si chiude con una constatazione non felice: dato l’obiettivo europeo di dimezzare il numero delle vittime stradali nel decennio 2010-2020, il calo registrato tra 2010 e 2018 era stato solo del 2,6%, davvero troppo poco.

2020: L’EFFETTO COVID 19

Arriviamo dunque agli ultimi 2 anni solari di cui abbiamo dati disponibili al momento, ovvero il 2019 e il 2020. Il 2020, l’anno della pandemia e dei lock-down generalizzati, che di fatto hanno limitato giocoforza la circolazione stradale ha, come previsto, mostrato un significativo calo degli incidenti stradali. 

Rifocalizzandoci sul 2019, cominciava comunque a scendere il numero dei decessi stradali in modo più significativo rispetto all’anno precedente, con un -4,8% su base annua, un dato finalmente incoraggiante. Distrazioni, mancate precedenze ed eccessi di velocità restavano però le tre cause principali, assestandosi sul 38% dei casi in esame, con un leggerissimo calo rispetto al 2018. Nel 2019, secondo i dati dell’Istat, la fascia d’età con più vittime in seguito ad incidenti stradali è stata quella degli anziani tra 75 e 89 anni.

Tornando all’anno 2020, come anticipato, considerando i mesi da Gennaio a Settembre già si è potuto verificare che l’impatto delle restrizioni per il Covid19 ha significativamente ridotto i veicoli circolanti, e quindi le morti sulla strada. Si parla infatti di un calo di oltre il 26% rispetto allo stesso periodo del 2019, una differenza molto molto significativa. In particolare il calo degli incidenti è stato del 72% a marzo e dell’85% ad aprile durante il lockdown duro generale. Nei Comuni capoluogo, incidenti e decessi si sono ridotti di oltre il 70% a marzo e di oltre l’80% ad aprile.

IL PRESENTE E L’IMMEDIATO FUTURO

Vedremo nel 2021 come si evolverà la situazione: se le rinnovate capacità tecnologiche delle vetture di nuova generazione, con gli ADAS sempre più diffusi e funzionali, lo studio di apposite UX e software dei dispositivi mobile e l’ingresso definitivo di intelligenza artificiale e comandi vocali nell’infotainment di bordo porterà a significativi miglioramenti delle statistiche annuali, come sperato dagli enti regolatori.

GreenVulcano Technologies è sempre al fianco dell’innovazione tecnologia nell’automotive. Con 20 anni di esperienza anche in ambito telematico, e con oltre 10 milioni di veicoli monitorati per conto dei suoi partner B2B, si dimostra l’azienda in grado di trovare la soluzione ideale per qualsiasi esigenza sui temi del fleet management, della sicurezza del proprio parco veicoli, della gestione logistica degli stessi e dell’implementazione di servizi di sharing mobility. Tutto questo nell’ottica di un futuro sempre più sicuro, sostenibile, proteso verso la circolarità energetica e cittadina.

La salvaguardia del cashflow è fondamentale per qualsiasi impresa e Creopay, la prima piattaforma di “cash-delivery”, supporta le aziende alla risoluzione di diversi problemi correlati ai pagamenti da esigere o ricevere.

Tramite l’app fintech funziona in questo modo: l’azienda crea un proprio database di clienti, ai quali può inviare un link diretto di pagamento – funzionante con tutti i principali circuiti di pagamento. In questo modo il cash-flow può aumentare in modo rapido e semplice, migliorando di conseguenza la redditività dell’impresa.

Si tratta di un modo efficace ed efficiente per aiutare a far accrescere rapidamente il proprio business anche in momenti difficili potendo digitalizzare un processo critico come quello dei pagamenti e della loro “compliance”, senza dover affrontare investimenti imponenti.

Che si tratti di incassi latenti, di far pagare un cliente per l’attivazione di un contratto di fornitura di beni o servizi, o addirittura di incassare la rata di un affitto, basta un promemoria “digitale”, inviato tramite sms o email, ed una procedura semplificata ed accessibile tramite un semplice link per dare l’opportunità alla controparte di saldare in piena sicurezza.

GreenVulcano Technologies è un’azienda di alto profilo: è stato possibile realizzare un progetto da zero portandolo, nella sua realizzazione, esattamente nella nostra direzione e strategia.

Antonio Fontanelli – CEO di Creopay #cashdelivery

Il sistema d’incasso via web è universale e viene fornito con un POS personalizzato, da subito attivo ed utilizzabile in pochi minuti. In questo modo si possono ricevere pagamenti da tutto il mondo, in ogni valuta possibile.

Creopay è la soluzione ideale quando vi sono pagamenti scaduti da gestire, oppure pagamenti ricorrenti grazie alla possibilità di configurare dei piani di pagamento rateali.

Da posizioni debitorie, ad abbonamenti a servizi vari passando per la più convenzionale non gestione di fatture per le quali si può programmare l’invio ed il relativo incasso.

Creopay rende più smart il rapporto contrattuale, ed eventualmente debitorio, alleggerendo l’utente da stress e difficoltà burocratiche, ed offrendo al pagatore una soluzione di pagamento molto snella, veloce e comoda da ogni dispositivo.

Non ci sono costi superflui in alcuna parte dell’esperienza d’uso e gli incassi sono veloci e totalmente tracciati. Si tratta inoltre di un prodotto che aderisce perfettamente alla normativa italiana, comunitaria ed anche interbancaria. La riconciliazione, una volta conseguita col cliente debitore, è istantanea e genera l’emissione di una ricevuta di pagamento, a tutelare entrambe le parti coinvolte.

In caso di utilizzo continuativo si può anche salvare la fonte del pagamento utilizzata, per operazioni future, aspetto molto utile in caso di clienti ricorrenti o piani di pagamento rateali.

La soluzione fintech si rivela essere molto accessibile ed ottimizzata:

  • i link di pagamento sono sempre attivi 24/7.
  • la piattaforma è totalmente cloud.
  • le procedure sono automatizzate e permettono gestioni massive di database o singoli invii istantanei.

Un prodotto puntuale e veloce, a cui ci si connette al pagamento in pochi click.

L’uso della app fintech è un processo autonomo suddivisibile in 3 fasi:

  1. Attivazione sul Cloud dell’account, in piena tutela di sicurezza e conformità al GDPR dei dati salvati di azienda.
  2. Creazione di una lista “clienti-debitori”, in modo semplice e facilmente brandizzabile a nome dell’azienda, tramite caricamenti di file .csv o .xls.
  3. Lancio dei pagamenti (singoli, multipli o massivi) in soluzione unica o a rate.
  4. Reportistica puntuale e real time di tutte le attività svolte e di eventuali pagamenti andati a buon fine.

Con quali clienti si può dunque usare Creopay?

  • Clienti attivi che possono quindi utilizzare le varie opzioni possibili per singoli pagamenti, o attivare piani di rateizzazione, abbonamento o affitto.
  • Clienti con posizioni scadute, per i quali è possibile inviare un link con cui pagare attraverso le fonti di pagamento digitali alternative, molto veloci, in caso ci sia stato un problema sulla fonte principale.
  • Clienti “non performing”, per i quali Creopay è in grado di lanciare campagne di credit management massive che permettono in modo efficiente di recuperare l’indotto spontaneo e definire strategie operative per successive azioni sul database (grazie all’analisi dei dati offerta dalla piattaforma).

Il contributo di GreenVulcano alla realizzazione di Creopay

Creopay è stato uno dei progetti innovativi recentemente seguiti e innovati grazie allo sviluppo di GreenVulcano Technologies. L’attività ha riguardato sia la struttura architetturale dell’applicativo, sia la realizzazione della manualistica dedicata a manager e utenti del sistema.

Il rebuild di Creopay 2.0, ripensato da GreenVulcano Technologies, in nuce è un’applicazione web-based cloud-native, sicura, distribuita e scalabile, basata su un’architettura multilivello su tre layer:

  1. Presentation
  2. Business services
  3. Persistence

Il layer Presentation attiene alla UI per le attività degli utenti umani del servizio, comprendenti sia il back-office che l’interfaccia per gli utenti finali. I dati del Presentation layer vengono erogati dal Business services layer ed ulteriori dati vengono interfacciati tramite API con servizi terzi.

Il Business service layer è formato da servizi ad accoppiamento leggero che seguono il principio di “Scomposizione in base alla capacità di business”. Le API sono esposte per le funzionalità di business e sicurezza correlate a processi etent-driven. Task automatizzati e programmati si occupano di completare i processi di business di Creopay 2.0.

Il Persistence layer contiene invece un set di databases per conservare in piena sicurezza informazioni di business e metadati.

Completa il tutto un layer di sicurezza che si occupa dello IAM e tiene al sicuro il Presentation Layer e tutte le strutture a discenderne.

L’architettura di Creopay 2.0

L’architettura di Creopay 2.0 è basata su un PaaS (Platform as a Service), un ambiente di sviluppo e deploy in cloud. Un’infrastruttura per natura estremamente scalabile, basata su containers. si tratta di una soluzione efficente, più veloce e leggera.

La struttura a container permette all’applicazione di essere racchiusa in ambienti auto consistenti, garantendo una estrema rapidità di deploy, estrema scalabità ed estrema facilità di porting tra ambienti di sviluppo, test e produzione.

La piattaforma che consente di creare ed eseguire il container di Creopay2.0 è Docker, una piattaforma open-source flessibile e user-friendly. L’architettura dei cointainer è orchestrata da server di monitoraggio, che eseguono l’avvio e continuano a monitorare l’esecuzione di container tra di loro indipendenti. L’armonia di esecuzione tra i vari container è garantita da varie soluzioni tra cui ricordiamo Kubernetes. Kubernetes è il prodotto di punta per dirigere architetture medio/grandi. Si tratta di un progetto, anch’esso open-source, realizzato da Google, che rappresenta la soluzione ottimale per una gestione efficiente ed efficace. In questo modo tutta una serie di container a base Linux rende l’applicativo facile da distribuire e far scalare secondo necessità, con un alto gradi di astrazione.

L’architettura così concepita di Creopay2.0 consente quindi di avere una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Abbiamo visto il mese scorso come potevamo trarre un riepilogo del 2020 appena concluso.

Negli scorsi giorni Alfredo Adamo, membro storico della grande famiglia GreenVulcano Technologies, e CEO di AlanAdvatage ci ha mandato un suo pensiero benaugurante.

“Molti di voi mi avranno sentito dire spesso: “Siamo fortissimi! Solo la salute ci può fermare… e non lo sta facendo”. Credo che in fondo tocchi un po’ tutti i temi che abbiamo affrontato come azienda e come grande famiglia nel 2020.

Ho più volte definito quella frase come il “mio motto” e, per fortuna e per bravura di tutte le persone che lavorano con noi, in questi ultimi anni ho potuto ripeterlo spesso: mese dopo mese quello che chiamiamo il nostro network di aziende è cresciuto in dimensioni, numero di persone, fatturati, in definitiva di valore complessivo. Oggi il nostro network fattura oltre 30 milioni di Euro, e la nostra reputazione è in continua crescita.

Mai come nello scorso anno però la nostra salute è stata messa a dura prova da questo subdolo virus! Purtroppo ha colpito alcuni di noi direttamente ed altri indirettamente, perché hanno perso cari, familiari, amici. É a tutti quanti i nostri cari che ci hanno lasciato durante questo anno terribile, a causa del virus o per altri motivi, che dedichiamo i nostri affettuosi pensieri.

Ma quello che abbiamo continuato a seminare e raccogliere nel 2020 siamo sicuri che sboccerà nel 2021. Abbiamo tutte le possibilità di fare sempre meglio, grazie al grande lavoro che tutti noi stiamo svolgendo. Sono sicuro che il famoso verde di GreenVulcano Technologies sia anche un segnale di speranza per l’anno nuovo da poco iniziato.

Vorrei ricordare ancora una volta la storia del professor Randy Pausch, scomparso nel 2008. Nel settembre del 2006 Randy Pausch è un brillante professore di informatica della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha una moglie, tre bambini ed ama appassionatamente il suo lavoro, i suoi colleghi, i suoi studenti. Improvvisamente i medici gli diagnosticano un cancro al pancreas in stadio ormai avanzato. Un anno dopo, il 18 settembre del 2007, Pausch tiene la sua ultima lezione pubblica, la “Last Lecture”, davanti a un pubblico di quattrocento persone, lasciando ad amici e colleghi il suo ultimo messaggio: “Realizzate i vostri sogni d’infanzia”.

Randy Pausch Last Lecture: “Achieving Your Childhood Dreams” – Carnagie Mellon University – Sept. 18, 2007

Entriamo quindi in questo nuovo anno 2021, pieno di obiettivi ambiziosi e di nuovi progetti, cercando di essere vicini, solidali, compatti. Cercate un aiuto nel collega e lo troverete, ricordate che siamo tutti a distanza di una video-call, sono solo pochi secondi uno dall’altro… non perdiamoci d’animo.”

“É emozionante realizzare i sogni della propria infanzia, ma invecchiando, è possibile scoprire che aiutare i sogni altrui è ancora più bello.” Randy Pausch.

Con questo augurio di Alfredo Adamo vogliamo dunque cominciare il 2021: partendo da una realtà molto complessa degli ultimi mesi ma senza dimenticare le qualità che il gruppo ha saputo dimostrare in questo periodo, con una capacità di adattamento eccezionale.

Le novità per il 2021 aziendale non mancheranno, e la prima del 2021 è molto importante: l’arrivo di Gaetano Rossi come nuovo Vice President – General Director. L’ingresso di Gaetano nel team GreenVulcano Technologies rappresenta la naturale prosecuzione della traiettoria volta alla crescita e al potenziamento del gruppo e di tutto il network per estensione.

Gaetano comincia la sua esperienza professionale in ambito Telco e Telecomunicazioni a partire dal 1991 in Telesoft per 8 anni col ruolo di Project Manager. Prosegue successivamente nel corso in diverse aziende della galassia Telecom Italia: nel periodo 2005-2013 in Shared Services ad esempio, in cui ricopre vari ruoli di management fino a concludere come Responsabile Sviluppo e Gestione OSS.

Dal 2013 al 2017 importantissima la sua esperienza in TI.IT (Telecom Italia Information Technology): fino al 2014 Responsabile ADM integration & Testing, dal 2014 al 2017 Responsabile Sistemi BSS Mass Market e poi Delivery Manager Digital BSS.

Sotto il suo coordinamento, e grazie al supporto di oltre 300 dipendenti e 500 consulenti, nel corso degli anni si è riusciti a rendere TIM un vero colosso multinazionale. Un colosso che tutt’ora è un modello di riferimento, oltre che un orgoglio Italiano nel mondo.

Il target a cui puntiamo tutti è chiaro e semplice da comprendere: aiutare il Team GVT a realizzare una crescita in termini professionali, tecnici, organizzativi, economici e soprattutto umani.

Covid e mobilità: 54 milioni di spostamenti in sharing, record nel 2020.

LA PANDEMIA HA AVUTO UN ENORME IMPATTO SULLE SCELTE DEGLI ITALIANI NELL’AMBITO DELLA MOBILITÀ, DETERMINANDO UNA CRESCITA ESPONENZIALE DELLA SHARING MOBILITY (54 MILIONI DI SPOSTAMENTI) CON TASSI DI CRESCITA DEL 202% PER LA MICROMOBILITÀ, DI GRAN LUNGA SUPERIORI A QUELLI DEL CARSHARING (+48%).

Basandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore, GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com) ha calcolato il valore aggregato della micromobilità, mettendo in evidenza come la sua crescita rispetto al carsharing possa influire per il futuro dal punto di vista strategico e quantificandone anche l’aspetto economico.

Dopo un breve crollo iniziale che si è potuto registrare durante il primo lockdown, l’emergenza sanitaria ha paradossalmente portato ad un’esplosione del fenomeno della mobilità condivisa, soprattutto per quanto riguarda la micromobilità: monopattini (+554%), scooter (+26%) e biciclette (+25%), ritenuti più sicuri rispetto ai veicoli chiusi.

A snocciolare questi numeri —basandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore— è GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com), azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

Il valore medio —calcolato da GreenVulcano Technologies sull’incremento del numero di veicoli— indica quindi che per la micromobilità la crescita è del +202%.

Se poi si considera anche la fruizione del servizio —osservano gli analisti di GreenVulcano Technologies— il 2020 si chiuderà con un numero totale di ben 54 milioni di spostamenti in condivisione: un numero impensabile fino a pochi anni fa. Eppure la tendenza verso la sharing mobility sta prendendo sempre più piede, tanto da essere riuscita a spingere l’industria automobilistica a ricalibrare il proprio modello di business tenendo appunto ben presente la sharing economy.

Ma anche le patenti sono calate. Questo è un importante indicatore di come la tecnologia ed Internet siano riusciti a sostituire l’automobile nei desideri dei più giovani —e molto spesso anche dei meno giovani— inducendo a “viaggiare” sempre più spesso in rete e —per gli spostamenti fisici— a ricorrere precipuamente alla micromobilità, il cui incremento medio nell’ultimo anno è stato appunto più che quadruplo (+202%) rispetto a quello del carsharing (+48%).

«Entro il 2021 in Italia la sharing economy —includendo le sue 5 macro aree (finanza collaborativa, alloggi tra privati, condivisione di veicoli, servizi domestici on demand e servizi professionali on demand) potrà valere fino all’1,3% del Pil, ben 25 miliardi di dollari. Ma le vere protagoniste della crescita di questo settore sono le piattaforme di condivisione dei servizi di trasporto che entro il 2025 arriveranno a rappresentare il 40% del totale del mercato» sottolinea Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies che —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— ha accompagnato verso la sharing economy aziende di ogni dimensione, includendo i grandi colossi: da Octo Telematics —il famoso player delle «Cinquecento rosse»— ad eDriving, impegnato ad aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

L’impatto della sharing mobility sull’economia sarà pertanto —dal punto di vista delle aziende— di circa 8 miliardi di euro: il 40% di 25 miliardi di dollari.

«Ma, cambiando prospettiva, l’impatto sulle persone sarà ancora più grande: già oggi si può intraprendere un viaggio di 20 minuti ad un costo variabile —in relazione alla combinazione di mezzi scelti— tra 50 centesimi e 5,3 euro» aggiunge Claudio Ortenzisenior analyst di GreenVulcano Technologies.

Gli analisti del big player dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility hanno poi preso in esame —attraverso un sondaggio— l’attuale situazione Covid-19 che vede l’Italia divisa in 3 zone. A seconda della regione —e in molti casi anche del colore ad essa attribuito— cambia il comportamento dei cittadini, ha potuto appurare GreenVulcano Technologies.

Gli italiani risultano così divisi —oltre che in 3 zone— anche in 3 tipi di comportamento prevalente: audacepauroso oppure equilibrato.

In alcune regioni delle zone rosse —o che sono state incluse in zona rossa per un periodo— la maggiore limitazione degli spostamenti ha fatto scattare il desiderio di trasgredire: succede ad esempio in Lombardia, dove i residenti sono più “audaci” e non temono affatto di ricorrere al carsharing.

Oltre alla Lombardia, tra le regioni che secondo GreenVulcano Technologies sono tendenzialmente più “audaci” vi sono anche ToscanaCampaniaPuglia ed Abruzzo.

Nel Lazio prevalgono invece i profili “paurosi”. Potendo scegliere, qui —nonostante i protocolli di disinfettazione delle autovetture offrano le più ampie garanzie di sicurezza— si preferisce evitare il carsharing ed optare piuttosto per i veicoli aperti: motorini, biciclette e monopattini. Tra le regioni tendenzialmente più “paurose” vi sono anche Emilia RomagnaMarcheLiguria e Friuli-Venezia Giulia.

Gli “equilibrati”, infine, prevalgono in UmbriaSiciliaSardegna. In queste regioni non si esagera verso facili allarmismi e si continua la vita di sempre, ma senza abbassare troppo la guardia.

«Nelle altre regioni non vi è una predominanza marcata: i cittadini sono equamente distribuiti nei 3 diversi profili. La scelta qui dipende più dal contesto personale e dal carattere che dall’ambiente esterno» concludono gli analisti di GreenVulcano Technologies.

Vite a noleggio, la sharing economy ha fatto boom: iscritto 1 italiano su 5.

IN ITALIA UNA PERSONA SU 5 È ISCRITTA AD UN SERVIZIO DI SHARING MOBILITY. GREENVULCANO TECHNOLOGIES: «GRAZIE ALLA MICROMOBILITÀ ED ALLE NUOVE TECNOLOGIE LA SHARING ECONOMY HA FATTO BOOM IN ITALIA». A DIMOSTRARLO È L’ANALISI DEL MERCATO ITALIANO DELLA SHARING MOBILITY REALIZZATA QUESTO MESE DAL BIG PLAYER B2B DIETRO LE QUINTE DELLE MAGGIORI SOCIETÀ DI SMART MOBILITY.

Nel 2020 i servizi di condivisione di mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente nel nostro Paese con ben 11.549.750 iscritti alla sharing mobility, se si considerano anche i 5.475.000 iscritti al car e scooter pooling. A mettere in evidenza questi dati è GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.combasandosi sui dati della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e delle principali piattaforme di settore.

Il modo di muoversi in città sta cambiando. E sta cambiando anche grazie anche a GreenVulcano Technologies (www.greenvulcano.com)ed ai suoi nuovi algoritmi predittivi che consentono (tra l’altro) di trovare il veicolo giusto nel posto giusto al momento giusto e (soprattutto) di garantire la maggior sicurezza per ciascun spostamento, attraverso (ad esempio) il monitoraggio delle condizioni dei veicoli e degli stili di guida dei conducenti.

Ma come è cambiata la mobilità nell’ultimo anno? Ecco i numeri relativi al 2020 elaborati da GreenVulcano Technologies basandosi sul Rapporto Nazionale dell’ Osservatorio Sharing Mobility della «Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile» e sui dati diffusi dalle piattaforme che facilitano la condivisione di passaggi (ride sharing e pooling) sia in automobile che in scooter.

«I veicoli propriamente in sharing —escludendo quindi il pooling— in Italia sono oggi 80.423» sintetizza Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano Technologies, azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

La flotta più consistente —al primo posto— rimane quella delle biciclette: 36.000 unità (di cui 5.413 bici elettriche) per complessivi 13 milioni di spostamenti nel 2020.

Ma il numero dei velocipedi è più o meno stabile da ormai 2 anni per cui il bike sharing verrà presto scalzato dai monopattini, il cui numero già ad oggi è salito a 27.150 unità, con un incremento del 554% rispetto al 2019, per complessivi 5 milioni di spostamenti contro i 3 milioni del 2019 ed i 989 mila del 2018.

In terza posizione troviamo le automobili che —sommando i veicoli free-floating che si prelevano e si lasciano ovunque e quelli station based che si prelevano e si lasciano in appositi spazi— sono 12.000, di cui 2.094 veicoli elettrici, con un incremento del 46% rispetto al 2019 e del 52% rispetto al 2018. 

Gli scooter sono infine 5.273, la stragrande maggioranza dei quali (4.818) elettrici, con un numero di spostamenti anch’esso in crescita: 4 milioni contro 3 milioni del 2019 ed un milione del 2018.

Se consideriamo il numero degli iscritti abbiamo invece ancora al primo posto il car sharing con 3.565.750 iscritti (+48% rispetto al 2019), al secondo posto il bike sharing con 1.600.000 iscritti (+8% rispetto al 2019) ed in terza posizione lo scooter sharing con 609.000 iscritti (+45% rispetto al 2019).

Per ultimi i monopattini in condivisione con un numero di iscritti che GreenVulcano Technologies stima in 300.000 persone. Ma il servizio è praticamente partito solo quest’anno e sta rapidamente scalando gli indici di gradimento degli italiani.

Se poi sommiamo anche i 5.475.000 di utenti del car pooling e del seppure ancora poco diffuso scooter pooling, arriviamo a sommare 11.549.750 iscritti alla mobilità condivisa: praticamente quasi un italiano su 5.

La sharing mobility —insomma— è in crescita e fa da traino alla sharing economy italiana. Ciò che ha determinato il suo successo è certamente l’impiego della tecnologia e lo sviluppo di sistemi informatici realizzati ad hoc, come quelli sviluppati da GreenVulcano Technologies —non solo per le autovetture e i motoveicoli, ma anche per i monopattini, le hoverboard, gli skateboard e le biciclette— tutto all’insegna di spostamenti sempre più ecologici, agili e silenziosi per agevolare il più possibile la vita di tantissimi italiani.

«Secondo i dati della Commissione europea, gli italiani rimangono bloccati nel traffico 38 ore ogni anno. Praticamente perdiamo una settimana di lavoro bloccati in coda, per non parlare dei livelli di inquinamento generati dai veicoli accesi in questo lasso di tempo. Eppure oggi basta un’app e in pochi tap è possibile avere a disposizione il mezzo più idoneo per raggiungere la destinazione desiderata nella maniera più efficiente possibile, saltando anche le code» commenta Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies.

Con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività, GreenVulcano Technologies ha accompagnato negli ultimi 20 anni aziende di ogni dimensione verso la sharing economy, includendo colossi come Octo Telematics oppure eDriving, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Ed ha aiutato anche moltissime startup che —grazie ad un partner B2B su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano Technologies, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo ideare nuovi modelli di business, riuscendo a fare leva su innovative piattaforme tecnologiche e su rivoluzionari algoritmi predittivi, per spingere —tra car sharing, car pooling, bike sharing e via dicendo— nuove forme di micromobilità ed inedite forme di utilizzo dei veicoli. Un fenomeno che sta ora cambiando il modo di pensare alla mobilità in tutto il mondo.

Dal 2021 per il mondo della mobilità in sharing inizierà una fase rivoluzionaria: eccoci insieme a GreenVulcano nella nuova era della mobilità sostenibile.

IN EUROPA IL SETTORE DEI TRASPORTI INQUINA ANCORA TROPPO E —SECONDO I DATI EUROSTAT— IL 70% DELLO SMOG È PRODOTTO DA APPENA 6 PAESI, CON IN TESTA GERMANIA (22,5%), REGNO UNITO (11,4%) E POLONIA (10,3%). L’ITALIA INVECE PRODUCE SOLO LA METÀ DELLE EMISSIONI DEL VICINO TEUTONICO: A METTERLO IN EVIDENZA È GREENVULCANO, IL BIG PLAYER B2B DIETRO LE QUINTE DELLE MAGGIORI SOCIETÀ DI SMART MOBILITY .

«Dal 2021 per il mondo della mobilità in sharing inizierà una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale» commentano gli esperti di GreenVulcano.

Le nuove norme Ue entrate in vigore già quest’anno prevedono una transizione graduale verso la mobilità a emissioni zero, dettando nuove sfide e nuove necessità che, grazie a partner tecnologici come GreenVulcano (https://www.greenvulcano.com/), possono essere tempestivamente affrontate e rapidamente superate, in un settore —quello dei trasporti— che è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene prodotto dal solo trasporto stradale.

Altri settori hanno tagliato le emissioni già dal 1990, ma nell’ambito dei trasporti l’aumento della mobilità delle persone —anche considerando la diversificazione e l’inclusione di “nuovi” mezzi come la bicicletta a pedalata assistita ed il monopattino— ha causato un incremento delle emissioni di CO2. Ed è così che oggi il 70% dello smog in Europa è prodotto da appena 6 Paesi, con in testa la Germania che inquina il doppio dell’Italia. A metterlo in evidenza è proprio GreenVulcano, basandosi su dati Eurostat.

In cima alla classifica europea, la Germania contribuisce al 22,5% del totale dell’anidride carbonica immessa in atmosfera, seguita da Regno Unito con l’11,4% e Polonia con il 10,3%. Poi ancora seguono Francia ed Italia intorno al 10% e la Spagna al 7,7%.

Eppure, in quanto a investimenti, soluzioni e tempistiche, GreenVulcano (https://www.greenvulcano.com/) —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— è leader in Europa, accreditato ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché quale uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

A livello di singole città, la graduatoria —su dati dell’International Council on Clean Transportation vede però l’Italia addirittura in cima alla classifica. Ad occupare il primo ed il secondo posto delle città più inquinate sono infatti rispettivamente Milano e Torino. Sul podio anche Stoccarda. Seguono poi Kiev, Colonia, Haarlem e Berlino. E tra le città più inquinate vi è anche Napoli, che è settima.

La lotta all’inquinamento nel 2021 deve quindi necessariamente entrare nel vivo in un contesto che vede un po’ tutti i Paesi impegnati ad uscire dalla crisi sanitaria con distanze sociali nuovamente rafforzate e con un ricorso sempre maggiore allo sharing quale via di uscita per evitare gli affollati mezzi pubblici.

Secondo GreenVulcano è proprio Covid-19 un ulteriore acceleratore della mobilità in sharing, mentre le nuove regole Ue impongono ai produttori di ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per tutti i veicoli entro il 2025 e del 37,5% per le automobili e del 31% per i furgoni entro il 2030, puntando ad una riduzione del 90% di tutte le emissioni provenienti dal settore dei trasporti entro il 2050.

«Dal 2021 per il mondo dei trasporti inizia così una fase rivoluzionaria che dovrà portare ad un impatto ambientale sempre più green, con motori sempre più puliti ed una nuova filosofia della mobilità dove la condivisione avrà un ruolo ancora più centrale così come i mezzi alternativi, meglio se a emissioni zero» commentano gli esperti di GreenVulcano

Ma quali sarebbero in concreto i benefici  per l’ambiente apportati dalla condivisione? Gli esperti di GreenVulcano stimano ad esempio che ogni 1.000 autovetture in sharing anziché di proprietà portinoad un risparmio complessivo di 2 mila tonnellate di CO2 annue. Insomma è come se si piantassero circa 3.000 nuovi alberi. E con gli altri mezzi —come il monopattino elettrico o la bicicletta a pedalata assistita— l’impatto è addirittura vicino allo zero.

Le prospettive sono buone: oggi 6 milioni di italiani sono iscritti ad almeno un servizio di sharing mobility. Ma, anche solo dalle cronache, è ormai evidente che il fenomeno è in crescita costante, vivendo al suo interno —negli ultimi mesi— anche l’esplosione dello sharing dei monopattini elettrici.

Senza dimenticare che nel boom della sharing mobility vi è il contributo di moltissime startup che —grazie appunto a partner B2B  su innovazione ed integrazione a 360 gradi come GreenVulcano, forte nella capacità di affiancare altre aziende e di “supportarle da zero”— hanno saputo rispondere a questo un nuovo bisogno della società, riuscendo a fare leva sulle piattaforme tecnologiche per spingere nuove forme di utilizzo dei veicoli, ampliandone la gamma ed ideando nuovi modelli di business.

«Ma il fenomeno non è circoscritto allo sharing e flotte privati» puntualizzano gli esperti di GreenVulcano. Anche per le flotte aziendali si sta consolidando questa trasformazione che porta le aziende di ogni dimensione verso la «sharing economy», combinando anche a livello aziendale l’uso dei trasporti pubblici.

Ed il risparmio a livello aziendale è notevole perché  si passa dal concetto di «Total cost of ownership» (TCO) a quello di «Total cost of mobility» (TCM), si trasmigra quindi dal semplice costo di gestione dei veicoli della flotta al costo di gestione della mobilità aziendale a 360 gradi, includendo i servizi correlati e terziarizzando le attività no-core che vengono sempre più spesso affidate a chi ha più esperienza e maggiori competenze. 

«Questo passaggio alla terziarizzazione è un fenomeno che riguarda anche gli operatori più grandi, perché decisamente si risparmia» commentano gli analisti dell’azienda. Non a caso tra i clienti B2B di GreenVulcanovi sono colossi come Octo Telematics oppure eDrivingSM, la cui mission è quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni.

Grazie appunto all’esperienza acquisita in 20 anni di attività, GreenVulcano ha le competenze per realizzare soluzioni personalizzate di «shared mobility» per automobili, scooter, monopattini e perfino biciclette elettriche, in tempi rapidi e con costi ottimizzati, così da essere diventato il partner ideale per soluzioni di mobilità multimodale come quella attuale.

Ci apprestiamo alla fine di questo 2020 e, in quanto gruppo di aziende e seconda famiglia, è per noi importante cogliere l’occasione di lasciarci non solo con un augurio, ma anche con degli spunti di quello che sarà l’anno venturo.

Stiamo vivendo un mercato sempre più digital, sempre più propenso all’adozione di nuove tecnologie e metodi più sostenibili per il vivere cittadino. GreenVulcano Technologies è sempre stata in prima linea per quanto riguarda l’adozione diffusa di tecnologie e di stili di vita considerati all’avanguardia. Possiamo stare certi che continueremo a non farci sfuggire queste nuove ritrovate opportunità. 

Anche le nuovissime metodologie di lavoro smart da casa, ad esempio, sono state fronteggiate in maniera ottimale – in pieno regime con il carattere innovativo sia dell’azienda che di tutti noi che la componiamo. Il nostro Co-founder Gianfranco ci ha raccontato lo scorso maggio i suoi 10 consigli per restare sani di mente lavorando da casa in lockdown. Consigli che si sono rivelati molto utili per organizzare la nostra giornata lavorativa da casa. Senza impazzire!

Maurizio Fiumara, Senior Manager del gruppo, è intervenuto più volte nel corso dell’anno sul blog aziendale: mentre affrontavamo il tema del social recruiting – 25 nuove colleghe e colleghi sono entrati nel team negli ultimi 18 mesi – Maurizio commentava così le esperienze del lavoro da remoto:

Come azienda non abbiamo esitato a rispondere all’emergenza con il remote working. […] Posso affermare che lo smart working ha funzionato; i colleghi tutti hanno continuato a lavorare con efficienza e disponibilità con il supporto costante del board non solo dal lato lavorativo. Abbiamo infatti organizzato pause caffè virtuali e incontri periodici di confronto e spesso di svago.

Poche settimane dopo Mario Stefanutti, CTO di GreenVulcano Technologies ci ha aperto le porte del laboratorio R&D, e riflettendo al termine della prima ondata sulla collaborazione in azienda, ricordava così le settimane precedenti:

Ci siamo resi conto che di fatto eravamo già pronti tecnicamente da qualche anno al cambiamento: abbiamo le piattaforme di comunicazione audio/video, gli strumenti di lavoro collaborativo online, mezzi ormai maturi ed efficienti che hanno giocato un ruolo molto importante. L’uomo farà necessariamente buon uso di questa esperienza di smart working, e lo smart working diventerà sempre più uno strumento utile e presente.

D’altra parte, il 2020 era già iniziato dal consolidamento del nuovo spin-off Sensoworks a tema IoT e monitoraggio infrastrutturale, che da gennaio è entrato nel vivo come avevamo annunciato sempre sul nostro blog. Come per tanti altri progetti, Sensoworks è la coronazione dei molti successi che abbiamo avuto nel settore, che ci hanno spinto a procedere con la creazione di una realtà indipendente, per quanto comunque legata alla nostra famiglia (in crescita).

Come tutti sapete, il secondo spin-off è stato Automyo, che consolida la nostra vocazione alla sperimentazione – in questo caso per quanto riguarda l’automazione e la robotica – oltre che rappresentazione dell’evoluzione del nostro Claudio.

Tra i vari progetti di successo ricordiamo anche il progetto ePopZeb, sviluppato con la Regione Lazio, ormai completato e presentato anche sugli schermi virtuali della recente Maker Faire.

Resta comunque caldissimo in chiusura 2020 il tema della mobilità sostenibile, ed in particolare della micro-mobilità: non sono mancati riferimenti ed attività in merito da parte di GreenVulcano Technologies, puntualmente ripresi dai nostri comunicati stampa, ed anche interventi televisivi per Marco D’Ambrosio Business Developer del gruppo e Claudio Ortenzi Senior Analyst.

Ma se il 2021 è l’anno della mobilità, come riportato da Mario Stefanutti, non possiamo non menzionare anche le fantastiche news dal fronte monitoring: è già da maggio che Sensoworks lavora su e con Autostrade per l’Italia e Anas per dei progetti di monitoraggio che avranno un impatto veramente importante sulle nostre infrastrutture nazionali. Altrettanto di rilievo è la recentissima partnership Sensoworks con Acea, che ci porterà tante belle novità nel prossimo anno.

Ma più di tutto è doveroso un grazie a tutto il nostro fantastico team senza il quale tante di queste vittorie non ci sarebbero state. 

Nel 2021 aumenteremo le attività di team building in modo da conoscerci sempre meglio e rendere ancora più coeso e compatto il nostro gruppo, perché questo 2020 ci ha insegnato e dimostrato quanto possiamo dare come individui e come membri di un team.

Buone feste a voi e ai vostri cari da tutto il gruppo GreenVulcano Technologies.

Già durante l’intervista di agosto scorso avevamo affrontato il tema della mobilità sostenibile come prospettiva di business futuro. Arrivati ora a fine 2020 è giusto riprendere il tema e tratte le analisi sull’anno in chiusura.

Considerando il mercato italiano della mobilità condivisa, il 2020 ha visto un aumento esponenziale degli iscritti ai vari servizi, come il car sharing o lo scooter sharing.

Basti pensare che su base nazionale per il primo c’è stato un aumento del 48% rispetto al 2019, mentre il secondo del 45%; anche il bike sharing che si posizione a +8% rispetto all’anno precedente.

Come numero assoluto dei mezzi condivisi circolanti, le biciclette formano ovviamente la flotta più numerosa, ma l’aumento del 554% del numero di monopattini elettrici è chiaramente indicativo della progressione del mercato in quella direzione.

Se pensiamo poi che l’industria della mobilità, anche in chiave “anti-Covid19”, è stata al centro di iniziative istituzionali e politiche importanti fin dal 2019, con incentivi all’acquisto di mezzi di trasporto più ecosostenibili e facili da manovrare nel contesto urbano, non si può che essere ottimisti per il 2021.

Insomma, tutti i dati e le nuovissime caratteristiche tecnologiche presenti nel settore della mobilità portano ad un solo plausibile risultato: il 2021 sarà un buon anno per la mobilità condivisa.

La recente pandemia ha rappresentato infatti una sfida inizialmente complessa per il settore dello sharing, specialmente per il pooling tra privati, cioè la condivisione contemporanea di un mezzo – come ad esempio un veicolo Uber o una macchina privata iscritta ad un servizio come il famoso BlaBlaCar.

Tuttavia, la pandemia e le sue conseguenze sul mercato hanno portato dei profondi cambiamenti, crediamo duraturi nel tempo. Se il settore è cresciuto con numeri così importanti nel bel mezzo della crisi sanitaria, possiamo solo immaginare di quanto ancora potrebbe crescere una volta terminata la fase emergenziale e risolti i possibili limiti burocratici e tecnici all’espansione.

In particolare, fra i vari segmenti del mercato, quello che ha un potenziale di crescita estremo è quello della micromobilità urbana.

La micromobilità si differenzia da altri servizi di condivisione mezzi poiché – come dice il nome – include mezzi più piccoli, facilmente manovrabili nello spazio urbano e che coprono distanze minori.

Solo 10 anni fa, per andare a fare una piccola spesa avremmo forse preso la macchina. Oggi possiamo affittare una bicicletta o un monopattino elettrico a pochi passi da casa e “restituire” il mezzo una volta finita la commissione, non solo contribuendo alla riduzione di traffico e inquinamento (ambientale ed acustico), ma anche al nostro stesso benessere, con attività motoria e aria più pulita.

GreenVulcano Technologies ha esattamente questa missione: fare di tutto per sviluppare tecnologie più pulite, più efficienti e più efficaci. Per questo abbiamo collaborato con aziende leader nel settore della mobilità e dell’automotive come Octo Telematics e PopMove, per ricercare soluzioni migliori ai vari problemi che affliggono la nostra vita cittadina. 

Ad oggi, il settore della mobilità non è mai stato così tanto in esplosione, specialmente in Italia, dove tutte le grandi città offrono questi tipi di soluzioni, con un tasso di conversione sempre più alto.

GreenVulcano Technologies è quindi pienamente all’interno del mondo della mobilità e delle nuove soluzioni disponibili. Dobbiamo assolutamente diminuire gli effetti negativi di una mobilità obsoleta, attraverso l’implementazione di metodi di spostamento urbano che possano occupare sempre meno spazio e inquinare sempre meno, sia in caso di emissioni nocive che di rumori incessanti.

Dati alla mano, crediamo che il 2021 sarà un anno positivo per la micromobilità. La sperimentazione istituzionale per i veicoli di micromobilità è stata prorogata fino al 27 Luglio 2022, con un mercato sempre più propenso all’adozione di questo tipo di soluzione per gli spostamenti urbani, e da più parti stiamo raccogliendo manifestazioni di interesse ad aprire nuovi progetti di micromobilità in tutto il Paese

Crediamo che la micromobilità sia un mercato in ascesa, che non abbia ancora raggiunto il suo picco, e nel quale la capacità di sperimentare nuove soluzioni, con nuovi prodotti e servizi, ci permetterà di muoverci in avanti verso una società e un’urbanizzazione più sostenibile e a misura d’uomo.

Mario Stefanutti

Mario Stefanutti he’s a CTO with more than 20 years of experience with complex IT infrastructures and systems. Experience gained on major companies like Telecom and Reply, where he’s covered roles from Solution Architect to Technical Project Leader.
At GreenVulcano he manages the R&D Lab in Rome and he’s responsible for the strategic definition of technical developments of all GreenVulcano products.

L’innovazione made in Italy di cui GreenVulcano è portavoce da oramai 20 anni non può non passare attraverso lo sviluppo e l’implementazione di un’infrastruttura civile stabile, sicura e all’avanguardia, che duri nel tempo e dia inizio a un dialogo costante sul modo in cui essa stessa viene concepita.

Boom della smart mobility in Italia.

UN ITALIANO SU 10 È ISCRITTO AD ALMENO UN SERVIZIO DI SHARING MOBILITY: «IL 2021 SARÀ L’ANNO DELLA MOBILITÀ CONDIVISA» SOSTENGONO GLI ESPERTI DI GREENVULCANO, IL BIG PLAYER DIETRO LE QUINTE DELLE MAGGIORI SOCIETÀ DI SMART MOBILITY.

Dodicimila automobili, 3.000 scooter e 36 mila biciclette: questi sono oggi i numeri della mobilità condivisa per complessivi 50 milioni di spostamenti entro l’anno in corso, con un incremento del 52% rispetto al 2018; senza contare il nuovo decreto sulla micromobilità che spinge verso l’uso di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel.

Continua a crescere la sharing mobility in Italia. L’uso condiviso di automobili, motociclette e bici convince ogni anno un numero sempre maggiore di nostri connazionali, consentendo di ampliare progressivamente il numero di mezzi e di stabilire nuovi record di chilometri percorsi.
Dietro le quinte dei maggiori operatori —anche di quelli più famosi come il player delle «Cinquecento rosse»— c’è un big player finora rimasto nell’ombra. Stiamo parlando di GreenVulcano (https://www.greenvulcano.com/) che —con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività— è oggi uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech»
Con sedi a Roma, Milano, Napoli e Boston, è proprio GreenVulcano a tracciare oggi un bilancio della situazione italiana, sottolineando come la rivoluzione della sharing mobility è in atto in Italia con numeri in linea con i migliori trend mondiali.
«Oggi si contano 12 mila automobili, 3.000 scooter e 36 mila biciclette in sharing, per complessivi 50 milioni di spostamenti che saranno compiuti entro quest’anno —il 52% in più rispetto al 2018— con un’offerta che si fa sempre più verde, grazie all’aumento dei mezzi elettrici (oggi al 48% della flotta totale) e di veicoli sempre più leggeri e meno ingombranti» precisano gli esperti di GreenVulcano, da oltre 20 anni —appunto— sul campo nel mercato dell’innovazione tecnologica, con un forte orientamento all’integrazione e al mondo IoT.
Roma, Milano, Torino e Bologna presentano l’offerta migliore per mezzi a disposizione per abitante e per numero di noleggi. Mentre nelle Isole emergono Cagliari e Palermo. Ma la distribuzione della sharing mobility in Italia non è ancora omogenea.
L’obiettivo diGreenVulcano?«Portare in tutte le città italiane una nuova mobilità altamente tecnologica, a misura di cittadino e a basso impatto ambientale» risponde Ciro Romano, co-fondatore e CEO di GreenVulcano.
Auto on demand, car sharing, bike sharing, mobilità cooperativa: certo è che il modo di muoversi in città sta cambiando anche grazie alle tecnologie made in Italy.
Tra i clienti di di GreenVulcano —ad esempio— vi sono colossi mondiali come ALD Automotive, del Gruppo Société Générale, leader nel settore del noleggio a lungo termine in oltre 42 Paesi. E anche The Hurry, nella stessa nicchia di mercato.
E poi ancora, in altri ambiti della mobilità, GreenVulcano  collabora con i suoi algoritmi con società come Octo Telematics —attivo in Italia ma soprattutto negli Usa— i cui servizi, basati su tecnologie create ad hoc da GreenVulcano , vengono poi acquistati dalle grandi compagnie assicurative per la definizione del rischio associato al guidatore, la profilazione dell’assicurato e la personalizzazione delle polizze RC Auto.
«Ed aiutiamo anche i conducenti dei tir in ben 96 Paesi a tornare a casa sani e salvi ogni giorno» commentano i responsabili di GreenVulcano.Tra i clienti figura infatti anche eDrivingSM —società leader particolarmente negli Usa e nel Regno Unito— la cui mission è proprio quella di aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre le collisioni e gli infortuni. 
Il cuore del sistema è l’Intelligenza Artificiale e si chiama «Gaia». È l’ultima evoluzione dell’«enterprise service bus» (ESB) open source ideato da GreenVulcano per andare oltre il tradizionale approccio su architettura SOA, interpretando in modo innovativo l’«enterprise application integration» (EAI).
«Nella nostra ultima versione abbiamo lavorato sulla miniaturizzazione del prodotto per poterlo usare nei contesti cloud su architetture a microservizi come Docker e Kubernetes —due più diffusi tool per la containerizzazione— e poter deployare l’ESB “Gaia” nello strato Edge delle architetture IoT» puntualizza Romano.
«Ma c’è molto altro ancora nella roadmap di Gaia. Ad esempio la disponibilità del prodotto come “iPaaS”, con un modello di erogazione del servizio pay-per-use» conclude il presidente di GreenVulcano.