Il Piano nazionale Industria 4.0, presentato il 21 Settembre scorso a Milano dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, intende creare un ambiente favorevole per le imprese, tenendo conto della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici in atto, attraverso un insieme di misure organiche in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione.

Il comparto industriale italiano, con tutte le sue urgenze e richieste di attenzione, è diventato un vero e proprio piano strategico nel Governo Renzi.

Il Piano Calenda si fonda su 5 pilastri, vediamolo in dettaglio:

  1. Il Piano prevede il rilancio della Legge Sabatini per l’acquisto di beni strumentali legati all’Hi-Tech con strumenti di ammortamento utili ad agevolare il passaggio al digitale dell’industria italiana. Un ruolo strategico sarà poi quello delle università che si avvicineranno sempre più alle imprese, offrendo loro competenze teoriche di alto valore e competenze nella ricerca&sviluppo.
    I piani di ammortamento previsti, dovranno supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi quali beni materiali (macchinari, attrezzature, impianti ed hardware) e beni immateriali (software e sistemi IT), purché funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

    • Con l’Iper-ammortamento si avrà il vantaggio di una supervalutazione del 250% degli investimenti fatti su beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0, sia acquistati che in leasing.
    • Con il Super-ammortamento invece avremo una supervalutazione del 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. Di questi due ammortamento potranno beneficiarne la micro, piccola e media impresa italiana (PMI).
  2. Il finanziamento potrà essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso. L’importante è che sia di durata non superiore ai 5 anni e l’importo compreso tra 20.000-2 milioni di euro. In questo caso il contributo del Ministero dello sviluppo economico sarà determinato:
    • in misura pari al valore degli interessi calcolati su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento
    • ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali.

    Grazie al Fondo, l’impresa ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative. Secondo le ultime rilevazioni del Governo, oltre il 99% delle imprese hanno avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza della presentazione di garanzie reali. Qui di seguito un elenco delle banche e degli intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla Convenzione [bit.ly/2sDWfnK].

  3. Il Credito d’imposta R&S vuole di stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per migliorare i processi ed i prodotti e garantire la competitività delle imprese.
    I vantaggi sono un credito d’imposta del 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, riconosciuto fino a un massimo annuale di 20 milioni annui per beneficiario. Sono agevolabili tutte le spese concernenti la ricerca come i costi per personale tecnico altamente qualificato, i contratti di ricerca con università ed enti di ricerca e gli strumenti ed attrezzature di laboratorio. In più è prevista una detrazione fiscale fino al 30% per investimenti fino a 1 mln di Euro in start-up e PMI innovative.
  4. La Patent Box è invece una tassazione agevolata sui redditi derivanti dalle opere d’ingegno che comprende i brevetti industriali, i marchi, i processi, le formule e le informazioni relative ad esperienze acquisite nel campo industriale o scientifico.
    Questa tassazione ha inoltre l’obiettivo di rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti a lungo termine, sia nazionali che esteri, tutelando al contempo la base imponibile italiana. Saranno incentivati la ricollocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere, il mantenimento dei beni immateriali in Italia e incoraggiati gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.
    Queste misure sugli investimenti alle imprese (ammortamento, credito d’imposta, Sabatini) sono già operative e non richiedono nuovi provvedimenti attuativi da parte del governo. La richiesta potrà essere fatta in fase di redazione di bilancio con il proprio commercialista e/o tramite semplice autocertificazione.
  5. La creazione di Competence Center,in pratica degli hub dell’innovazione che devono svilupparsi intorno alle università che avranno il compito di creare delle sinergie tra le università e i player privati.

Il Piano Industria 4.0 ha l’obiettivo ultimo di accrescere la competitività del sistema produttivo del nostro Paese, facilitando l’accesso al credito delle imprese e incentivando l’aumento della spesa in ricerca, sviluppo e innovazione.

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